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Il Blog di Jacopo Fo su ilFattoQuotidiano.it

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Aggiornato: 13 min 26 sec fa

Siate mansueti! (E affamati e folli)

Mar, 06/27/2017 - 09:40

Da sempre i mansueti sono considerati paurosi, emotivamente frigidi, troppo prudenti, addomesticati. Un po’ dei vermi insomma. Va beh, a Gesù i mansueti stavano simpatici. Ma Gesù non possiamo dire che fosse uno normale. Essere figli di Dio è un po’ un trauma che non ti riprendi più. Invece c’aveva proprio ragione.

Essere mansueti è una gran qualità. Innanzi tutto per essere mansueti bisogna essere impegnati ad ascoltare le sensazioni che ti dà vivere su questo pianeta molto particolare. La mansuetudine si alimenta col fatto che sei troppo impegnato ad ascoltare quello che succede e non c’hai tempo per urlare, anche perché se urli non senti l’eco del mare e allora cosa vivi a fare?

E poi, per essere mansueti, bisogna dedicarsi a ragionare. Che per molti è una vetta inarrivabile. Farsi domande scomode, tipo: che me ne viene a trattare male questo imbecille pezzo di merda in preda alle sue convulsioni mentali mentecatte? Con tutto quanto c’è di interessante e strano e affascinante e bellissimo su questo assurdo pianeta pieno di contraddizioni ho veramente tempo da sprecare per spiegare a un essere incatenato ai suoi servomeccanismi paranoici che è un povero pirla ben sapendo che tanto non mi capisce?

La mansuetudine è potente, la mansuetudine è bella. Qualcuno mi dirà che sì. Vale la pena di spellarsi le nocche delle dita emotive per rompere l’insulso equilibrio di questo stronzo e fargli capire che la sua vita è una merda. Ok, capisco il tuo parere e lo rispetto. Ma ti pregherei di prendere per un breve istante, in considerazione che nell’universo esista una strana legge psicofisica della quale non ti hanno parlato a scuola per via che hai subito la disgrazia di avere insegnanti stronzi o devastantemente disinformati.

Questa legge di natura, per chi non lo sapesse, si chiama “effetto boomerang della mansuetudine” e la trovi scritta bella e chiara nell’eccelso testo di Sun Tzu, modestamente intitolato L’arte della guerra. Esso dice: se una persona fuori di testa cerca di provocare la tua ira e la tua reazione, al solo scopo di poter piangere dopo che l’hai pestata come una sottiletta, perché da piccola la mamma gli tirava in faccia il latte a bicchierate invece di porgergli la tetta, allora, calcola, che se tu hai avuto la capacità di allontanarti evitando lo scontro fisico e anche verbale, allora quella persona si sentirà inutile e incapace e la probabilità che vada a sbattere con l’auto, sfracellandosi contro un carro armato sovietico cresceranno del tremila per cento.

Cioè, è praticamente sicuro che gli succede. Perché ha vissuto il tuo rifiuto di cadere in una dinamica priva di senso come un chiaro segnale del fatto che hai scoperto che è una nullità destinata all’oblio cosmico e non può vivere con il pensiero che tu lo vada a dire a una ragazza che si chiama Renata che quando questa persona scema era piccola le aveva spezzato un polso perché era una ragazzina terribile. Certo, la via alla mansuetudine zen non è facile. Ma funziona.

E poi a litigare sono capaci tutti. Ma dopo che hai litigato che cosa ti resta? Quando arrivi a una certa età è una gran rottura di coglioni scoprire che non hai amici, hai litigato con tutti i tuoi parenti e stai sul cazzo ai colleghi di lavoro. E i vicini di casa pregano il loro Dio bisbetico che ti venga un coccolone.

E guarda che una delle più grandi indagini mai realizzate sul rapporto tra comportamento e salute ci dice che quelli incazzosi muoiono come mosche. Dico vero! Hanno classificato 50mila settantenni in tre gruppi: socievoli, tranquilli e aggressivi solitari. Poi se ne sono andati. Dopo dieci anni sono andati a vedere quanti erano ancora vivi nei gruppi. Tra gli incazzosi c’era stata un’ecatombe. Uno ti insulta per strada? Si sta ammazzando da solo. Povera bestia. Non è senziente, fa solo finta.

E mannaggia, non ci puoi neanche fare niente. Al massimo puoi offrirgli un antiacido. Ma è solo un palliativo. Magari ti ho convinto che lasciare i rissosi nella loro merda funziona. Magari invece te c’hai problemi con gli arrivisti, gli imbroglioni, i ladri, i falsi, i corrotti, i furbi. E anche quelli che ti fregano il parcheggio sotto il naso e poi buttano le cartacce per strada. Quelli che danno noia alle donne, quelli che non rispettano i bambini, i venditori di formaggini avariati, di sostanze venefiche, di droghe, di diserbanti cancerogeni, i commercianti d’arme, gli usurai, i mafiosi. Ho dimenticato qualcuno?

Ma ti rendi conto che fatica prendersela veramente con tutta questa gente? Parliamo di almeno il 5% della popolazione. A oggi sono circa 350 milioni. Non è che puoi ammazzarli tutti. Bisogna disinnescarli. Come si fa? Usiamo Sun Tzu. Compri 250 copie de L’Arte della guerra le impacchetti belle strette e poi le butti sulla testa di un prepotente dal quinto piano. Se lo centri hai risolto un trecentocinquatamilionesimo del problema. Ovviamente scherzo.

Ma è vero che ci sono almeno 700 milioni di persone nel mondo che stanno facendo qualche cosa di straordinario che varrebbe la pena che tu li conoscessi. Ed è un’impresa titanica.
Ed è vero pure che bisogna industrializzare la lotta contro i criminali, legali o esistenziali che siano. E Sun Tzu comunque la risposta ce l’ha: “Difficile che tu possa convincere uno stupido a diventare onesto, ma se gli fai vedere che tu vivi pienamente perché ti occupi della tua vita invece di dedicarti a tediare gli altri, allora magari cerca di imitarti”. Non ti capisce, ma ti copia. Come faceva a scuola con la matematica.

Io credo che sia ora che i progressisti inizino a discutere su questa questione: veramente credete che possiamo cancellare la corruzione, la violenza e la stupidità varando leggi più severe? È questo che ci serve veramente? Oppure abbiamo bisogno di iniziare noi per primi a vedere le relazioni in un altro modo? Gli africani dicono Ubuntu. Non è un detersivo, è l’antica filosofia che seguiva Mandela. Ma non c’è mai stato un partito Ubuntu. Perché Ubuntu è una cosa che fai da solo, per il tuo piacere, offrendo rispetto e doni agli altri. Ubuntu è mansueto. Peccato non avere altro spazio per raccontartelo.

P.s.: volevo dire a quelli che commenteranno questo articolo scrivendo che sono un imbecille, figlio di papà, comunista, polacco e pure frocio e drogato e che non sono bravo a disegnare, che essi sono delle cacche spaziali puzzolenti a pallini!

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Sesso, dove gode il maschio? Il piacere censurato

Dom, 06/18/2017 - 14:20

Verrebbe da pensare che in una società dominata dagli uomini si sappia tutto del piacere maschile, ma non è così.

Grazie al movimento femminista degli anni ’70, con milioni di donne che manifestavano e urlavano slogan su argomenti intimi si è scoperta l’esistenza del clitoride e di altre meraviglie femminee.

Ma siccome non c’è mai stato un movimento femminista maschile, pochi sanno che anche noi abbiamo il clitoride. Ancora oggi certe informazioni si trovano difficilmente persino sui manuali di educazione sessuale. Ma se non mi dici dove l’uomo prova il piacere maggiore, che educazione sessuale è?
Si tratta di una piccola area sotto le “chiappette” del glande. Se un maschio ci pensa un po’ si rende conto che al culmine dell’eccitazione è lì che cerchiamo di concentrare la sollecitazione. Per le donne verificare la collocazione del punto di massimo piacere maschile è abbastanza facile. Basta farsi prestare un pene e provare a perquisirlo. Il maschio ululerà ovunque ma solo se si sollecita quell’area si ottiene l’eiaculazione.

E il maschio è dotato di un altro strabiliante punto orgasmico che si trova alla radice del pene, nella parte interna. Questo punto è sollecitabile attraverso qualche tipo di aspirazione, ad esempio tramite i movimenti della muscolatura passeresca oppure con altri sistemi risucchianti (non entriamo nel dettaglio per decenza). Oppure è possibile agire esternamente con un massaggio tra testicoli e ano. L’esistenza di questo luogo magico spiega anche il piacere anale maschile in quanto la radice del pene è raggiungibile anche per via posteriore a circa tre centimetri di profondità. Anche questo punto è praticamente assente nei testi di educazione sessuale, questo nonostante siano passati più di trent’anni da quando Leslie Leonelli, splendida sessuologa, lo descrisse dandogli pure il nome: Punto L.

Ma la super censura sul piacere maschile riguarda il fatto che al contrario di quel che comunemente si pensa, anche il maschio può essere frigido. Esiste l’eiaculazione senza orgasmo. Per gli antichi romani era la norma, infatti sostenevano che dopo il rapporto sessuale c’è la tristezza post coitum; ovviamente se hai sperimentato un orgasmo profondo e soddisfacente non sei per nulla triste! Sei triste se non ti è piaciuto. WIlliam Reich sosteneva che la metà dei maschi non sono in grado di raggiungere l’orgasmo. Non esistono oggi ricerche su questo argomento.

Quando ero un ragazzo ho sperimentato tutti i tipi di disastri sessuali: dall’eiaculazione precoce all’impotenza. Chiaramente vivevo la situazione con grande ansia e frustrazione. Per fortuna riuscii a trovare un po’ di calma e una ragazza gentile, riuscii a tranquillizzarmi e a raggiungere l’efficienza minima… Però non provavo niente. E fu un disastro capire cosa mi stesse succedendo, perché se vai al bar e dici che hai fatto sesso con una fanciulla bellissima e non ti è piaciuto, l’unico commento che ricevi è un secco: “Sei frocio!” Non è proprio contemplato che il maschio cacciatore, se la preda è degna, non goda!
Vedi anche: “Lo stupratore è frigido”.

PS: Il mio precedente post ha battuto il mio personale record negativo come articolo meno condiviso su Fb. Parlava di come le economie avanzate stiano rapinando le risorse ittiche africane e di come i prodotti agricoli super finanziati stiano danneggiando con una concorrenza sleale l’agricoltura del continente nero. Una guerra economica che porta miseria e costringe all’emigrazione migliaia di persone…

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Terrorismo: amici pacifisti, siamo forse malati?

Mar, 06/06/2017 - 11:35

È successo qualche cosa. Ci siamo distratti un attimo e quando abbiamo riaperto gli occhi tutto era digitale. Ho la sensazione che il Movimento Pacifista abbia perso un po’ il senso delle cose flesciato dalla realtà virtuale.

Nell’era dei telefonini certe frasi come: terrorismo capitalista, sono desuete. I terroristi sono gli estremisti islamici, la borghesia non è più assassina, è digitale, connessa, sta sul cloud, sulla nuvola, eterea, immateriale.
Invece bisogna proprio riaffermare certe parole, dure, vecchie, ma vere.
E guardare a quel che sta succedendo al di fuori del nostro smartphone.

Il mondo è cambiato in meglio, i manganelli sono più morbidi qui da noi. Ma come dicevano quei due geni di Engels e Marx: se il capitalismo in Europa gira ben vestito in Africa va in giro nudo.
Tutti dicono che per fermare le migrazioni di massa bisogna puntare sulla pace e lo sviluppo economico dei paesi poveri. Giusto.
Ma intanto le flotte di pescherecci dell’Unione Europea depredano i mari africani, lasciando senza pesce migliaia di pescatori che senza lavoro dovranno tentare di venire in Europa per sopravvivere (vedi qui e qui).
E i nostri pomodori, grazie ai finanziamenti pubblici arrivano a Dakar già cotti e imbarattolati a un prezzo minore di quelli senegalesi. Orde di contadini ridotti alla miseria. Dove andranno a cercare una nuova vita? (vedi qui)

Ma lo vogliamo dire che anche questo è terrorismo che alimenta altro terrorismo?
Ma lo vogliamo dire con un po’ di determinazione?
Esiste una borghesia assassina, che foraggia il terrorismo innanzitutto guadagnandoci nel creare dissesti economici, poi ci guadagnano scatenando guerre e poi ci guadagnano con la ricostruzione.
Vecchi discorsi. Ma è così. E non lo stiamo dicendo con forza sufficiente.
Tocca uscire dallo stato di shock.

Ragazzi qui è tosta. Da quando c’è Trump è aumentato in modo spaventoso il numero di civili ammazzati per sbaglio. Diciamolo che esiste il partito della guerra. Diciamolo che oggi corriamo un serio pericolo, con il pazzo americano schierato con i più cattivi dell’Arabia Saudita a fomentare la guerra con L’Iran.
È vero che non siamo riusciti a fermare la guerra contro l’Iraq. È vero. Ma non è un buon motivo per stare zitti adesso. Anche perché abbiamo l’occasione di far riascoltare i discorsi dei guerrafondai che ci spiegavano che andavano a portare la pace, la libertà e la democrazia. Una volta si diceva: “Hanno fatto un deserto di macerie e lo hanno chiamato pace”. Un milione di morti dopo, 10 milioni di rifugiati dopo, 4 nazioni distrutte dopo, migliaia di azioni terroristiche dopo, forse anche a qualche benpensante moderato gli può passare per la testa che la lotta al terrorismo non si fa così… Sai com’è…. A volte uno vede cosa succede e poi e magari capisce. E oggi abbiamo un Papa che è veramente cristiano che è un vantaggio… Allora… Lo diciamo o parliamo d’altro?
Serve inventarsi qualche cosa che tocchi le coscienze e dia anima a una serena, forte, determinata opposizione alla guerra.

Non riconosco più questo movimento. Va bene, ci sono passati sopra con i cingoli della storia e abbiamo sofferto per l’orrore che non siamo riusciti a impedire. E diciamolo che è veramente brutto vedere che tu avevi preannunciato tutto, detto chiaro, raccontato che sarebbe arrivato il terrorismo, che avrebbero massacrato i civili, torturato, che avrebbero ammazzato donne e bambini anche da noi… E fai di tutto, ti sbatti, e in 7 milioni mettiamo la bandiera della pace alle finestre, e scendiamo in piazza in più di 100 milioni in tutto il mondo… E poi vedi che succede…. E questi dementi vanno lì e fanno ancora peggio di quel che noi temevamo… E succedono cose orribili che non puoi neanche guardare… E per giunta devi sentire Salvini dire certe cose. Fa male! Fa male! Occhei. Abbiamo creduto in mille battaglie e adesso siamo stanchi e abbiamo voglia di farci un giochino sul cellulare.

Ma abbiamo mantenuto la nostra sensibilità, la nostra umanità, la nostra integrità, la nostra capacità di amare. E non c’è nient’altro per cui valga la pena vivere. Quindi fem el piasé: alzati. Che è ora.

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Sesso, il punto G è vivo e lotta insieme a noi. Per trovarlo basta fare ginnastica

Mar, 05/16/2017 - 09:31

Tempo fa scrissi un post a proposito del Punto G che raccolse le critiche del dottor Puppo, blogger de ilfattoquotidiano.it. Peraltro da più parti arriva una campagna di demolizione verso questo aspetto dell’anatomia femminile. Si ha notizia di un’assemblea di mille donne che avrebbero sostenuto all’unanimità l’inesistenza di questo tempio del piacere femmineo.
Stamattina ho telefonato al professor Jannini, esimio ricercatore nonché primo a fotografare l’area in questione dimostrando la sua esistenza. Gli ho detto: “Emanuele, ma il Punto G esiste ancora o l’avete perso?”.

Ho tirato un sospiro di sollievo quando mi ha confermato che è ancora lì: “Ma mi si dice che avete ritrattato!”, gli ho detto. E lui: “Ma per niente!” e mi ha spiegato che un coacervo di ricercatrici e ricercatori ha soltanto deciso di non utilizzare più la definizione di “punto G”, in quanto hanno verificato che questo nome induce alcuni a un’idea fuorviante: “Molti si aspettano di trovare un pulsante da schiacciare”.

Si parla quindi di “area” più che di “punto”. Ma la sostanza resta immutata. E allora, dirà qualcuno, com’è che addirittura mille donne hanno dichiarato di non averlo trovato? La questione è da tempo nota. Cerco di spiegare il tutto a uso dei non laureati in Medicina, con parole semplici, ma devo aprire una digressione. Esiste una zona, raggiungibile agendo sulla piccola depressione che si trova a circa tre centimetri di profondità sulla parete anteriore della vagina, che è resa sensibile dalla presenza della radice della clitoride. Parliamo dell’area dietro l’osso pubico attraversata dall’uretra.

Per sollecitarla bisogna di spingere (delicatamente!) a tre centimetri di profondità verso l’interno dell’osso pubico. È un’area ricca di tessuti cavernosi, cioè erettili, si gonfiano quindi in stato di eccitazione. Sollecitare quest’area provoca un orgasmo particolarmente piacevole. Aver fotografato e analizzato questi tessuti e le terminazioni sensoriali che si dipanano dalla radice della clitoride è il grande merito di Jannini.

Molte donne non hanno sensibilità in questa zona non perché siano anatomicamente diverse. Il problema è un altro. Nel 1936, mentre Stalin sterminava gli anarchici in Spagna, il professor Kegel scoprì che poteva curare in pochi mesi l’incontinenza nelle donne dopo la menopausa grazie alla ginnastica del muscolo puboccigeo (alias pavimento pelvico). Alcune pazienti gli dissero poi che grazie a questa ginnastica avevano raggiunto per la prima volta l’orgasmo.

L’efficacia di questa ginnastica è ormai quasi unanimemente riconosciuta a livello scientifico. Il che è comprovato anche dal fatto che in Francia e nei paesi scandinavi, dove questa ginnastica viene insegnata a tutte le donne dai ginecologi e nei corsi preparto, l’incidenza dell’incontinenza post-menopausa è sotto il 20% mentre in Italia siamo intorno al 50%. Quindi abbiamo un dato statistico molto solido.

In Danimarca, la ginnastica del pavimento pelvico è addirittura insegnata nelle scuole medie inferiori, anche perché è una pratica benefica per tutto l’apparato sessuale femminile e riduce pure l’entità dei dolori mestruali. Ovviamente, il fatto che in Italia questo argomento sia ancora tabù per molti ginecologi spiega perché il nostro paese è leader mondiale nel consumo di pannoloni per adulti, tanto che sono pubblicizzati in tv.

Oggi però trovi su youtube decine di tutorial su questa ginnastica ma negli anni 80, quando su Cacao pubblicai in italiano, il manuale danese di ginnastica pelvica per le scuole e osai parlarne su Tango, supplemento di satira dell’Unità, organo comunista fondato da Antonio Gramsci, rischiai il linciaggio per vilipesa maestà operaia. Il rapporto tra piacere, mobilità perineale e Punto G è pure confermato da un numero spaventoso di testimonianze femminili anche se adesso gli specialisti lo chiamano Zona clitoride, Uretra, Vulva (Cuv Area).

Hanno addirittura utilizzato l’ecografia per osservare come reagiscono durante un rapporto sessuale le aree erettilli suddette (che si erigono un casino!). Si è altresì verificato che le donne che non muovono abitualmente il pubococcigeo, durante la giornata come durante gli incontri intimi, possono non solo sperimentare l’insensibilità dell’area ma addirittura un certo fastidio al contatto. Ma questo non perché siano sprovviste dell’area medesima ma perché, come accade per qualsiasi parte del corpo, se non muovi una parte si atrofizza, diviene insensibile o dolorante e decresce pure la capacità del cervello di sentirla. Esiste cioè un ovvio rapporto tra movimento salute e sensibilità.

Quindi il fatto che si siano trovate mille donne che hanno dichiarato la loro insensibilità non è una prova, anche perché molte di più hanno dichiarato di essere estremamente, piacevolmente sensibili proprio lì. Sono tutte pazze maniache sessuali? Non credo. Comunque è legittimo che non si creda all’esistenza del punto G. Sono libere opinioni. Com’è legittimo che noi si continui a trovarlo.

Istruzioni per l’uso:

Il muscolo pubococcigeo è il muscolo che tutti, maschi e femmine usiamo per bloccare il flusso delle urine. Contrailo per tre secondi e poi ascolta il rilassamento per nove secondi. Questo è l’esercizio base. Ma non va fatto mentre fai pipì. Bloccare il flusso non fa bene, rischi irritazioni. Si può fare ad esempio quando ti trovi a doverti fermare perché il semaforo è rosso. Oppure quando sei in coda alle poste. Non se ne accorge nessuno e non sprechi il tempo. Fa bene anche ai maschi. Per aumentare la mobilità passeresca puoi anche ridere basso e tossire basso. Se lo fai durante il rapporto è un po’ rumoroso ma lui impazzisce e ti considera una dea matriarcale. Poi puoi anche imparare a produrre questi movimenti col silenziatore. Cioè contrarre il muscolo che contrai quando ridi basso senza ridere. Ma se ridi fa allegria.

Ps:

Peraltro il maschio ha il Punto L. E anche su questo non ci piove. Se mi scrivete dei commenti carini a questo articolo poi ve lo spiego.

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Crisi e burocrazia, scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti

Mer, 04/19/2017 - 10:17

Sicuramente Berlusconi è stato odiato in modo smisurato. Ma questo odio ha scelto di non travalicare alcuni limiti.
Ad esempio, non è mai stata condotta una campagna incisiva sul fatto che le aziende del presidente del Consiglio possedessero due reti televisive pornografiche a pagamento e un casinò online. Credo che sarebbe stato uno shock per i suoi cattolici elettori.

Parto da questa osservazione perché il tema del post è l’efficacia limitata dell’azione dei progressisti. Prova ne è che Berlusconi è durato 20 anni e se ne è andato solo dopo aver dato il colpo di grazia all’economia. E nonostante questo, è raro che si rinfacci alle destre il disastro che hanno realizzato. Se i progressisti avessero più senso pratico in ogni dibattito televisivo, qualunque cosa dicano gli esponenti delle destre dovremmo sentir rispondere: con che faccia mi parli, dopo che avete condotto l’Italia al tracollo economico? Invece, sento addirittura dei progressisti che si sgolano a dare la colpa della crisi alla Merkel e agli speculatori internazionali.

Non si vede che la nostra crisi è anomala, le nostre banche non sono collassate a causa della bolla dei derivati, da noi i soldi se li sono rubati prestandoli agli amici potenti, mentre i furbetti pagavano un affitto di un euro all’anno per case faraoniche di proprietà dello Stato, hanno pagato le siringhe degli ospedali dieci volte il loro prezzo e comprato reggiseni e vibratori col fondo spese comunale. Abbiamo difficoltà a concentrare tutte le nostre forze sul punto debole del sistema dell’impunità.

Gandhi e Martin Luther King ci hanno insegnato che per condurre campagne sociali vittoriose bisogna concentrare tutte le forze del movimento progressista su un unico obiettivo prioritario. In india era il monopolio inglese del sale, negli Usa la segregazione razziale sugli autobus di Montgomery. Quale obiettivo oggi potrebbe unificare la maggioranza degli italiani?
Quale obiettivo, se raggiunto, cambierebbe radicalmente la nostra situazione? Certamente, l’eccesso demenziale di burocrazia, con il corollario del non funzionamento dei processi, sarebbe un bersaglio condiviso dal 95% della popolazione.

La burocrazia delirante è una tassa spaventosa per le aziende, un peso insopportabile per i cittadini. Liberare il sistema Italia dal giogo della burocrazia vorrebbe dire recuperare competitività per le nostre aziende, quindi creare ricchezza e occupazione. Molti hanno affermato che nella competizione internazionale noi siamo costretti a correre in ginocchio.
Inoltre, la lentezza della burocrazia è la fonte inesauribile della discrezionalità che dà immensi poteri ai politici e ai funzionari pubblici, concimando la corruzione: “Per l’approvazione della tua pratica occorrono al minimo due anni, ma se sei carino con me ci possiamo riuscire in due mesi”.

Liberare gli Italiani dalla paranoia burocratica sarebbe grandioso!

Quest’obiettivo ha poi il vantaggio di essere presente (a parole) nel programma di tutti i partiti. E pure l’Unione europea, nella famosa lettera-ultimatum a Berlusconi, ci invitava a porre mano alla riforma della burocrazia e della giustizia. Quindi, teoricamente, siamo tutti d’accordo. Ma i progressisti, chissà per quale stortura mentale, non si impegnano veramente. Sono più attratti da altri temi perché li ritengono di maggior presa sugli elettori. La burocrazia, la lentezza della giustizia e la corruzione che ne consegue, ci costano secondo le statistiche ufficiali, almeno 140 miliardi di euro (60 per la lentezza e i tempi dedicati ad istruire le pratiche, 80 per le mazzette). Ma fa più presa parlare di finanziamento pubblico ai partiti e vitalizi che nel complesso costano meno di un decimo e hanno un impatto infinitamente minore sulla competitività delle imprese e i costi che alla fine pesano sui consumatori.

Lo Stato oggi non può tagliare più di tanto le tasse, visto che abbiamo un debito spaventoso, ma tagliare la burocrazia vorrebbe dire anche diminuire i costi di gestione dello Stato! Per ora, pare che nessuno voglia prendere in mano questa bandiera.

Visto che la situazione è questa, noi, che siamo un gruppo di amici, attivisti senza partito, abbiamo scelto di condurre una serie di battaglie prendendo di mira singoli aspetti cretini della burocrazia che colpiscono brutalmente le libertà energetiche. Se non puoi vincere una guerra grande cerca di vincere una guerra piccola.
Abbiamo già ottenuto grandi risultati in queste micro battaglie: fino a due anni fa i comuni erano costretti, da regolamenti alcolizzati, a conferire alle discariche sfalci e potature di bordi stradali e parchi. Oggi possono venderli come biomassa: 200 milioni di euro potenzialmente risparmiati (non tutti i sindaci si sono accorti della nuova legge).

Altra vittoria il fatto che oggi non è più vietato utilizzare il biogas autoprodotto per alimentare mezzi di trasporto. Il che permetterà agli agricoltori di affiancare la produzione energetica a quella agricola. E sarà anche conveniente convertire le tecniche agricole al biologico e a un sistema più razionale di concimazione e lavorazione dei terreni, come sta già accadendo in molte aziende (vedi Cooperativa La Piana, Ecofuturo 2016)

Ora abbiamo deciso di attaccare un altro divieto che limita la libertà energetica: vogliamo che sia possibile creare aree di scambio sul posto tra piccoli produttori di energia elettrica e consumatori. Si tratta di isolare queste aree dal resto della rete elettrica quando la produzione interna copre tutto il fabbisogno. Il che è importante, sia perché la vendita sul posto è più conveniente economicamente per produttori e consumatori, sia perché si limita la dispersione elettrica che avviene costantemente nel sistema elettrico nazionale. Una rete piccola disperde meno corrente di una rete grande, lungo la quale viaggia per centinaia di chilometri. Una piccola modifica al regolamento, non serve neppure una legge.

Abbiamo già raccolto 15mila firme, nel disinteresse dei media.

E il 20 aprile porteremo questa proposta in una conferenza stampa al Parlamento. E se firmi anche tu saremo più convincenti.

Per firmare petizione: https://www.change.org/p/al-presidente-del-consiglio-paolo-gentiloni-scambiare-o-vendere-energie-rinnovabili-sia-libero-per-tutti

Per saperne di più clicca qui e qui.

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Da Celebrity MasterChef ai Trattati di Roma, notizie da ogni mondo

Mer, 03/29/2017 - 13:36

Notiziona

I capi di stato europei sbagliano a firmare il trattato e le firme finiscono una sull’altra. La Merkel accusa il presidente di Cipro: ha cominciato lui a invadere lo spazio della Francia! Ma come cazzo pensate che ci esca un’Europa migliore se non sono neanche capaci di firmare nello spazietto giusto?

Notiziona da prima pagina

La Cucinotta scoppia a piangere perché quel che ha cucinato disgusta gli chef. Orde di fans della Cucinotta, sessualmente invasati, danno la caccia a Cannavacciuolo. E poi vediamo se si mette a dare paccheri sul coppino.

Dialogo 

Tu che pacchetto di sigarette preferisci? Quello con l’alluce in cancrena o quello con la biondina che sputa sangue?”
“A me emoziona di più la famiglia che piange il babbo morto, con il bambino tenerissimo“.
“Va beh, se parliamo di emozione a me fa il buco del culo fotografato da vicino”.
“Ma non è un buco del culo, dai!”

Dialogo

“Non ti sopporto più! Che appena dico una cosa vai su internet a vedere se è vera: c’hai la psicosi della verità!”
“È il progresso, pallino”.

Sesso

All’incontro di Roma dei capi di Stato europei il premier lussemburghese presenta un uomo a Mattarella: “Questo è mio marito“.
Panico tra le guardie svizzere.

Osservazione

La principessa Leila nella versione originale di Guerre stellari si chiama Leia. Percheccavolo le hanno cambiato nome? Chi lo ha deciso? Che rapporto c’è con la mafia calabrese?

Scienza

Milioni di persone non credono che la terra sia rotonda. Non esiste nessun satellite che gira intorno al nostro pianeta, nessun missile è mai uscito dall’atmosfera, tutte le foto della terra rotonda vista dallo spazio sono fatte con Photoshop. La prova è che quando vai a Cesenatico lo vedi benissimo che il mare è piatto. Se la terra era rotonda, il mare era rotondo.
E poi come pensate che gli australiani possano stare tutto il tempo a testa in giù?
Risposta: “Infatti non possono, prima erano di più, ma molti cascano giù“.

Informazione cruciale

Nel mondo, guerre e terrorismo causano meno di 200mila morti. L’inquinamento urbano più di 3 milioni di morti.
Più di 4 milioni i morti a causa del fumo che si genera accendendo fuochi per cucinare senza adeguata canna fumaria, costume diffuso nelle nazioni povere.
La prima causa di morte nei paesi poveri è l’acqua contaminata da colera e altre schifezze naturali e colibatteri fecali a pioggia.

Informazione cruciale

Vorrai sapere che dice uno che sosteneva la necessità della guerra in Afghanistan, Iraq e Siria adesso che grazie a queste guerre ci sono 20 milioni di profughi che premono sull’Europa. Proprio una mossa intelligente.

Truffe di basso profilo

Su svariati siti, anche di alto profilo, infuriano i titoli trappola; lo strillo strilla: “Sei persone con un colore di pelle rarissimo!”. Vai sulla pagina e vedi la prima foto, ma se clicchi una qualunque freccina per vedere le altre cinque facce rarissime, vai su dei cavolo di siti di pubblicità, così il sito che promette facce ingloba euro.

Censura

La Rai ha mandato la pubblicità quando doveva trasmettere il saluto della Raggi ai capi di Stato stranieri. Vi siete persi la Raggi che mostra le tette.

Per la redazione: inserire video con gattino per aumentare condivisioni FB

(con la collaborazione di Sergio Parini e Simone Canova)

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Grande quiz: se non sai rispondere non meriti un’Italia migliore (mica cavoli)

Mar, 03/21/2017 - 12:55

Se invece sai le risposte, sei una mitica avanguardia degli italiani di domani.

Perché, diciamolo, siamo preda di una casta corrotta, infingarda e incapace, ma è pur vero che c’abbiamo milioni di connazionali che pensano che tutto è loro dovuto senza fare un cazzo: non si informano, non riflettono sui problemi, non verificano le storie, prendono posizione sulla base di luoghi comuni e idee preconcette (e antiche nel senso peggiore del termine). E questi svaporati civili oltre a mugugnare sul Web, e mettere “mi piace” a cazzo dovunque sentano un tiramento pelvico, non fanno un’emerita minchia di concreto, di fattivo. Solo rutti e scoregge sociali.

Quindi cominciamo con le domande. Rullo di tamburi per favore:

L’Italia possiede l’80% del patrimonio artistico mondiale? Oppure c’ha poco più del 10%?

La corruzione in Italia si mangia 6 miliardi all’anno o 60 miliardi?

Lo spreco, l’inefficienza, le mafie, l’evasione fiscale, la corruzione, l’evasione contributiva, le sofisticazioni e le truffe costano al sistema Italia meno di 50 miliardi l’anno o più di 500 miliardi?

Il debito pubblico italiano è più di 2 miliardi di euro o più di duemila miliardi?

In Italia il 10% dei detenuti sono colletti bianchi oppure circa il 2%? (Se ti ricordi la percentuale di colletti bianchi in prigione in Germania hai diritto alla doppia stelletta ninja della legalità).

In Italia è umanamente possibile andare in galera per truffa o debiti non pagati oppure non ci riesci neanche se ti sforzi perché le leggi sono fatte per essere cavillate?

Il buco delle banche italiane (crediti che non riusciranno mai ad avere) è circa di 2 miliardi di euro o di circa 200 miliardi di euro?

Il 10% dei debitori verso le banche si è zottato (rubato, ndr) il 10% dei crediti marciti oppure s’è zottato l’80% dei soldi? (Se oltre a conoscere la risposta giusta a quest’ultima domanda sei anche capace di ricordarti quattro nomi dei grandi zottatori di banche puoi automaticamente fregiarti del titolo di “Guardia Rossa dell’etica e del progresso” e ti invito ad Alcatraz a bere un caffé e a parlare del pane e delle rose. I nomi dei furbastri sono stati resi pubblici dai media ma la notizia è passata alla velocità della luce… Meteore).

Un grande teatro pubblico italiano perde ogni anno un milione di euro o 10 milioni di euro?

A Giarre, nel catanese, esiste uno stadio per il polo (quella cosa che gli inglesi fanno a cavallo con le mazze lunghe) da 900 posti o da 9mila posti? Questo stadio funziona o non ha mai funzionato neanche quando ha nevicato e il prete è restato incinta?
A Giarre sanno benissimo cosa è il polo oppure “Polo che?”.
A Giarre non c’è nessuno che fatica ad arrivare a fine mese oppure ci sono poveri cristi più che nel resto d’Italia?
A Giarre sono insorti contro chi s’è sgagnato i dané oppure se ne stanno pacifici al bar a discutere de li mortacci di Master Chef?
A Bomba, vicino a Chieti, esistono 500 metri di superstrada sopraelevata che non va da nessuna parte oppure esistono svariati monconi di superstrada sopraelevata sospesi nel nulla per la lunghezza di più di 5 chilometri?

A Napoli non c’è nessun ponte lungo 140 metri e largo più di 10 che va a finire contro un palazzo oppure esiste veramente e lotta insieme a noi?

Secondo la legge italiana se scippi una cinese per strada e lei inseguendoti finisce sotto un treno e muore tu sei responsabile della sua morte oppure solo per lo scippo e se sei incensurato non ti fai un giorno di galera neanche se ti sforzi?

Il numero di omicidi in Italia è aumentato considerevolmente negli ultimi anni oppure sta diminuendo costantemente e siamo arrivati a meno di un terzo di 30 anni fa?

L’assassinio di donne e le violenze contro le donne sono aumentate negli ultimi anni oppure c’è stata una costante (troppo lenta) diminuzione ed è invece aumentata la sensibilità e lo spazio che i media dedicano alle violenza contro le donne?

La colpa della crisi economica è dei cinesi/speculatori finanziari/euro/Merkel o del fatto che in Italia la giustizia non funziona, la burocrazia ci soffoca, si celebra l’inefficienza e non si verifica l’efficienza e la congruità del lavoro svolto dai dipendenti della pubblica amministrazione?

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Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni

Mer, 03/08/2017 - 18:36

È ormai scientificamente dimostrato che esiste una zona cerebrale adibita specificamente alla produzione di sensazioni estatiche e al senso di appartenenza, a qualche cosa che ci pervade e ci innalza dandoci la sensazione di far parte di un tutto dominato dall’amore e dalla pietà e dotato di una progettualità rigogliosa, fantasiosa, stupefacente. Cioè il senso del sacro è fisiologico: a fianco delle pulsioni primarie (identificare, attaccare, fuggire, nascondersi) ne esiste una quinta: contemplare.

Immagino già, che mentre stai leggendo pensi: ecco, gli è presa la botta mistica e si è convertito al cristianesimo oppure vuol mettersi a fare l’indù zen!
Invece no. Ma osservo, che i roghi dell’Inquisizione, la caccia alle streghe e l’insistente bigottismo di parte dei fedeli di tutte le religioni hanno generato un muro contro muro tra credenti e atei che si è radicalizzato portando noi atei a rifiutare in blocco qualunque concetto sia “inerente” alla fede. Tocca fare un restyling di questa rigidità cresciuta nel dolore delle persecuzioni contro gli eretici.

Io non credo all’esistenza di un Dio, né con la barba né senza.
Ma vedo che la realtà è profondamente magica, nel senso laico del termine, cioè è stupefacente al di là di ogni previsione, è smisurata, sorprendente in modo paradossale… Il creato è una fiera pazza di grandiosità.
E più ne sappiamo dell’universo più ci lascia sbalorditi. Sembra quasi che sia stato inventato per ingenerare la vertigine che proviamo se ci perdiamo negli incendi del tramonto. Questa assoluta assenza di limite è inebriante. Impossibile da contenere nella limitatezza dei miei circuiti neurali. Per secoli siamo stati convinti che in cielo ci fossero alcune migliaia di stelle. Poi abbiamo scoperto che ce ne sono miliardi nella nostra galassia, ognuna circondata da un numero fantasmagorico di pianeti, satelliti, asteroidi. Poi si è capito che esistono miliardi di galassie, talmente tante che non abbiamo ancora finito di contarle.
E si scopre poi che esiste questa benedetta parte della mente che di mestiere si occupa di scatenare piacevoli tempeste di dopamine benefiche quando ci dedichiamo a sentire che la maestosità impossibile permea il tutto.
E credo che solo la coscienza della magia del mondo possa lenire lo scomodo di dover a un certo punto morire.

Non possiamo ridurre vita e morte a semplici accadimenti biologici. Sarebbe troppo triste! Troppo! La verità, l’onesta verità è che per un tempo limitato possiamo diventare creature straordinarie, addirittura capaci di muoversi e percepire il creato tutt’intorno e sperimentarne le infinite qualità e interagire con creature a noi simili così da dare vita a esplosioni di energie, emozioni, colori, giochi d’arte, innamoramenti.
Si tratta di un privilegio infinito, riservato a una parte infinitesimale dell’esistente; tutti gli atomi dell’universo mondo desidererebbero poter partecipare a un simile banchetto di sensazioni invece solo noi possiamo spassarcela, fare sesso a due a due o in gruppi caotici, mangiare le guancette di manzo cotte per 5 ore, tuffarci nella calca di Cesenatico e passare notti intere ad arrovellarci sul senso del mondo.

Non vedere il sacro, il superpotere, il miracolo, il privilegio, l’improbabilità schiacciante insita nel fatto di vivere e poter parlare e pensare e agire in modo preordinato è un’amputazione emotiva che ci danneggia e limita la nostra capacità di cogliere appieno il regalo della vita.

Come dice Lucio Dalla: siamo Dei! Ed essere Dei e non credere nel soprannaturale è un controsenso anacoluto, una sghembità in termini, un assurdo costituzionale.
Il che ci preclude tra l’altro di partecipare serenamente alla festa delle coincidenze, delle premonizioni, delle intuizioni, delle visioni che arricchiscono la nostra vita e aumentano la suspence.
Ma lasciatemi giocare! Io credo che a tutti succeda di transitare attraverso fatti, sogni, idee che a volte, per un istante vibrano assieme gravide di combinazioni improbabili. Godiamocele!

Il razionalismo ferreo ha rotto i coglioni.
Siamo fatti fisiologicamente per contemplare magiche connessioni. Che c’è di male?

Per chiarire meglio il discorso vorrei citare una mail che girava anni fa: elencava decine di impressionanti analogie tra Lyncoln e J.F. Kennedy. Molte erano pure invenzioni, ma la lista, depurata dai falsi è comunque notevole:

Entrambi avevano un cognome di 7 lettere.
Entrambi erano secondogeniti e avevano ricevuto il nome del loro nonno
Entrambi avevano combattuto in guerra
Entrambi persero un figlio durante la permanenza alla Casa Bianca: avevano avuto quattro figli, di cui solo due ancora in vita.
Entrambi furono eletti per la prima volta al Congresso nel ’46 del proprio secolo.
Entrambi furono possibili candidati alla nomina di vicepresidente nelle elezioni del ’56 del proprio secolo. In entrambi i casi il partito che non li aveva candidati perse le elezioni.
Entrambi vennero eletti nel novembre del ’60 del proprio secolo.
Entrambi ebbero il vicepresidente per successore che si chiamava Johnson, nati nel 1808 e nel 1908 entrambi divennero presidenti all’età di 50 anni, vinsero le successive elezioni, non affrontarono una seconda campagna elettorale,
Entrambi furono colpiti di venerdì alla testa.
Entrambi avevano la moglie accanto, che restò illesa ed erano accompagnati da una coppia. In entrambi i casi l’uomo accanto al presidente rimase ferito.
Kennedy fu assassinato mentre viaggiava su una Ford; Lincoln fu ucciso nel Teatro Ford
Entrambi gli attentatori  avevano nomi di 15 lettere e furono ammazzati prima di esser processati.
Cosa significa questa serie di coincidenze?
Niente. Ma è affascinante e in qualche modo comicamente assurdo. È l’universo che si diverte a stupirci. Stupiamoci!

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