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Aggiornato: 55 min 23 sec fa

La scuola che non insegna la passione alimenta il bullismo e la violenza

Sab, 02/17/2018 - 11:57

È violenza imporre agli studenti la noia di uno studio lontano dai loro interessi.
DEVI studiare! E se non lo fai sarai punito.
Chissenefrega se nessuno è stato capace di farti capire quanto è bello conoscere! Lo studio animato dalla passione aiuta a superare i conflitti con sé stessi e con gli altri. La paura della punizione e la sensazione di essere inadeguati incentivano la rabbia e l’alienazione. Un brutto voto è un insulto. E non convince gli ultimi della classe a impegnarsi. Invece, se i ragazzi si appassionano studiano di buona lena perché piace loro. Sono anni che lavoro con ragazzi problematici e criminali precoci e ho sempre verificato che quando superi la corazza della diffidenza e del senso di inferiorità iniziano a impegnarsi anche di più “dei più bravi”. Ma non lo capisce chi non crede alla possibilità di far germogliare nei giovani l’amore per la conoscenza.

Abbiamo scritto tutti qualche centinaio di temi in classe. Messi assieme formerebbero un bel libro. L’hanno buttato via. Cioè milioni di italiani nella loro vita hanno scritto un libro che è stato letto da una sola persona: l’insegnante. Che spreco pazzesco! E che messaggio subliminale negativo! “Sei talmente insignificante che quel che scrivi lo legge solo il professore: perché lo pagano…”

Anni fa ebbe successo sulla stampa di Firenze il progetto che avevo sviluppato con gli studenti di un liceo scientifico. L’idea era di usare tutte le competenze del corpo insegnante e di alcuni esperti esterni per condurre un’analisi dei consumi energetici del loro edificio scolastico. Gli studenti avrebbero poi individuato le tecnologie adatte a ottenere la riduzione dello spreco e avrebbero gestito la supervisione dei lavori. Avrebbero anche trovato una Energy service company (Esco) che, dati alla mano, avrebbe finanziato l’investimento sulla base del risparmio ottenuto (queste società “comprano” lo spreco energetico).

Infine, le stesse tecnologie utilizzate a scuola le avrebbero proposte alle loro famiglie, creando un sistema di analisi degli sprechi casa per casa e di assistenza tecnica per ridurli. Grazie a tutta questa attività gli studenti avrebbero ottenuto delle percentuali sui lavori realizzati dalle aziende fornitrici e con questo denaro avrebbero finanziato viaggi di studio e l’acquisto di materiali didattici.

Gli studenti, i professori, il preside e il provveditore agli studi parteciparono con entusiasmo alla conferenza stampa gremita di giornalisti. Nello stesso periodo il comune di Rimini mi chiese un progetto sperimentale per rendere più appassionante l’insegnamento in una scuola elementare e in una media inferiore. Proposi che i bambini più piccoli realizzassero nel cortile della scuola un allevamento di caprette nane, conigli e papere, mentre i più grandi si sarebbero dedicati alla realizzazione di un orto. Anche in questo caso gli insegnanti delle diverse materie avrebbero organizzato le lezioni in modo che il fulcro dell’apprendimento partisse dai problemi pratici che si incontravano nei lavori agricoli.

L’idea era che se un ragazzino arriva a casa con un po’ di carote e può dire: “Cari genitori, oggi mangiate il cibo che vi ho coltivato io” il suo desiderio di imparare si verticalizza. Sono passati 15 anni da quando ho portato queste proposte, ma nonostante il successo iniziale in pratica non sono ancora partite…
Ma sono sicuro che prima o poi lo faranno. Perché non c’è un’altra possibilità. Nel frattempo ha proposto le stesse idee ad altre scuole e ne ho parlato in vari convegni politici. L’idea che la cultura sia coinvolgimento non interessa proprio. Ma se immagino una scuola diversa mi vengono in mente effetti meravigliosi sulla società nel suo insieme. Che succede se invece di studiare i prodotti della cultura gli studenti ne creassero di loro?

Negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente gli insegnanti che hanno capito che l’apprendimento astratto è avvilente e che hanno iniziato a coinvolgere gli studenti in progetti veri, invitandoli a realizzare scritti e immagini con lo scopo di COMUNICARE con il resto del mondo. Docenti che hanno capito che la qualità dell’apprendimento aumenta se non si tratta solo di conoscenze teoriche. Come è possibile che si frequenti la facoltà di Scienze della Comunicazione senza mai sperimentare la gestione di un blog?

L’insegnamento per lo più è ancora troppo astratto. Agli studenti non viene detto nulla su come funzionano gli antibiotici, su come è calcolata una busta paga, come funzionano gli interessi bancari, i contratti di telefonia, le truffe finanziarie, come si legge l’etichetta di un prodotto, come si firma un contratto per ristrutturare un bagno, cos’è l’isolamento termico. E ovviamente niente sul sesso, la gravidanza, il parto, la psicologia infantile…

E poi ci si stupisce se gli studenti sono svogliati e che ragazzi con gravi problemi mentali diventano violenti? La scuola italiana è per lo più basata sull’idea che il cervello vada allenato meccanicamente, l’importante è lo sforzo, la fatica. Ma è come se le corse in bicicletta si facessero sulle cyclette. Una palla.
E anche la noia scolastica ha un suo perché: devi imparare a accettare quel che non ti piace! Per questo molti ancora credono che la scuola debba essere sacrificio e sofferenza. Una scuola che serve ad allenare all’ubbidienza, non a inventarsi la propria vita.

Solo se gli studenti trovano un motivo per produrre cultura, solo se si appassionano, apprenderanno con grande profitto. Solo una scuola che insegna a diventare culturalmente attivi può coinvolgere anche gli ultimi della classe. Quando imparare diventa passione si riesce a dare anche a chi proviene da una famiglia culturalmente povera, i mezzi e il metodo per capire questo mondo e realizzare con successo un progetto di vita. Solo la passione per l’arte, per la scienza, per lo sport può rendere ricchi di valori civili e fare argine contro la noia, l’alienazione, il bullismo e la criminalità. Gli studenti potrebbero essere una risorsa enorme per la collettività se con il loro entusiasmo giovanile fossero incoraggiati a realizzare azioni positive.

Vedi anche: “Picchiate i professori! Così imparano!
Non sono casi isolati, c’è un piano organizzato!

A Gela stiamo sviluppando un progetto di Alternanza Scuola Lavoro: 530 allievi hanno aderito e stanno realizzando, ognuno individualmente, un blog personale. L’argomento è: “la tua passione più grande…”
Qui il primo tutorial

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Macerata, non l’ha uccisa ma solo fatta a pezzi! Non vorrete mica che resti in galera?!?

Gio, 02/08/2018 - 16:57

Per guidare l’auto devi fare l’esame della patente, per girare con la pistola no.
Ma che cavolata è? Qui serve la visita psichiatrica per i legislatori!!!

Vi ricordate il mostro del Circeo?
Partecipò allo stupro alle tortura e all’assassinio di Rosaria Lopez; Donatella Colasanti si salvò fingendosi morta. Catturato e condannato ottenne dopo 20 anni la semilibertà, dopodiché torturò e uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano.
In Italia vige una perversa ideologia cattocomunista che vaneggia di confessione redenzione e perdono e che fa un gran comodo a corrotti e mafiosi.
La destra ne approfitta per alimentare le fiamme della rabbia popolare e poi quando è al governo lavora scientemente per ingigantire il sistema dei cavilli, del formalismo della giustizia, che permette ai giudici compiacenti di annullare le sentenze e far uscire i delinquenti con i colletti bianchi e i soldi per pagarsi una giustizia amorevole…

Io sono per la linea dura con la criminalità. Ma dura sul serio, non la presa per il culo della Lega che ha tenuto bordone alle nefandezze di Berlusconi e che non ha mai votato leggi serie contro mafia e ladri con la scusa che non erano abbastanza dure…
E questa gente ha spazio per diffondere idiozie perché i politici progressisti sono schizofrenici e non riescono a portare avanti riforme sensate.
Ma andiamo con ordine.

A Macerata uno psicopatico di nome Traini spara sugli immigrati. E la sinistra mi dice che il problema è limitare le armi. La destra mi dice che invece la gente deve potersi armare e che se qualcuno entra in casa mia devo potergli sparare addosso liberamente. Se se ne stava a casa sua non gli sparava nessuno. La sinistra risponde che se tutti sono armati succede come negli Usa che in proporzione hanno 10 volte i morti ammazzati che ci sono da noi.
Milioni di italiani applaudono alla destra e decidono di non votare Pd neanche per sbaglio.
Io sto da un’altra parte.

Credo che se uno mi entra in casa per aggredirmi sia in effetti difficile mettersi a discutere se gli sparo al petto o alla schiena. Ha ragione Salvini: in quei momenti pretendere che un onesto cittadino non sia preso dalla paura è troppo. La questione però è a chi si danno le armi.

Lo sparatore di Macerata aveva una pistola regolarmente denunciata. Ma come è stato possibile? La legge prevede giustamente che prima di comprare una pistola devo avere l’assenso delle forze dell’ordine e devo avere pure un certificato di sanità mentale rilasciato dalla Asl.
E state certi che il funzionario che ha dato al Traini il nulla osta per comprare la pistola non finirà in galera e che il medico che ha certificato la sanità mentale a uno che era in cura per disturbo borderline non sarà condannato e neanche espulso dall’Ordine dei Medici. Perché mai devo sospettare che uno psicopatico con una croce nazista tatuata sul polso non sia abbastanza equilibrato da poter comprare una pistola?
Inasprire le leggi per il possesso delle armi non serve a un cazzo se i sistemi di controllo non funzionano. Questo è il problema! In Italia siamo la Disneyland delle leggi giuste che nessuno applica!!!

Punto due: punizione, tortura e perdono.
Oggi le carceri italiane sono un girone infernale inumano per le condizioni di vita. Poi però ti fanno uscire dopo meno di 2 anni uno che ha sfregiato con l’acido la moglie.
Per me se vai in galera ci devi restare e scontare la condanna veramente.
Ha ragione da vendere Salvini quando dice che le nostre leggi sono ridicole e che ai rapinatori francesi e tedeschi conviene venire a far danni da noi perché rischiano la metà! Solo che lui quando era al governo ha fatto esattamente il contrario di quel che dice, sennò gli finiva in galera mezzo partito, Bossi in testa. E la destra non ha fatto niente per rendere più umane le carceri, salvo il condono per far uscire i politici e i faccendieri amici…

Le carceri sono disumane: c’è affollamento, facciamoli uscire!!! Che geni!!!
Invece sarebbe fondamentale che le carceri non fossero più un luogo di tortura e aberrazione sadica, una vergogna per uno Stato che dice di essere civile.
Io sono per le carceri alla svedese, posti umani, lì ci sono perfino incaricati del governo, maschi e femmine a seconda dei gusti, che vengono a fare sesso con te a spese dello Stato. E poi ci deve essere anche un percorso di rieducazione e lavorativo. E quindi anche momenti di socialità, gioco, teatro. Così quando hai scontato la tua condanna (fino all’ultimo giorno) magari sei una persona diversa.
Se invece hai compiuto crimini orrendi vuol dire che sei matto, e NON ESCI PIU’!!! Perché se sei capace di fare a pezzi una donna, la testa non ti si aggiusterà mai perché sei sprovvisto di umanità!!!
In Italia i detenuti che non seguono programmi di rieducazione e di inserimento nel lavoro tornano a delinquere in più dell’80% dei casi. Quelli che li seguono meno del 10%…
Io voglio una giustizia INFLESSIBILE ma umana. Questo ci serve per far muro contro la criminalità!

Continuando il discorso iniziato con i miei ultimi due articoli, sulla necessità di una rivoluzione culturale che i partiti progressisti (M5S compreso) non capiscono, osservo che l’idea del contrasto alla criminalità non è incentrata sulla lotta culturale e non mira a coinvolgere la parte sana del Paese in un’azione collettiva di prevenzione esistenziale. I nostri politici riducono tutto al mero deterrente punitivo (colabrodo per giunta).
Se vogliamo ridurre i reati dobbiamo coinvolgere tutte le energie disponibili.
Dobbiamo iniziare dalla scuola, dove non si parla di leggi e funzionamento dei processi e dei carceri.
Oggi si potrebbero organizzare via Skype, quindi senza rischi, incontri tra scolaresche e detenuti. Sentire uno che ti racconta come è finito in galera sarebbe utile per educare alla legalità. E una simile esperienza sarebbe rieducativa per i detenuti: raccontandosi e vedendo le reazioni degli studenti potrebbero arrivare a riflettere meglio sulle loro scelte. Non è fantascienza. Ci sono state esperienze del genere.
La prevenzione del crimine si ottiene anche formando insegnanti capaci di appassionare gli ultimi della classe. E magari bisognerebbe pagare di più gli insegnanti che riescono a far crescere tutti gli studenti… E licenziare gli insegnanti malati di mente (sono pochi ma ci sono, nessuno li manda a casa e fanno danni mostruosi).
Poi servirebbe sostenere le associazioni del territorio. Si sono ottenuti grandi risultati coinvolgendo ragazzi a rischio in attività sportive, ludiche e artistiche. Grandiosa ad esempio l’esperienza dell’associazione l’Altra Napoli.

E questo vale anche per gli immigrati. Ci sono gruppi che con i 35 euro al giorno erogati dallo Stato gestiscono attività eccellenti e al contempo offrono formazione professionale. Ma gran parte dei gestori dell’ospitalità per i migranti sono speculatori orrendi che si riempiono le tasche offrendo il minimo per la sopravvivenza e basta. E poi come al solito non ci sono veri controlli!!!!
Perché ogni partito ha qualche amico speculatore che se ci fossero i controlli rischierebbe di finire in galera… Ma che dico… Non finirebbero in galera certo per una truffa… Già… In Italia non abbiamo una legge che ti fa finire in galera per truffa… Neanche se ti sforzi… Ma di questo non se ne parla e il cittadino disinformato pensa veramente che la truffa sia punita. Non sa che se una Srl, società a responsabilità limitata, non paga i debiti, il massimo che rischia l’amministratore delegato è di non poter fare l’amministratore delegato per 5 anni!!! E già… Si chiama Società a Responsabilità Limitata mica per caso. Ma questo di certo a Salvini non dà fastidio.

E poi c’è la legge assurda per cui gli immigrati non ancora regolarizzati non possono svolgere lavori socialmente utili! Assurdo! Falli lavorare in modo utile e intelligente. Restare con le mani in mano è un oltraggio alla dignità! Gente tenuta in un limbo per mesi, a volte anni…
Li facciamo impazzire di noia e burocrazia!
E poi ti stupisci che molti delinquono? E cosa ti aspettavi? Babbo Natale?

Infine bisognerebbe comprendere che tenere alcuni milioni di persone in povertà e lasciare che a migliaia dormano per strada è un crimine sociale ma anche un modo per incentivare la criminalità. E non è solo per il fatto che se hai fame alla fine è facile che rubi da mangiare.
Il fatto di vedere che questa società non ha pietà e che se non stai attento finisci sotto i ponti e nessuno ti tende una mano, genera una tremenda paura sociale che alimenta la violenza.

Vuoi meno crimini? Fai funzionare la giustizia, condanne certe, attività ludiche, culturali e lavorative in prigioni umane, scuola appassionante, più arte, sport e giochi per tutti. Servono finanziamenti sostanziosi per tutte le associazioni che svolgono con successo questo lavoro. Quelli che fanno solo finta in galera. I soldi li prendiamo dalla riduzione del numero dei reati, dei processi e dei detenuti.
Prevenire è meglio che piangere!

A questo punto vorrei notare che il ragionamento fin qui condotto sposta il punto di scontro tra destra e sinistra. Se si capisce che le carceri sadiche fanno aumentare i reati, perché sono scuole di criminalità, dove lo Stato stesso si mostra disumano, e se si capisce che se i detenuti non scontano le condanne arrivano briganti in trasferta da tutta Europa… E se si capisce che la lotta culturale ed etica è un deterrente al pari delle pistole, allora ci troviamo a pensarla in un modo condivisibile da conservatori e progressisti.
La difficoltà è far capire che la cultura non solo si mangia ma spara pure!

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People for Planet, la rivista web che non farà dormire i nuovi parlamentari

Lun, 01/29/2018 - 17:22

Siamo on line!
Ci sono giornali che raccontano cosa è successo. Noi raccontiamo cosa succederà.
E poi scendiamo in strada e lo facciamo succedere. Niente paura: eviteremo i cortei e gli scontri con la polizia. Non servono a niente.
E non ci presenteremo neppure alle elezioni. Non funziona.
Abbiamo invece una lista di cose da cambiare. Ma abbiamo scelto solo questioni semplici. Ci piace vincere facile. Noi seguiamo la filosofia Shangay, il gioco cinese con le bacchette che vinci se riesci a spostarne una senza far muovere le altre.
E non abbiamo intenzione di aspettare che in migliaia si convincano.
Per quel che vogliamo fare bastano poche persone molto determinate.
Perché partiamo da obiettivi talmente di buon senso che nessuno può dire di no ad alta voce.

La prima azione da commandos è stata presentare 3 proposte di legge elementari. Una campagna alla quale hanno aderito tra gli altri: Stefano Benni, la Bandabardò, Luigi de Magistris, Peter Gomez, Gad Lerner, Dacia Maraini, Carlo Petrini, Neri Marcorè, Antonio Ricci, Paolo Rossi, Marco Travaglio.
Ma queste leggi non le presentiamo in Parlamento ma ai candidati alle prossime elezioni, di destra e di sinistra, adesso che anelano il voto sono certamente più sensibili. E quando poi i parlamentari che hanno aderito a queste proposte di legge saranno eletti gli staremo addosso telefonando loro tutti i giorni… Chi è di destra perseguiterà quelli di destra, chi è di sinistra quelli di sinistra, e quelli che stanno con il M5S romperanno i santissimi a quelli del M5S. A ognuno il suo. Un’attività di lobbyng ossessivo. Interpartitico.

Così riusciremo a far passare queste 3 leggi banali.
La prima legge che vogliamo stabilisce che anche in Italia le medicine siano vendute nella quantità che ti prescrive il medico, sfuse, come succede negli Usa e in Germania. Da anni questa proposta è in Parlamento, ma si dimenticano sempre di approvarla. Sono 2 miliardi di euro risparmiati all’anno, mica bruscolini.
La seconda legge riguarda l’inquinamento dei mari. Ogni volta che lavi i tuoi vestiti frammenti di microfibre sintetiche finiscono nello scarico, nei fiumi e poi nel mare, cozze e pesci se li mangiano e poi te le rimangi tu. E non ti fa benissimo. Vogliamo che le aziende che producono lavatrici siano obbligate a montare filtri per bloccare questi frammenti sintetici.
La terza legge serve a proteggere i consumatori. Ognuno di noi firma contratti per la telefonia, banche, assicurazioni… La legge vieta che in questi contratti ci siano condizioni capestro, ma quando ti accorgi che hai firmato clausole microscopiche scritte in giapponese antico che ti fregano, poi sta a te rivolgerti ad un avvocato e fare causa per difendere i tuoi diritti. Proponiamo una legge che stabilisca un controllo preventivo su questi contratti collettivi, in modo tale che siano poi le autorità a intervenire se un’azienda fa la furba.

Se vuoi sostenere anche tu questa campagna puoi mandare una mail di adesione a firma@peopleforplanet.it.

Ma non ci limiteremo a proporre leggi e a offrire un’informazione documentata su ecologia e salute (con un comitato scientifico spaventoso!).
Abbiamo preparato una serie di azioni dirette, una guerriglia legale fatta di denunce e di flashmob. Di cosa ci occuperemo? Non posso dirtelo sennò dopo dovrei ucciderti.
Però posso darti una traccia: forse ti ricorderai quando il 19 agosto 1996 riuscimmo a far sequestrare dalla magistratura i Gratta e Vinci in tutta Italia, perché avevamo scoperto che la polverina luccicante che veniva grattata sui banconi dei bar era cancerogena. Poco dopo riuscimmo a bloccare la trasmissione della Formula 1 in tv perché sulle auto da corsa c’era la pubblicità delle sigarette, il che è vietato.

In Italia ci sono decine di leggi giuste che non vengono rispettate. E nessuno se ne cura. Cosa succede se un gruppo di cittadini cattivi cominciano a denunciare le inadempienze? Riesci a immaginare che casino ne può nascere “a norma di legge”?
Un nuovo modo di far politica.
E un modo satirico di cambiare le cose. È satira giudiziaria baby!

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Troppi italiani non sanno che la miglior cura per traumi, infarto e pazzia è la cultura

Mer, 01/24/2018 - 11:26

L’Italia è leader mondiale per le malattie dovute a uso scorretto degli antibiotici. Se non completi il ciclo, non elimini tutti i batteri nocivi, i superstiti hanno imparato a sopravvivere agli antibiotici e si scatenano.

Molti danni anche per eccessivo uso di disinfettanti che sterminano i batteri. Milioni di italiani non sanno che siamo esseri simbiotici: intorno a noi vivono miliardi di miliardi di batteri buoni, che ci difendono dai virus e da batteri patogeni (cattivissimi!). È nessuno insorge e fa cortei contro le aziende che con nugoli di spot dicono alle madri che DEVONO sterminare i microbi nella loro casa.

Meno spese e più salute se si capisse che fare le radiografie non è come mangiarsi una mela biologica: tutti quei raggi spaziali che ti attraversano non fanno BENE. Gli accertamenti clinici invasivi inutili andrebbero limitati. E sarebbe meglio che nelle università di Medicina fossero obbligatori esami di barzellette. Se non li superi vuol dire che sei poco spiritoso ed empatico, quindi puoi fare ricerca ma non puoi curare esseri umani vivi.

Centinaia di studi dimostrano che l’atteggiamento del medico, la sua capacità di trattare il malato in modo tranquillizzante e amichevole, il suo senso dell’umorismo (che è una filosofia naturale) sono qualità che aumentano del 25% l’efficacia delle cure. Tante esperienze hanno poi dimostrato gli effetti benefici del gioco delle carte su persone che hanno subito gravi traumi, quelli eccellenti della musicoterapia per chi è sottoposto a chemioterapia, della comicoterapia per i bambini, dell’ippoterapia per chi soffre di disturbi mentali.

Chiedete a qualunque medico e vi potrà citare casi di persone che hanno reagito particolarmente bene alle cure perché sostenuti dalla passione per l’arte o l’impegno civile, da rapporti famigliari positivi e gratificanti.

Ci sono due modi per tagliare i costi della sanità migliorando al contempo il servizio per i cittadini. Il primo pare impossibile da praticare: razionalizzare il lavoro e colpire i ladri. Siamo nel 2018 e ancora non si è riusciti a risolvere il mistero della conta delle lenzuola che la Regione Lazio fa lavare a una ditta esterna. Perché è impossibile sapere quante sono? Perché è impossibile sapere se c’è un nesso tra il numero delle lenzuola lavate e il numero di ricoverati? È la famosa REVISIONE DELLA SPESA!

E anche qui è una questione di cultura: i cittadini rimbesuiti non se ne rendono conto, coglionazzi; non si infurentiscono quando devono aspettare mesi per una tac veramente urgente; non colgono il nesso tra lo spreco e la disorganizzazione e tra la disorganizzazione e il disservizio. E sì che non è un concetto difficile. E non si rendono conto che aspettare a lungo di poter fare un controllo produce stress e che lo stress danneggia il sistema immunitario, abbassa il livello di dopamine e quindi peggiora qualunque malanno e, se ancora non ne hai uno, entro quando fai la tac, ti viene.

Non viene in mente che il sistema è a due velocità. Prova un po’ a buttarti per terra e urlare fino a quando non ti fissano la tac entro 7 giorni. Un mio amico l’ha fatto. E quando il medico mi ha detto che dovevo lasciare mia figlia piccola, da sola, in sala pre-operatoria, gli ho risposto: “Chiama i carabinieri e fammi portare via con la forza!”. E lui se n’è andato. I dottori sono stressati perché vedono bene che lavorano in una situazione delirante perché i soldi che servirebbero per i cittadini se li rubano i soliti ignoti e per rubare senza farsi accorgere devono complicare tutto e poi non funziona niente e poi il medico stressato non capisce che lasciare una bambina da sola in una stanzetta ad aspettare un intervento chirurgico non le fa bene!

L’altro modo di tagliare i costi della sanità migliorando le cure è far crescere la cultura della salute. Ogni volta che in Francia una donna deve partorire o ha disturbi dell’apparato genitale, viene invitata a partecipare a corsi di ginnastica che hanno come obiettivo rafforzare il pavimento pelvico (muscolatura pubococcigea), il risultato di questa pratica è che solo il 18% delle donne francesi ha problemi di incontinenza dopo la menopausa. In Italia siamo sopra il 50%. E il fatto che le aziende che producono pannoloni per adulti facciano pubblicità in tv ne è evidente conferma. È una differenza che costa fantamiliardi.

Le esperienze in tutto il mondo hanno dimostrato che le campagne di informazione sanitaria sono un vero affare perché si ripagano rapidamente grazie al diffondersi di comportamenti razionali e offrono poi risparmi che durano nel tempo. E va dato atto alla Lorenzin che ha lanciato una campagna di informazione sull’uso corretto degli antibiotici. Brava! Ma siamo solo ai primordi.
L’informazione sanitaria dovrebbe far parte dei programmi scolastici fin dalle elementari! E ogni volta che vai in ospedale dovresti incontrare clown/informatori sanitari che ti offrono le informazioni essenziali per affrontare il tuo malanno.

Questi comici sanitari dovrebbero poi condurre una propaganda filosofica sul senso della vita e cercare di coinvolgere i malati in attività appassionanti. L’idea che hai della vita, la curiosità per il mondo e la passione sono medicine. Sono ormai centinaia le ricerche scientifiche che lo dimostrano. Le persone solitarie, incazzose, che odiano tutti, vivono male, si ammalano di più, reagiscono negativamente alle cure e muoiono prima. E ci costano un botto!

Ah dimenticavo… Abbiamo bisogno di 100.000 massaggiatori olistici a tempo pieno. Porterebbero al risparmio di un fantamiliardo di euro di sonniferi, calmanti e ansiolitici.

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Elezioni 2018: italiani bamboccioni! E anche un po’ rincoglioniti

Gio, 01/18/2018 - 16:58

Ogni volta che si va a votare i partiti progressisti si rendono conto che la destra rischia di vincere “parlando alla pancia degli italiani”.
Così quel topinambur di Berlusconi può andare in tv a dire che la criminalità è aumenta. E puoi affannarti quanto vuoi a snocciolare i dati che dimostrano che la criminalità è molta meno di quando al governo c’era lui col suo cerchio magico ricco di superman inquisiti e condannati.
In Italia ci sono 5 milioni di persone che in vario modo si danno da fare per migliorare il mondo (anche in questo siamo tra i primi del mondo!) ma ci sono 45 milioni di svaporati che si limitano a dire che fa tutto schifo e poi votano col culo.

La crisi italiana dipende innanzitutto dal disinteresse dei politici per la crescita culturale dei propri elettori. E non mi riferisco a quanti libri si leggono ma agli stili di vita.
I partiti se ne fregano di diffondere quei comportamenti che farebbero crescere la partecipazione della gente. Esperienze concrete che formano nuovi modi di pensare. Il vecchio Marx diceva che sono le condizioni materiali di vita a formare il modo di pensare…
Ad esempio, nel 2007 dopo una strenua battaglia riuscimmo a far passare la legge sul fotovoltaico.
Gli incentivi rendevano possibile finanziare l’impianto con un mutuo ventennale che veniva ripagato con tre quarti del rendimento elettrico. In questo modo famiglie e imprese potevano da subito ottenere un utile annuo pari a un quarto della produzione elettrica! Quindi molta energia gratis subito!

Una legge eccellente!
Solo che i partiti progressisti si scordarono di spiegarla agli italiani.
E nessuno si occupò di sistemi di garanzia sulla qualità degli impianti, accordi quadro con le banche per i mutui…
Non lo fecero i partiti e neppure le grandi associazioni, Arci, Acli, lega delle cooperative, sindacati, e quella che allora era l’associazione Amici di Beppe Grillo.
Noi cercammo di smuovere la situazione agendo direttamente, da soli.
Organizzammo corsi per 260 elettricisti e ingegneri, tenemmo assemblee paese per paese in provincia di Perugia, creammo un consorzio di installatori e progettisti che si certificavano reciprocamente, stabilimmo prezzi trasparenti, contrattammo condizioni collettive con le banche e le assicurazioni, offrimmo un servizio di informazione, assistenza e garanzia post impianto per gli aderenti al nostro gruppo di acquisto. E realizzammo 450 impianti.
Qualcun altro scelse di puntare nella stessa direzione, ma furono in pochi. A Reggio Calabria e Messina, Accorinti e una torva di boy scout e suore riuscì a ottenere moltissimi tetti ecclesiali e privati, costruendo un enorme impianto sociale. Ogni mese usavano il 25% dell’energia prodotta per finanziare attività sociali. Poi Accorinti fu eletto sindaco.

Il movimento progressista italiano perse l’occasione di migliorare l’economia di milioni di persone, creare posti di lavoro, ridurre l’inquinamento.
E perse un’occasione per far capire a milioni di italiani che la politica può servire a migliorare le condizioni di vita.
E non solo. Essere produttori di energia cambia il modo di pensare. Le collettività autosufficienti energeticamente, che producono cibo, gestiscono acquisti collettivi, barattano manufatti e servizi, riusano, riciclano non hanno solo vantaggi materiali, è una questione di cultura e di prospettive di vita.

Ed è anche un passaggio evolutivo strategico: il lavoro come oggi lo concepiamo diminuirà radicalmente grazie alla digitalizzazione e ai robot. Una quota del tempo lavoro dipendente potrà essere rimpiazzata solo da gruppi di cittadini che impiegano parte del loro tempo gestendo l’acquisto e la produzione dei beni.
Oggi i lavoratori hanno una sola fonte di guadagno che permette loro di pagare al sistema del commercio una tassa cospicua. Organizzando acquisti consociati e programmati possono risparmiare molto denaro, dal 20 al 30% di quanto spendono.

Si tratta di immaginare un modo diverso di ricomporre l’economia delle famiglie, aumentando autoconsumo, riuso, gestione di sistemi d’acquisto e servizi collettivi.
Il che vuol dire chiedere ai cittadini un impegno diretto, una capacità di iniziativa, una visione. E quando hai gente così poi non la imbrogli con le fake news.
Non si tratta di idee nuove, il movimento cooperativo italiano è stato per decenni un gigantesco sistema di gruppi di acquisto, avevamo anche banche e assicurazioni.
La socializzazione dei consumi ha fatto a lungo la differenza tra poter comprare il cappotto per i bambini o non poterlo comprare. Poi il boom economico e un certo benessere ha diminuito la necessità della cooperazione e le organizzazioni progressiste hanno smesso di vedere la cultura cooperativa come centro strategico.

Oggi la società non ha altre possibilità: i robot sono alle porte.
La scelta è tra una società dominata da disoccupazione, demotivazione e ignoranza e coglioni eletti da un popolo rimbesuito e una società nella quale i cittadini diventano imprenditori collettivi e crescono culturalmente via via che prendono il controllo del loro tempo e della loro economia.
E se le persone comprano sulla base di scelte ragionate non sono più ammaliate dagli oggetti griffati, dagli status symbol, dai mantra televisivi. Chi sceglie di rivoltare il colletto della camicia non risparmia solo i soldi di un acquisto superfluo.
È una scelta culturale profondamente diversa che prevede un ragionamento sulle priorità della vita.

Lo stesso discorso potremmo farlo per la vita sociale, per la  prevenzione del crimine, per lo sviluppo di nuove tecnologie e per qualità della scuola. In questi settori il movimento progressista ha rinunciato a mettere il coinvolgimento della gente al centro della propria iniziativa.
Ma lo spazio è abbondantemente finito, ne parliamo la prossima settimana, ma intanto anticipo che non voglio fondare un nuovo partito, voglio fare la rivoluzione culturale.

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Banche, l’uso del seno della Boschi come arma di distrazione di massa

Dom, 12/24/2017 - 15:27

Dalla mattina alla sera, su tutti i canali tv ci bombardano con Maria Elena BoschiUna donna bellissima, che non disdegna i tacchi del 12 viene utilizzata per nascondere agli italiani la dura verità: ci hanno fottuti! E invece stiamo a discutere sulla Boschi. A sottilizzare su alcune domande inopportune…
È proprio incredibile il potere mediatico del seno della Boschi. È un attrattore cosmico, le facoltà di Scienze della Comunicazione dovranno studiarlo per decenni. Come è possibile che Visco sia ancora al suo posto bello sorridente e la Boschi sia alla gogna? Perché so tutto delle domande che la Boschi ha fatto e niente delle domande che Visco NON ha fatto? Perfino sui piedi della Boschi s’è discusso! C’è chi è arrivato ad affermare che sono brutti. Una menzogna palese.

Hanno rubato miliardi!!! Ed è sfruttando la grandiosità delle caviglie della Boschi che sono riusciti a non far vedere, al grande pubblico, il colossale crimine realizzato dai potentati bancari: buona parte dei 361 miliardi di “crediti deteriorati” che hanno portato al disastro le banche, sono i denari prestati agli amici degli amici, senza garanzie (dati di Pier Carlo Padoan sul 2015).

Sappiamo tutto su qualunque domanda la Boschi abbia fatto e sulle 50 sfumature di rosa del suo alluce sinistro, ma nessuno ha ancora risposto alle cinque domande fondamentali:
1. quanti soldi si sono pappati gli amici degli amici?
2. chi ha deciso di concedere i prestiti senza garanzie?
3. quanto ci ha guadagnato?
4. chi ha poi deciso di scaricare tutto sui risparmiatori, truffandoli con i titoli spazzatura?
5. chi sapeva ed è stato zitto? (politici, media, controllori…)

Da tempo ci promettono di pubblicare la lista dei grandi debitori insolventi che hanno ricevuto prestiti senza garanzie, ma sono uscite solo liste parziali, relative ad alcune banche, che non chiariscono la reale posizione dei debitori: vogliamo sapere chi e come ha ricevuto soldi senza garanzie! Non si sa esattamente neppure quanti siano i soldi che i grandi gruppi hanno succhiato, c’è chi parla di 120 miliardi chi di molti più, 150, forse 160 miliardi di euro.

Si mormora che alcuni gruppi particolarmente influenti, siano riusciti a ottenere prestiti senza garanzie per più di un miliardo di euro. Stiamo assistendo a una vittoriosa campagna di disinformazione: la maggioranza degli italiani è convinta che sia stato il padre della Boschi a prestare soldi senza garanzie e a truffare i risparmiatori, grazie al potere della figlia.

Complimenti!

Perfino gli amici del M5S sono caduti in questa trappola! Parlano più della Boschi che del colossale assalto al treno bancario. Forse renderà dal punto di vista elettorale ma se vogliamo migliorare l’Italia serve innanzi tutto che cresca la coscienza degli italiani sui sistemi che si utilizzano per fregarli. E per finire vorrei aggiungere che fa pure vergogna che ancora una volta si usi la bellezza femminile per generare odio. Fa tristezza vedere quanto nella vicenda della Boschi pesi il fatto che lei sia una donna bellissima che ha successo in un settore maschile. C’è quell’accanimento speciale che ha conosciuto anche la Carfagna. E chi ha memoria si ricorderà quando Cuore pubblicava la classifica dei motivi per i quali valeva la pena vivere: allora non faceva vergogna che ai primi posti vi fosse sodomizzare la Pivetti.

Questo revanscismo maschilista è una brutta malattia. E se fossi nei sandali della Boschi io farei campagna elettorale proprio sul linciaggio disinformante che lei ha subito. E mi presenterei nel collegio elettorale dove c’è la più alta frequenza di violenze contro le donne. Avrebbe buone possibilità di conquistare l’elettorato femminile e vincere.

Per saperne di più
Elio Lannutti 
Il Fatto

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Giovani, ricchi e influencer: adottiamone uno!

Mar, 12/05/2017 - 18:30

Fa audience in rete l’esibizione di ricchezza di giovanissimi rampolli che sui loro canali YouTube mostrano i loro 4 orologi che costano come un appartamento in via Montenapoleone. Masse di diseredati sbavano e covano odio contemplando le automobili sfacciatamente rifinite di questi fortunelli. Fanno invidia le ragazze spettacolari che appaiono sullo schermo, le case inconcepibili traboccanti di manufatti che costano, ognuno, quanto 10 anni di lavoro di un operaio.

Gli opinion maker benpensanti e progressisti inorridiscono, stigmatizzano, i meglio informati osservano con disgusto che oggi i 10 italiani più ricchi possiedono quanto i 6 milioni di italiani più poveri.

Neppure i più miti cristiani riescono a staccare lo sguardo ipnotizzato dai lacci d’oro che avvolgono le caviglie di una diciassettenne fasciata in un abitino di strass che costa quanto le vacanze al mare per mille bambini polacchi. Neppure i più solidali tra i volontari, sempre pronti a soccorrere alienati e invalidi, riescono a guardare al di sotto della patina di magnificenza spalmata sui visi di questi infanti e vedere il loro dolore.

Certo è vero che chi non ha nulla, chi deve fare esercizi di aritmetica per sapere se può comperare un paio di scarpe al figlio, soffre immensamente. Ma questo non vuol dire che questi ricchissimi non riescano a percepire livelli agghiaccianti di dolore. Non capisco perché così pochi umani vedano che questo sbandierare mutande griffate e vite perfette pullulano di un dolore e di un’angoscia di proporzioni galattiche.

Non riescono a vedere il male assoluto che divora quelle labbra ornate da dentature ineccepibili, lo strazio del vuoto pressurizzato che tiene quelle esistenze incatenate.
Il nulla dei sorrisi di plastica, forzati, il nulla di scoprire che hai tutto quello che tutti credono di desiderare e non te ne frega un emerito cazzo. Il povero ha la consolazione dell’idea che se avesse quel che gli manca sarebbe felice, ma quei disabili emotivi possiedono ogni superfluo e sanno quindi che possedere non ti toglie dalla bocca dell’anima il sapore di merda.
Quindi non hanno speranze. Ma l’assenza di speranze è un mostro invisibile che non lascia ferite aperte sulla pelle.

E così il dolore dei giovanissimi esibizionisti venali non viene visto e non è considerato come un’emergenza umanitaria.

Il giustizialismo giacobino impedisce di capire che la società inizia a cambiare veramente quando si concepisce un progetto capace di includere tutti.
Il mondo futuro che desideriamo è dominato dalla pace e non può esserci pace vera se essa emargina un gruppo sociale.
E questo vale anche se gli emarginati sono i ricchi.

Per questo motivo l’associazione “Un Nobel per i Disabili” ha deciso di dare vita ad un servizio di sostegno umano a queste persone colpite da stipsi spirituale, carenza di passione, fratture scomposte dello scheletro empatico. Il nostro obiettivo è quello di offrire un canale di ascolto a chi tra questi disastrati filosofici si trovasse ad avere un sentimento che avesse l’avventura di attraversargli il cervello.

Sappiamo che questa nostra iniziativa troverà molti amici dissidenti ma siamo altrettanto persuasi che potremo agire fattualmente per migliorare la condizione umana. Solo se sapremo vedere nei malati di ricchezza, come nei criminali e nei corrotti, esseri sconfitti e doloranti, bisognosi quanto tutti gli altri di aiuto e quindi degni dei nostri sforzi solidali.
Chi volesse contribuire al finanziamento di questa iniziativa umanitaria può inviare il bonifico (http://www.comitatonobeldisabili.it/index.php/sostieni-il-comitato/donazioni).

Adotta un ricco: ti costa quanto un cappuccino al giorno. Un cappuccino all’Harris Bar di Venezia.

[Attenzione: il fine è finto ma l’iniziativa a favore dei disabili è vera]

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