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Aggiornato: 53 min fa

EcoFuturo Festival 2019, ecco le tecnologie che fermeranno il disastro ambientale  

Ven, 06/21/2019 - 15:56

Possiamo abolire le bottiglie di plastica usa e getta, utilizzando i fontanelli e i naturizzatori di acqua potabile.

Possiamo sostituire la plastica con le bioplastiche ricavate dagli scarti alimentari e agricoli.

Possiamo liberare le strade da migliaia di camion inquinanti facendoli viaggiare per mare e con navi riconvertite e biometano.

Possiamo tagliare i costi del riscaldamento e del raffrescamento isolando meglio le case anche con i cappotti invisibili.

Possiamo assorbire l’anidride carbonica che sta distruggendo l’equilibrio climatico con l’agricoltura bioenergetica e biologica dei doppi raccolti, più sani e convenienti.

Possiamo ricavare calore, frigorie ed energia dal sole, dal vento, dai fiumi, dal mare, dalle biomasse e dalla temperatura della terra.

Possiamo produrre biometano per i mezzi di trasporto anche dai rifiuti umidi e dagli scarti agricoli.

Possiamo costruire case antisismiche utilizzando il legno rinnovabile dei nostri boschi.

Possiamo riconvertire i mezzi di trasporto a benzina e diesel in elettrici o dual fuel. Possiamo alimentare con il biometano liquido (BioGNL) tutti i grandi diesel (camion, trattori, navi).

Possiamo ridurre drasticamente l’inquinamento delle grandi città che causa 70mila morti all’anno nel nostro paese, tagliare i costi energetici, rilanciare l’economia, creare nuovi posti di lavoro.

Le soluzioni per risparmiare denaro e non danneggiare la natura ci sono già. Il Festival Ecofuturo per la sesta volta, presenta le innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere, spostarci e lavorare.

Anche quest’anno le aziende e i ricercatori che si sono distinti per la loro capacità di trovare soluzioni tecniche straordinarie, verranno presentati in questo evento, interamente trasmesso in diretta Face Book dalle pagine Ecofuturo Festival, Jacopo Fo.

Ilfattoquotidiano.it pubblicherà ogni giorno reportage, video sugli eventi e le presentazioni.

Oltre alle conferenze ci sarà cibo biologico, spettacoli, sessioni dedicate al benessere e alle cure naturali.

Il festival si svolgerà a Padova, nella splendida cornice del Fenice Green Energy Park, da martedì 25 alle ore 10 a domenica 30 giugno (vedi qui il programma dettagliato).

In questi 5 anni Ecofuturo Festival ha prodotto più di 200 video informativi sulle diverse tecnologie, disponibili su http://ecofuturo.eu/. Abbiamo organizzato incontri tra le aziende ecologiche e parlamentari italiani e europei.

Abbiamo contribuito a far affermare le ecotecnologie italiane nel mondo e abbiamo ottenuto anche grandi risultati concreti collaborando con le molte associazioni, gruppi e professionisti impegnati nella salvaguardia del pianeta. Quest’anno, tra l’altro saranno presenti ed interverranno gli attivisti di Friday for Future (video presentazione festival di Michele Dotti).

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Tra i cambiamenti legislativi citiamo, tra l’altro, la possibilità di convertire liberamente i motori endotermici in elettrico e i motori diesel in dual fuel (gasolio/metano).

I Comuni italiani non sono più obbligati a conferire in discarica gli sfalci dei prati e le potature dei parchi e lungo le strade (con un risparmio di 200 milioni di euro all’anno).

L’Unione Europea ha stabilito le linee guida che porteranno alla possibilità per chi autoproduce energia elettrica di venderla direttamente, creando aree di scambio potenzialmente indipendenti dalla rete elettrica nazionale, ottenendo così maggiori guadagni e risparmi.

Grazie alla collaborazione con docenti universitari, attivisti e ricercatori abbiamo inoltre realizzato uno studio sulle potenzialità dell’economia verde che si arricchisce di anno in anno: “l’Almanacco di Ecofuturo”, disponibile gratuitamente in Pdf.

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I soldi ci sono, vengono buttati. Spieghiamo questo agli italiani!

Ven, 06/14/2019 - 14:26

Siamo una nazione in crisi solo perché c’è gente che ogni mattina sale sulla ruspa per buttare i soldi dello Stato dalla finestra. Ah… Se gli italiani si rendessero conto dell’immane distruzione e distrazione di denaro…

Ma andiamo con ordine.

L’Italia è senza soldi ma abbiamo come minimo 100 miliardi di evasione fiscale. E c’è chi stima un’evasione più che doppia… In effetti è difficile capire quanti non pagano le tasse se non le pagano. Le stime sono solo ipotesi… Ma il mezzo per stroncare questa ruberia è pronto. Si chiama Serpico, è la Super Anagrafe Fiscale che mette assieme dati catastali, automobilistici, nautici, bancari. Una cosa mostruosamente moderna, che altre nazioni hanno da anni.

Ora ce l’abbiamo anche noi. Ma bisognerebbe farlo funzionare. Perché se al più grande computer del mondo poi non ci metti abbastanza esseri umani a valutare i dati non ci fai un cazzo.

L’anno scorso abbiamo recuperato 16,6 miliardi di evasione fiscale, il miglior risultato di sempre, ma se facessimo funzionare di più la Sogei, ente che gestisce i dati di Serpico, potremmo aumentare di brutto il recupero dell’evasione fiscale. Alzi la mano chi ha sentito questo tema in tv… E per trovarlo sui giornali devi usare il lanternino…

Fisco, nel 2018 calano da 20 a 19 miliardi gli incassi da lotta all'evasione. Crollano rottamazioni e voluntary

Ma non far funzionare meglio Serpico è solo la prima linea di difesa della lobby dell’evasione. Infatti non ci sono le leggi che consentono allo Stato di avere in tempi rapidi il denaro che gli evasori hanno nascosto: su MILLE miliardi di evasione accertata lo Stato riesce a incassare il 5%!!!  Ma i soldi non ci sono…

Evasione, Equitalia: “Su 1.058 miliardi di crediti solo il 5% può essere riscosso. Ganasce fiscali sospese a chi paga a rate”

Ma andiamo avanti: Salvini se la piglia con i negretti. Orribili mostri sub umani che vengono a mangiarci il pane. Ma perché non si dimostra più virile e non se la piglia con quelli grandi e grossi? Strepitano in tv che l’immigrazione ci costa 5 miliardi (in realtà sono meno…) invece l’elusione fiscale europea ci costa molto di più. I dati ufficiali parlano di 600 miliardi di elusione nell’Ue. Il signor Juncker, presidente della Commissione Europea è tra gli artefici della più colossale genialità del secolo: lui stesso in Lussemburgo ha organizzato un paradiso fiscale. Sì, hai letto bene: dentro l’Unione Europea abbiamo i paradisi fiscali interni, che sono 7 (!) che permettono ad Amazon, Google, e a tutte le grandi multinazionali di ELUDERE tasse per 600 miliardi di Euro!!! Ma vaffanculo! Ma di cosa mi parli che non ci sono i soldi!?! Se qualcuno ha voglia di un nuova musica nell’Ue vada a battere i pugni sul tavolo contro questa furbastra!!!

dal blog di Luca Ciarrocca Europee, andiamo in Ue a parlare dei 900 miliardi di evasione fiscale?

Vogliamo discutere di sperperi abominevoli? Parliamo della Sanità, ad esempio: “Il Piemonte… quest’anno grazie al meccanismo delle gare ha risparmiato oltre 41 milioni di euro solo sui maggiori farmaci utilizzati, con una riduzione media di prezzo del 67 per cento. In alcuni casi la spesa si è ridotta fino al 99 per cento: per il Bosentan (un antipertensivo) da 2.210 a 27 euro.

Cioè non mi sono sbagliato a scrivere! Una medicina è passata da 2210 euro a confezione a 27 euro!!!

dal blog di Jacopo Fo Sanità, Giulia Grillo risparmia due miliardi migliorando il servizio

Ma la grande notizia che i media hanno quasi tutti taciuto è che la ministro della Sanità Grillo, nel piano di razionalizzazione dei costi (2 miliardi di risparmi), prende esempio da questa mossa fatta dalla regione Piemonte quando era governata dal Pd. Cioè ha fatto tesoro del buon governo messo in campo da un avversario politico. È raro che succeda! E quanto risparmieremmo se tutte le Regioni imitassero il Piemonte?

Ma questa storia del programma di ristrutturazione della spesa farmaceutica contiene un’altra clamorosa notizia: la maggioranza delle Regioni NON ha fatto la stessa operazione di taglio dei costi! C’è una legge che stabilisce un parametro nazionale dei costi degli acquisti dello Stato sulla base dei prezzi più bassi pagati localmente… Va aggiustata anche questa perché ancora non funziona bene?

Mettiamo insieme tutti questi numeri e proviamo a immaginare a quanto ammonta il costo dell’illegalità e del malfunzionamento della Cosa Pubblica.

In realtà nessuno è in grado di dirlo, si parla di numeri che non si possono basare su dati certi e servono solo per indicare una misura di grandezza… le stime parlano di 60 miliardi per la corruzione, altrettanti per burocrazia e lentezza dei processi e per lo spreco energetico e gli altri sprechi… Farebbero 180 miliardi… + mille di tasse evase che non si ripigliano + almeno 100 di evasione fiscale + più l’elusione… Aggiungiamo 150 miliardi di economia mafiosa, merci contraffatte e agitiamo un po’ aggiungendo il costo della mancanza di libera concorrenza; perché dove ci sono mafiosi e corrotti gli onesti faticano. E poi aggiungiamo la paura degli investitori stranieri di venire a lavorare in una nazione che funziona male. Quanto ci costa?

La maggioranza dei media e degli economisti piangono miseria e siamo seduti su una montagna di almeno mille e cinquecento miliardi di euro sui quali non si riesce a mettere le mani o non si riesce a non buttarli via!

Se recuperassimo il 10% di questo fiume di denaro l’Italia uscirebbe dallo stato di crisi, potremmo occuparci dei più poveri, abbassare le tasse, lanciare grandi opere per mettere in sicurezza scuole e fiumi, sviluppare le autostrade del mare, investire sul trasporto via treno, pagare i debiti della Pubblica Amministrazione e così rilanciare l’economia con grandi investimenti. Ci resterebbe perfino qualcosa per abbassare il debito dello Stato.

NB.
Domanda: il Pd ha premiato l’assessore piemontese alla Sanità, Antonio Saitta, che ha trovato il modo di tagliare del 67% il costo delle medicine fondamentali? No. Il Pd ha steso un pietoso velo su questo successo. E ogni volta che in tv, di fronte a un dirigente del Pd, ho elogiato questo successo del buon senso mi hanno guardato come se fossi un marziano verde. Perché il Pd non ha fatto del successo piemontese una bandiera durante la campagna elettorale?

Quando dimostrano di essere i più bravi si vergognano?

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E per fortuna ch’er Colosseo nun po’ brucià ch’è de coccio!

Mar, 04/23/2019 - 15:40

Il mio amico Dante, quello della Garbatella, m’ha detto quel che segue, che io riporto senza prendermi responsabilità:

“Il Colosseo nun brucia manco se ce butti le bottiglie Molotov. Te voijo vedé a dar fuoco ai sassi. E pure er Pantheon nun brucia. Che li romani antichi ‘n se fidaveno der legno. Che mica arrivaveno a dominà er monno se erano tutti coijoni! Per San Pietro, invece io se fossi er Papa un pensierino ce lo farei. Che nun ce voijo pensà quanto soffrirebbe mi madre se bruciasse San Pietro… Che poi sarebbe na disdeta pure per sto Papa qua… ‘Na volta che c’avemo un Papa che pare ‘n cristiano e gli brucia tutto… Disedetta orenda!

Che poi certe cose der Papa nun le capisco… Ad esempio de inginocchiasse di fronte a du negri e na negra, a chiedeije scusa e baciaije li pedi! Ma che schifo! E poi chiedere scusa de ché? Ma quelli se non arrivevamo noi stevano ancora sull’arberi! Mo c’hanno pure il cellulare! Stanno nella giungla, nun c’hanno luce, acqua e strade e c’hanno er cellulare! Ma a chi cazzo te telefoni che nun c’hai la copertura e l’unico campo che vedi è quello de le patate!

E comunque noi italiani nonostante tutto semo fortunati: vivemo ne le case, mangiamo co le forchette, troppo… Ma stanno tutti a criticà tutto… Ma ce sarà qualcosa de bbono in sto Paese zozzone… E se no nun se capisce perché vivemo più de tutti l’artri. È statistica num me lo so’ inventato io. Noi e li giapponesi vivemo de più; che però a livello de divertimento non c’è paragone che loro so’ troppo inquadrati. Che ‘sti giapponesi li vedi per Roma e nun ce se crede! Co’ tutte queste bandierine intruppati, tutti a seguì la bandierina. Che poi quanno deveno attraversà sulle strisce zebrate je pija la nevrosi paranoica al rallentatore.

Ma ve volete spiccià!?! Ma se nun siete capaci manco de attraversà la strada statevene a casa vostra! Co sti occhi a mandorla che chissà che vedeno! Pareno ramarri, pereno. E tu me dici: “Mo vedi ch’er probblema d’er traffico so sti quattro giapponesi…”

Ma allora n’un m’hai capito. Qui il problema è generale! I giapponesi so’ la punta dell’aisberg! È che nun funziona un cazzo! Ce n’è troppi che se so’ bevuti er cervello, l’hanno dato in garanzia per mutuo dell’auto, c’hanno cagato sopra, se lo so fritto impanato con l’ovo e er pan grattato. A me m’avete rotto tutti!

Cioè io ero de sinistra… Me giro e me ritrovo co’ na banda de scioperati mentali, tutta gente che vo’ fa er frocio cor culo degli artri. Ma che t’ha preso? In Basilicata che t’è successo? No dico, c’hai er presidente de la regione che lo incriminano perché dicheno che se so rubbati pure le gambe de li tavoli, e lui non vuole rinuncià a candidarsi di nuovo, resiste finché non lo mettono quasi ar gabbio… Allora er Pd chi te candida p’er rinnovamento?

Un gran pezzo de farmacista che dichiara palese palese che lui nun ce l’ha un politico de riferimento che stima, l’unico che je piace è Almirante e che ogni tanto se li riascolta pure i su discorsi di Almirante fascistaccio!!!! MA CAZZO! Ma me so pijato le manganellate che c’avevo la testa che me pareva na zucca de alluin cor foco dentro, per impedì sti cazzi de comizzi de merda de Almirante e mo me candidi uno che se li va pure a risentì le fregnacce che diceva. Ma Pd?!? Ma checcazzo t’è successo? Che c’ho degli amici a Matera che manno detto che piuttosto che votà per sto’ nostargico se taijano i pendagli e li danno da mangià ar cane! E so tutti del Pd, piagnevano come regazzini!!! Pure Pasquale Barra detto martello che è uno che quanno nun sa che fa se tira le testate con un toro… Pure lui piagneva… Ma se po’? Che io spero che Montalbano mo’ lo rinnova sto cazzo de Pd… Ma deve entrare ne le sezioni regionnali co la spranga e nun fa prigionieri, sennnò che te rinnovi? Sto par de coijoni! Er vero è che so fuori come saracinesche, ma no qualsiasi… Saracinesche zozze arugginite, che non vanno neanche più su è giù che che nun je funziona er sollevamento perché sono affetti da delle turbe sessuali da panico, sti’ fetenti!

E tu me dici: ‘Stai carmo, sei troppo nervoso, sei cattivista, dovresti indagare i tuoi vuoti emotivi, hai mai provato con una psicoterapeuta? Ti potrebbe essere utile’ Cattivista? Io? Ma io nun so cattivista, io so imbufalito, so na belva umana, c’ho la bava alla bocca! C’ho le zoccole n’ la panza che me rodono i budelli a sangue! Io esco di casa la mattina e so già nella guerra mondiale e me li vorrei mangiare tutti a mozzichi e cazzotti”.

Dopodiché ha sputato per terra. Ha detto: “Annamo va che se fa tardi!” e se ne è andato senza darmi modo di ribattere. E io ho avuto la sensazione che oggi, in Italia, qualche problema ci sia… A livello sociale, voglio dire…

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John Lennon e Yōko Ono, 50 anni fa, a letto insieme contro guerra e ottusità

Lun, 03/25/2019 - 13:15

Nel 1969, il matrimonio tra il Beatles e l’artista giapponese era una grande notizia per i media internazionali. I due amanti decisero di sfruttare l’occasione per inscenare una grande protesta mediatica contro la guerra del Vietnam: per 14 giorni restarono a letto, dando libero accesso nella loro camera d’albergo ai giornalisti durante il giorno. Diedero inizio alla performance rispondendo alle domande dei giornalisti con un mazzo di fiori in mano. Mezzo mondo intanto si chiedeva: “Faranno sesso di fronte alle telecamere?”. Non fecero sesso in pubblico. Invece invitarono molti artisti a partecipare all’incisione del brano Give Peace a Chance. Protesta a letto e arte a letto. Geniale!

Il bed-in iniziò nell’Amsterdam Hilton Hotel, in Olanda e qui durò 6 giorni.

Dopodiché si spostarono alle Bahamas nello Sheraton Oceanus Hotel, ma il giorno dopo, secondo alcuni a causa dal caldo (non funzionava l’aria condizionata?) decisero di spostarsi in Canada, al Queen Elizabeth Hotel di Montréal e lì ripresero a protestare a letto il 26 maggio, continuando a mostrarsi in pigiama, sotto le lenzuola, per altri 6 giorni.

Nel dicembre dello stesso anno i due sposini diffusero un messaggio di auguri per Natale: “War is over! If you want it! Happy Christmas from John and Yōko” (la guerra è finita! Se lo vuoi. Buon Natale).

Questa protesta fu importante per la diffusione dell’idea della non violenza, gentile, sensuale e ironica come strumento per cambiare il mondo. Il primo bed-in della storia affermava che era possibile tentare di far crescere la coscienza umana attraverso lo stupore, fiori, musica, sorrisi.

Sicuramente fu l’azione pacifista che ebbe la maggior diffusione sui media. E colpì l’immaginario collettivo. Un enorme successo.

Amore contro ottusità e violenza. Una pratica rivoluzionaria di cui avremmo bisogno anche oggi per contrastare l’ondata cattivista.

L’idea è che usando il gioco sia più facile far venire dei dubbi ai reazionari.

In quel momento in molte parti del mondo la maggioranza dei progressisti era convinta che solo rispondendo alla violenza del potere con la violenza del popolo, fosse possibile lottare contro le ingiustizie.

In Europa il pacifismo alla Martin Luther King era compreso da pochi, e anche in Usa erano molti i progressisti che militavano nell’ala violenta del movimento.

Yōko Ono era nata in Giappone da una famiglia benestante, il padre banchiere, la madre musicista. Durante la guerra la loro condizione sociale era precipitata e avevano conosciuto la fame. Erano poi emigrati negli Usa e Ono era diventata un’artista concettuale. Aveva raggiunto una certa notorietà con performance provocatorie come Cut Piece, dove lei stava seduta di fronte al pubblico che aveva la possibilità di tagliare con le forbici pezzi dei suoi vestiti fino a spogliarla completamente.

La storia con John Lennon iniziò quando lui visitò l’anteprima della mostra di Ono all’Indica Gallery di Londra, il 9 novembre 1966. Ono esponeva opere provocatorie come una mela, apparentemente vera, messa in vendita a 200 sterline. C’era anche una parete di legno dove i visitatori potevano piantare un chiodo. Lennon chiese a Ono di poter piantare un chiodo per primo ma il programma prevedeva che il primo chiodo venisse piantato solo il giorno seguente, durante l’inaugurazione. Lennon insistette e Ono era dell’idea di lasciarlo fare ma nacque una discussione con il proprietario della galleria. Alla fine lei propose a Lennon di piantare questo benedetto chiodo ma gli chiese anche di pagare 5 scellini. Al che lui rispose: “Ti darò 5 scellini immaginari se tu mi lasci inserire un chiodo immaginario”. Dopo questo primo incontro passarono però due anni prima che iniziasse la loro storia d’amore.

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Greta Thunberg: una ragazzina, da sola, può scatenare una rivoluzione!

Ven, 03/15/2019 - 10:09

Oggi ci sarà lo sciopero mondiale degli studenti. Un fatto mai accaduto. E tutto è partito da una ragazzina che ha appena compiuto i 16 anni e ha il viso di una bambolina molto più giovane, con le treccine. Una tipetta strana che un venerdì decide di non andare a scuola e va di fronte al Parlamento svedese, si siede per terra con il suo zaino e i libri di testo, e una stuoia da ginnastica sotto il sedere. Ha anche un cartello: “Sciopero scolastico per il clima” senza punto esclamativo.

È agosto e in Svezia si avvicina la data delle elezioni di settembre.

E lei inizia a scioperare tutti i venerdì piantonando il Parlamento, e spiegando a chi ha voglia di ascoltarla perché non si può più rimandare un’azione drastica per evitare che l’umanità venga cancellata da questo pianeta meraviglioso. Lei parla così:

Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa, invece rubate il loro futuro proprio davanti ai loro occhi […] Sono le sofferenze dei molti che pagano per i lussi dei pochi. Nel 2078 celebrerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò figli, forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse chiederanno perché non avete fatto niente quando c’era ancora il tempo per agire”.

La ragazzina parla un linguaggio semplice ma riesce ad essere chiara ed estremamente incisiva.

Che possibilità aveva di concludere qualche cosa? NESSUNA! Assolutamente nessuna. Qualunque politico, qualunque sociologo non avrebbe potuto prevedere quello che è successo. Come non lo avevano capito i suoi compagni di classe che lei, all’inizio, aveva cercato di coinvolgere nella protesta e che le avevano risposto: “Non concluderai nulla!”.

Invece è successo un fatto molto strano, una ragazzina belga ha saputo dalla rete di questa protesta solitaria e ha deciso di fare la stessa cosa, qualche sua amica ha aderito. Una manciata di ragazzine di fronte al parlamento del Belgio. Un altro fatto insignificante. Ma poi qualcun altro ha fatto lo stesso in Olanda, Francia, Germania. Sempre pochissimi.

Poi la protesta è esplosa. Incontrollabile, in decine di nazioni.

Ma attenzione, ha seguito vie diverse da quelle ormai consuete dei social network. Oggi, dopo essere diventata una delle ragazze più famose del mondo, dopo aver parlato a Davos, dopo che è stata proposta per il Nobel per la Pace, Greta Thunberg ha meno di 400mila seguaci su FB e meno di ventimila su Twitter.

“Our house is on fire.”
A part of my speech at the World Economic Forum today. Thank you for inviting me! #wef pic.twitter.com/LvTWiwEiOu

— Greta Thunberg (@GretaThunberg) January 25, 2019

Questa storia non sarebbe certamente potuta succedere senza Internet ma ha viaggiato per canali diversi da quelli usati da Trump e dagli influencer… Chissà come. Forse su WhatsApp o quei social giovanili dove i post evaporano automaticamente entro un’ora… Un altro mondo. Comunque l’aspetto interessante è che inizialmente la protesta ha coinvolto pochi studenti, si è diffusa tra una schiera limitata che ha iniziato a darsi da fare. Piccoli scioperi, ripetuti una volta alla settimana. Poi c’è stata una seconda fase di esplosione e i protestatari sono diventati migliaia e i media hanno scoperto che stava succedendo qualche cosa. Poi si è arrivati alla terza fase: lo sciopero mondiale. Ma ancora oggi i giovani che nel mondo stanno aderendo allo sciopero settimanale sono poco più di 20mila, (si stima) niente rispetto ai milioni che probabilmente scenderanno in piazza. Trovo affascinante questa dinamica, questi si che sono influencer!

E trovo grandioso che mentre troppi si stavano piangendo addosso per il trionfo del cattivismo e del disimpegno sociale ci sia dato di essere ancora una volta stupiti dalla storia e dall’inesauribile voglia di ribellione che continua a rigenerarsi e reinventarsi.

L’altro aspetto meraviglioso è che molti dei contestatori sono bambini, alcuni dei quali si dedicano a scrivere una propria, individuale, lettera al potente di turno, e poi la pubblicano sul Web.

Stupisce la lucidità, l’ovvietà delle loro parole, che proprio perché sono elementari arrivano nella mia mente con forza, mi emozionano.

Sì, perché la battaglia per l’ambiente è facile da capire. Abbiamo 80mila morti premature all’anno in Italia per l’inquinamento. 9 milioni nel mondo. Abbiamo nuove tecnologie ormai efficienti per poter tagliare i consumi e sostituire con le fonti rinnovabili carbone e petrolio. Il costo dell’elettricità da vento e sole, in molte aste internazionali, è oggi al di sotto di quello del carbone. Oggi non inquinare CONVIENE, anche economicamente. Di contro l’aumento di episodi climatici estremi sta facendo danni economici e sociali immensi.

Inoltre trasportare le merci via fiume o mare, e utilizzare i nuovi vagoni ferroviari che permettono di caricare e scaricare container quasi ovunque, taglierebbero enormemente i costi dei sistemi distributivi, facendo diminuire i prezzi dei prodotti oltre a ridurre l’inquinamento e l’effetto serra.

Insomma, i signori del mondo dovranno ben rendersene conto che per 40 anni sono stati sordi o inconcludenti e si sono nascosti dietro alle promesse… Ma ormai i bambini hanno mangiato la foglia e prima o poi anche gli adulti lo capiranno.

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Cari 5 Stelle, servirebbe una sterzata! Ascoltare gli italiani e coinvolgerli

Sab, 03/09/2019 - 11:20

Siamo quasi tutti d’accordo che le cose non funzionano a dovere. Il Movimento avrebbe bisogno di un cambiamento. Ma quale? Secondo me la malattia è una specie di sindrome da accerchiamento, paura di non farcela e contemporaneamente quella forma di autismo che colpisce a volte gli scrittori quando hanno venduto troppi libri, stile “sono il più ganzo del mondo!”. Vedo solo due medicine efficaci per questo malanno.

1. La prima è vecchia: coinvolgere la gente. Il blog di Beppe Grillo raccoglieva, per ogni articolo pubblicato, migliaia di commenti e condivisioni. Su blogdellestelle.it ci sono decine di commenti e condivisioni. La differenza? Beppe chiedeva consiglio ai suoi sostenitori. Non si limitava a chiedere di votare sì o no. Beppe è sempre stato un colossale connettore, raccoglitore di idee, che poi rovescia nei suoi spettacoli e sul blog. E sapevi che se scrivevi a Beppe la tua proposta c’era qualcuno che la leggeva e magari ne faceva tesoro.

Oggi solo gli aderenti al Movimento possono partecipare a discussioni propositive sulla piattaforma Rousseau. Quando si stilò il programma del M5S partecipammo in decine di migliaia senza che venisse chiesta un’iscrizione: il dibattito era aperto a tutti, si ascoltavano tutti. Poi, alla fine, gli iscritti votavano le proposte migliori, ma si chiedeva a tutti gli italiani un contributo di idee.

La prima cosa da fare è ripristinare un canale di comunicazione tra gli italiani e il Movimento. Un blog dedicato alle proposte. Ed è tanto più necessario perché oggi il M5S è al governo. Quando mia madre era in Senato organizzammo un gruppo di esperti che valutava le proposte di legge che arrivavano da chiunque. Un gran lavoro fatto insieme alla splendida Roberta Lombardi. E ci concentrammo poi su quelle leggi che avevano più probabilità di passare, perché erano già state presentate in Parlamento con la firma di onorevoli di sinistra e di destra. Da allora seguiamo la “filosofia Shanghai”: inizia dalle azioni più facili!

Questo gruppo di lavoro ha continuato negli anni a raccogliere idee e elaborarle: siamo una piccola rete di professionisti senza bandiere, che si incontrano per studiare soluzioni innovative. Ma con questo governo, come con quelli precedenti, non c’è un luogo dove puoi realmente contribuire a una progettazione. Negli ultimi nove mesi tutte le volte che siamo arrivati a incontri con parlamentari e ministri del Movimento non ne è uscito niente. Tutti sono d’accordo, ma poi tutto si ferma. Siamo riusciti poi in effetti a far passare alcune idee:

a. il divieto della pubblicità in televisione del gioco d’azzardo è legge;
b. l’adozione per il processo civile delle procedure del processo del lavoro, idea elaborata da Marco Marchetti più di dieci anni fa, è scritta nella proposta di riforma della giustizia;
c. la distribuzione delle medicine sfuse, come succede negli Usa e in Germania, è nel programma della ministra Giulia Grillo.

Ma il meccanismo grazie al quale abbiamo contribuito a far passare queste idee non parte da ambiti di progettualità aperta, ma dalla nostra capacità di comunicazione in tv e sul web. E questo non va bene, perché c’è gente che ha proposte geniali ma non ha accesso alla grande comunicazione.

2. La seconda svolta da fare riguarda il fatto che il Movimento non sta usando in modo efficace il potere che ha per coinvolgere gli italiani nel grande cambiamento. Qui agisce la sindrome del “Chi fa da sé fa per tre”, proprio il contrario di quel che ci serve oggi: un grande impeto di cooperazione, una grande fiducia nelle potenzialità inespresse del nostro popolo.

Abbiamo grandi problemi di salute legati alla disinformazione sanitaria: ad esempio siamo leader nelle malattie dovute ad uso scorretto di antibiotici e di disinfettanti domestici. Le esperienze in tutto il mondo ci dicono che ogni euro speso nell’informazione sanitaria frutta almeno due euro di risparmi. Ma non ci sono soldi…

Allora noi abbiamo proposto di coinvolgere gli studenti, all’interno dell’Alternanza Scuola Lavoro, chiedendo loro di diventare protagonisti di un balzo positivo nella qualità della salute. A partire dal 2017 abbiamo collaborato con alcune scuole coinvolgendo gli studenti e siamo riusciti a far nascere 430 blog individuali sulle passioni di ogni studente. Gli studenti hanno imparato elementi utili per il loro futuro lavorativo e hanno sviluppato le loro passioni. A Lovere, paesino sul lago d’Iseo, sono addirittura arrivati a costruire un’isola di bottiglie di plastica con un sistema di pompe, pannelli solari e 4mila chili di filtri di sabbia, piante e batteri. I nostri ragazzi quando scoprono la possibilità di agire concretamente sulla realtà tirano fuori una forza bestiale! La nostra esperienza ci dice che questo tipo di attività è tra l’altro grandiosa, perché risveglia la passione e così molti degli ultimi della classe si danno una svegliata.

Abbiamo proposto a parlamentari M5S di moltiplicare questa esperienza su scala nazionale. Quanta informazione possono mettere in campo 10mila blog che raccontino le passioni degli studenti ma si occupino anche di salute? Chi meglio degli studenti può raggiungere le famiglie e gli adulti di domani? Per capire cosa possono scatenare i nostri figli basta vedere quel che sta succedendo con lo sciopero mondiale degli studenti per l’ecologia.

Con Fabio Roggiolani e Michele Dotti abbiamo poi pensato di utilizzare l’Alternanza Scuola Lavoro per coinvolgere gli studenti nella diagnosi dello spreco energetico delle scuole, in collaborazione con università e aziende. Si è valutato che il check up energetico degli edifici scolastici: avrebbe un costo di 100 milioni di euro. Perché non farlo fare agli studenti degli istituti tecnici e scientifici?

In questi anni abbiamo anche collaborato a progetti rivolti a disoccupati depressi. Paolo Baiocchi ha costruito un sistema di auto-aiuto collegiale, simile a quello degli alcolisti anonimi, con l’aggiunta di un facilitatore professionale. Un test che ha coinvolto con grande successo 600 disoccupati per tre anni. Un’iniziativa che si basa sulla fiducia nelle capacità delle persone, anche quelle che sono in difficoltà e sono psicologicamente abbattute. Due su tre hanno trovato lavoro e quasi tutti comunque hanno migliorato la loro situazione psicologica perché hanno ripreso a sognare.

Sul piano comunicativo e della generazione di idee si esce dalla palude solo se si riescono a coinvolgere nuovamente la base e i cittadini. Anche i grandi comunicatori se restano da soli sono muti.

L'articolo Cari 5 Stelle, servirebbe una sterzata! Ascoltare gli italiani e coinvolgerli proviene da Il Fatto Quotidiano.

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