Servizio di informazione, ricerca di informazioni, consigli tecnici, risparmio energetico, impianti panelli solari, analisi di investimento, reperimento delle migliori offerte per auto, abitazioni, indagini, inchieste di mercato, sondaggi, servizio informazioni globale per famiglie, pareri legali, professionisti e aziende, ottimizzazione siti web, servizi di pubblicità su internet (creazione campagne adword's e facebook), redazione comunicati stampa mirati, realizzazione video ricordo, eventi in italia, consulenze

People for Planet

Condividi contenuti
Aggiornato: 48 min 8 sec fa

Il ciclo (e riciclo) di vita di carta e cartone

10 ore 12 min fa

Ma solo all’inizio del ciclo, poi dalla carta, gettata nella raccolta differenziata e avviata al riciclo, si può ottenere altra carta.
Ogni anno vengono immesse al consumo 4,7 milioni di tonnellate di carta e cartone (imballaggi cellulosici). L’80% viene avviato al riciclo. C’è ancora molto da fare!

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

The post Il ciclo (e riciclo) di vita di carta e cartone appeared first on PeopleForPlanet.

Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni

11 ore 37 min fa

Disinfettanti, quindi, con un potere pulente innovativo e sconosciuto agli attuali prodotti chimici (che, dopo aver igienizzato una superficie, non sono in grado di prevenire la ricolonizzazione batterica della medesima superficie). E che, inoltre, sono anche biocompatibili e rispettosi dell’ambiente.

Il “Probiotic Clean Hygiene System”
Il sistema di igienizzazione a base di batteri probiotici si chiama PCHS (Probiotic Cleaning Hygien System). E’ un sistema di pulizia che si basa sull’azione dei batteri probiotici del genere Bacillus: se con i tradizionali sistemi di pulizie la carica batterica – di ogni specie – viene rimossa nel momento in cui si effettua la pulizia, per poi riprendere a crescere dopo pochi minuti, con il sistema PCHS si mantiene invece bassa nel tempo (fino a oltre il 90% in meno rispetto ai detergenti chimici) rendendo l’ambiente igienicamente stabile e più sicuro. Questo accade perché il nuovo sistema di pulizia a base di batteri probiotici non solo è in grado di detergere le superfici dai microrganismi presenti, ma anche di inibire nel tempo la ricontaminazione da parte di nuovi patogeni (grazie all’azione di enzimi che vengono prodotti dai batteri probiotici e che contribuiscono all’eliminazione dello sporco).

Rischio di infezioni ospedaliere dimezzato
Una sanificazione di tipo biologico che, oltre a comportare un livello di igiene maggiore e più stabile nel tempo rispetto ai prodotti chimici tradizionali, ha anche in sé il vantaggio di essere “eco-friendly”, e quindi rispettosa dell’ambiente. Una caratteristica non da poco se si considera che, come spiega Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica all’Università di Ferrara, in un video realizzato da People for Planet, “l’uso di disinfettanti tradizionali per l’igienizzazione delle superfici negli ambienti ospedalieri è uno dei fattori che contribuisce maggiormente allo sviluppo dell’aggressività dei microrganismi patogeni e che favorisce la selezione di specie batteriche resistenti” perché gli agenti patogeni, a furia di aggrediti, possono mutare dando luogo a ceppi ultra-resistenti difficili da debellare. La studiosa precisa che i prodotti igienizzanti a base di probiotici, oltre a comportare un effettivo abbattimento della presenza dei patogeni sulle superfici, determinano anche una diminuzione dell’antibioticoresistenza, inducendo una riduzione del 50% del rischio di contrarre infezioni a livello ospedaliero.

L’antibioticoresistenza
I fattori che favoriscono lo sviluppo dell’antibioticoresistenza sono diversi. Tra questi oltre all’uso (e a volte all’abuso, anche in ambito di pulizie casalinghe) di detergenti chimici tradizionali, c’è un uso non corretto delle medicine, in particolar modo degli antibiotici. Negli ultimi anni si parla molto, ad esempio, dell’eccessiva assunzione di questa tipologia di farmaci soprattutto tra i bambini (ma non solo) per trattare malanni invernali come raffreddore, laringite e tracheite, che sono spesso di origine virale, così come troppo frequentemente si interviene con l’assunzione di antibiotici in caso di influenza, anche questa di origine virale.

No a cure fai-da- te
Nello sviluppo di specie batteriche super-resistenti un posto di riguardo occupa il fenomeno dell’auto-prescrizione di trattamenti antibiotici mediante l’assunzione di farmaci avanzati da terapie precedenti e stipati nell’armadietto dei medicinali di casa. Spesso infatti le confezioni degli antibiotici contengono più compresse di quelle necessarie per la terapia prescritta dal medico e le compresse avanzate rimangono a disposizione, spingendo al loro consumo anche quando non necessario.

La campagna di People for planet per i farmaci sfusi
Per evitare questa situazione si sta valutando nel nostro Paese, come già accade in altre nazioni, la possibilità di vendere i farmaci sfusi – anziché confezioni che contengono una quantità prestabilita di compresse o bustine – così da avere a disposizione il preciso numero di dosi che consenta di portare a termine la cura (antibiotica e non solo) in base alla prescrizione medica, riducendo in questo modo anche la spesa economica. Un argomento molto sentito anche da People for planet, che per informare e sensibilizzare sull’argomento ha attivato una campagna per i farmaci sfusi.

Cosa dicono i produttori di igienizzanti?
People for planet ha rivolto alcune domande sui prodotti igienizzanti di uso comune nelle case a Napisan, uno dei brand più noti in questo settore, per capire come funzionano i loro prodotti e che valore aggiunto hanno rispetto ad altri che non presentano le stesse caratteristiche, e chiedendo loro di esprimere un parere in merito alle problematiche legate all’iper-igiene. La loro risposta è stata che dopo un confronto interno per policy aziendale non è stato possibile rispondere alle domande, suggerendoci di consultare i loro siti che trattano ampiamente dei loro brand e prodotti e del tema dell’igiene in generale.

 

INDICE INCHIESTA BATTERI

Lo sporco fa bene! I batteri fanno bene!

Batteri resistenti agli antibiotici: le nuove strategie

Troppa igiene? E le allergie aumentano

Troppa pulizia fa male all’intestino (e al sistema immunitario): ecco perché

Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni

Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)

 

The post Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni appeared first on PeopleForPlanet.

Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)

12 ore 21 min fa

Per contrastare le infezioni correlate all’assistenza sanitaria, cioè la possibilità di ammalarsi in ospedale a causa di una scarsa igiene, l’equipe della Dottoressa Elisabetta Caselli, docente e ricercatore di Microbiologia clinica all’Università di Ferrara, sta lavorando a nuovi sistemi di sanificazione ambientale basati sulla competizione batterica. Batteri buoni che distruggono i batteri cattivi.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_139"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/139/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/139/output/infezioni-batteri-ospedali-caselli.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/139/infezioni-batteri-ospedali-caselli.mp4' } ] } })

 

INDICE INCHIESTA BATTERI

Lo sporco fa bene! I batteri fanno bene!

Batteri resistenti agli antibiotici: le nuove strategie

Troppa igiene? E le allergie aumentano

Troppa pulizia fa male all’intestino (e al sistema immunitario): ecco perché

Igienizzano e sono eco-friendly: i nuovi detersivi sono a base di batteri buoni

Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO)

The post Batteri buoni contro batteri cattivi anche in ospedale (VIDEO) appeared first on PeopleForPlanet.

Idee per un governo condiviso: gestione della Sanità

12 ore 23 min fa

In questa prima di 4 puntate video parliamo di gestione della Sanità e lo facciamo con Luca Foresti, Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino di Milano, diventato un vero e proprio centro di eccellenza in Italia per l’elevata qualità dei servizi sanitari erogati ai pazienti, in tempi brevi e riducendo i costi. Nel 2016 la spesa sanitaria italiana è stata di 149 miliardi e mezzo di euro, l’8,9% del Pil (Report Istat), una bella voce di costo che si può ridurre elevando la qualità.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_133"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/133/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/133/output/idee-governo-luca-foresti-sanita.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/133/idee-governo-luca-foresti-sanita.mp4' } ] } })

 

Clicca qui per vedere tutte le nostre proposte al Governo

The post Idee per un governo condiviso: gestione della Sanità appeared first on PeopleForPlanet.

Una legge facile da fare subito: i farmaci sfusi

12 ore 39 min fa

Nell’articolo comparso ieri Jacopo Fo ha fatto un appello alla ragionevolezza: il nuovo Parlamento approvi delle leggi facili a basso costo e di evidente efficacia pratica. Una di queste è la legge sui farmaci sfusi.
E’ una delle leggi facili contenute nel Manifesto di People For Planet pubblicato il 29 gennaio, il giorno della nostra “nascita”.

La vendita di farmaci sfusi esiste già in altri Paesi?
Sì. L’elenco è lungo. Tra gli altri gli USA, la Germania, la Svizzera, il Canada…

In cosa consiste la vendita dei farmaci sfusi?
Anziché essere costretti ad acquistare confezioni spesso molto superiori alle necessità, si acquistano solo le quantità necessarie in base alla prescrizione del medico.

Come avviene la vendita?
Negli Stati Uniti per esempio le pillole nella quantità indicata dalla prescrizione vengono contate in farmacia da un macchinario sterile. I farmaci sono inseriti automaticamente in un contenitore di plastica sterile sigillato, su cui viene stampata un’etichetta con data di scadenza, nome del farmaco, posologia, ecc. In più viene stampato e consegnato il foglietto con tutte le istruzioni (quello che da noi è chiamato “il bugiardino”)

Quali effetti produrrebbe la sua introduzione?
– Basta farmaci scaduti presi per errore. Secondo un’indagine di Altro Consumo è un problema che coinvolge il 50% degli italiani
– Drastica riduzione dei casi di avvelenamento da farmaco. Secondo il Centro Antiveleni di Milano il 40% dei casi di avvelenamento è causato dai farmaci; il 34% è composto da bambini sotto i 6 anni che hanno assunto farmaci per errore. Se non ci fossero in giro in casa confezioni abbandonate di farmaci eccedenti le necessità verosimilmente questi casi si ridurrebbero.
– Basta farmaci gettati nell’ambiente. Secondo l’Associazione dei medici del servizio sanitario nazionale in Italia ogni anno le famiglie buttano 6.000 tonnellate di farmaci.
– Riduzione globale, per i cittadini e per lo Stato, dei costi. Secondo Federfarma abbiamo una spesa annua in farmaci di 22 miliardi. Se la vendita di farmaci sfusi comportasse una riduzione della spesa anche solo del 10% sarebbe un risparmio di più di 2 miliardi all’anno!

Ma in Italia c’è qualche speranza che si possa fare?
Certo che sì. Basta volerlo. Il Consiglio Regionale della Regione Toscana ha già approvato all’unanimità una mozione di Sì Toscana a Sinistra che impegna la Giunta Regionale ad attivarsi per promuovere la vendita di farmaci sfusi nelle farmacie. Nella mozione è esplicitamente richiamata la proposta avviata da People For Planet.

E, durante la campagna elettorale di marzo, abbiamo chiesto ai partiti candidati di esprimersi su questa nostra iniziativa. Tra quelli oggi presenti in parlamento Liberi e Uguali ha dato la sua adesione, tra gli altri nessuno si è detto contrario (e del resto come si potrebbe essere contrari?)

Cosa farà People For Planet per far approvare la legge sui farmaci sfusi?
Appena costituito il Governo chiederemo al Ministro della Sanità ed ai Gruppi Parlamentari di sostenere ed approvare questa legge e faremo pressione perché questo accada.

Cosa possiamo fare tutti assieme?
Innanzitutto chiediamo a tutti quelli che sono favorevoli di firmare il nostro Manifesto che contiene questa proposta. E di diffonderla e sostenerla, in tutte le sedi, sui media, sui social, ovunque.

Vinceremo, perché perdere fa male alla salute…

Clicca qui per leggere tutti gli articoli sull’argomento farmaci sfusi

The post Una legge facile da fare subito: i farmaci sfusi appeared first on PeopleForPlanet.

I firmatari del Manifesto di People For Planet

Mar, 05/22/2018 - 11:00

Clicca qui per leggere e firmare il Manifesto di People For Planet

 
Cesare Aglialoro, Operatore sociale
Paolo Aiello, Sviluppatore software
Michele Aina, Agricoltore
Diego Albertini, Cittadino del mondo
Stefania Albertini, Medico
Alfredo Albiani, Operatore olistico
Marco Alfieri, Giornalista
Michele Ammendola, Counselor
Luca Aoe, Copywriter
Giovanni Aquilino, Dipendente Pubblico
Silvana Arbia, Ex Magistrato – Senior Trial – Tribunale penale internazionale delle Nazioni Unite per il Ruanda
Maurizio Arrighi, Impiegato
Roberto Arzilla, Medico
Alessandra Ascia, Presidente del Consiglio Comunale di Gela
Paolo Astarita, Programmatore
Marco Bachi, Musicista
Claudio Baila, Tecnico
Anna Balbiano, Giornalista
Danila Baldo, Docente di scuola secondaria di secondo grado
Alessandra Balduccini, Agronoma
Fabiana Barbati, Cittadina (e imprenditrice agricola)
Leo Barbi, Anpi Gavorrano Scarlino
Andrea Guido Barcucci, Candidato Insieme x Gori prov. VA
Elisa Bardini, Laureata in Comunicazione Interculturale
Domenico Barranca, Impiegato
Maurizio Bartoletti, Ragioniere-commerciale
Gian Luigi Bassani, Operaio specializzato
Antonella Bassi, Forte lettrice
Eugenio Bausola, Pensionato
Luigino Bellizzi, Pensionato
Daniela Bellucci, Dottoressa
Stefano Benni, Scrittore
Roberta Bernobi, Terapista
Paolo Berretti, Padre e marito
Giovanni Berrino, Cittadino
Cristina Bertocci, Traduttore
Mauro Bertuzzi – Agronomo
Ezio Betolotto, Direttore
Francesca Bevacqua, Cittadina italiana residente all’estero
Sara Bianchi, Impiegata
Davide Bianchini, Consulente energetico e ambientale
Teresa Bilotta, Professoressa di Liceo in pensione
Fulvio Boccardo, Impiegato pubblico
Maurizio Bogani, Impiegato
Roberto Bogon, Responsabile Vendite
Antonella Bonfini, Artista
Patrizia Borghi, Insegnante
Luigi Maria Giuseppe Borghini, Insegnante
Marco Boschini, Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
Mauro Bottaro, libero professionista
Amalia Bove, CittadinAeBasta
Guido Bovo, Antiquario
Aurora Braida, Cuoca
Nicola Bressi, Dottore naturalista
Andrea Brezzi, Disegnatore meccanico
Paola Brundu, Dipendente pubblico
Riccardo Brusadin, Impiegato
Laura Burrone, Cittadina
Giancarlo Cadei, Analista programmatore
Davide Calabria, Collaboratore Scolastico (firma per legge 1 e 3)
Francesca Calini, Hotel manager
Elma Cani, Studentessa e lettric
Gabriella Canova, Scrittrice
Simone Canova, Scrittore
Carlo Cantini, Musicista
Monica Capitani, Insegnate
Nadia Capoleoni , Impiegata
Loretta Capra, Pensionata
Anna Cardiota, Avvocata
Anna Carella, Insegnante
Maria Carmine Carusone, Pensionata
Alice Carpini, Cittadina
Vania Carraro, Insegnante
Alessandro Carucci, Ricercatore
Marco Casareto, Giornalista
Sergio Casiraghi, Matematico
Valeria Castagna, Impiegata tutto fare
Roberto Aseglio Castagnot, Educatore professionale
Claudia Castelli, Docente
Fabiano Cavadini, Docente
Giovanni Cavalcabue, Impiegato
Antonio Cavallo , Studente
Lucio Cavazzoni , Candidato alla Camera dei Deputati per Liberi e Uguali
Giovanni Cazzaniga, Pensionato
Scilla Ceccherini, Cittadina italiana residente a Bruxelles
Ilaria Cecchi, Impiegata
Antonino Celentano, Impiegato
Catello Celotto, Impiegato
Paola Centofanti, Pensionata
Eugenio Cerelli , Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
Joelle Cerfoglia, Cittadina
Sara Cerrato, Studentessa
Claudio Cianca, Consulente Indipendente
Clelia Ciardulli, Lavoratore nella comunita’, Istruttore di Inglese per stranieri
Angelo Cifatte, Funzionario comunale
Francesca Cintori, Pensionata
Raffaele Cioffi, Docente Università Parthenope
Monica Cipelletti, Team enabler
Antonio Cipriani, Pensionato
Francesca Cocco, Partner innovazione – Knowledge for Business
Grazia Coco, Cittadina
Alessandra Colaiacovo, Mamma zen
Beatrice Coletti, TV Manager
Enrico Colliva, Funzionario pubblico
Giuliano Colomban, Project manager
Daniele Colombi, Impiegato ambientalista
Sara Comoglio, Neomamma
Alberto Corsetti, Odontotecnico
Federico Costa, Pasticcere
Vincenzo Cotronei, Pensionato
Claudia Crovace, Guida Turistica
Laura Cuccuru, Laureata in Comunicazione
Donatella Curti, Impiegata
Virginia D’Aiuto, Chimico
Maria Cristina Dalbosco, Scrittrice
Daniela Dal Fiume, Impiegata
Lorenzo Dambrosio, Studente
Sara Damiani, Impiegata
Carlo D’Andreis, Operaio
Luigi D’Angelo, Tecnico
Ilaria D’Arcangelo, Professionista HR
Antonio Deamici, Agronomo
Marilena De Biase, Insegnante in quiescenza
Felice Del Giudice, Docente
Marina Dell’Aquila, Insegnante
Viviana Della Bella, Pensionat
Giovanni Dell’Erba, Pensionato
Alfredo De Luca, Agronomo
Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli
Leonarda De Matteis, Libero professionista
Nino De Miceli, Psicoterapeuta
Claudio De Paulis, Pensionato
Marco De Pertis, Ingegnere
Loredana De Petris, Senatrice Liberi e Uguali
Giuseppe De Renzis, Medico
Stefano De Rienzo, Imprenditore
Simona Di Bartolo, Biologa
Marcello Di Carne, Consulente
Alessandra Di Claudio, Amante della natura
Roberto Difalco, Psicologo
Barbara Di Feo, Imprenditrice
Antonio Di Lollo Capurso, Avvocato
Michele Dotti, EducAttore
Danilo Duina, Ingegnere
Mirella Esposito, Impiegata
Stefano Esposito, Advisor finanza sostenibile
Maurizio Faccioli, Operaio settore alimentare
Giorgio Fanò Illic, Professore Universitario
Gianfranca Fantin, Casalinga
Ferruccio Fantini, Pensionato
Nadia Farina, Dipendente pubblico
Maurizio Fauri, Docente Università Trento
Claudia Faverio, Libera professionista
Nicola Fera, Insegnante
Clelio Ferrara, Pensionato
Sergio Ferraris, Giornalista
Fabio Ferretti, Pensionato
Luca Ferretti, Videomaker
Piero Ferruccio, Pensionato
Fabio Fiamberti, Disoccupato
Diego Filotto, Insegnante
Alessandro Finazzi, Cantante
Jacopo Fo, Attore
Walter Fontana, Tecnico della sicurezza
Loretta Fontebasso, Mamma
Maria Rosaria Forcella, Insegnante
Vittorio Foresti, Insegnante a riposo
Maria Forgioli, Alimentazione naturale e orti
Clara Fornaro, Artista
Giannantonio Fornasari, Insegnante
Roberto Fortino, Pensionato
Filippo Fossati, Deputato
Francesco Francis, Pensionato
Maria Carmela Franze’, Avvocato
Tiziana Freti, Consulente
Carla Fruttaldo , Insegnante
Franco Fumo, Ingegnere e Agronomo
Carlo Gabardini, Scrittore
Graziano Galassi, Insegnante
Massimiliano Gallo, Direttore de Il Napolista
Vincenza Gambino, Docente di scuola primaria
Andrea Gardini, Medico
Francesca Garioni, Attrice
Vito Garofalo, Avvocato
Tiziana Gherardini, Pensionata
Alessandro Ghionzoli, Presidente di associazione di volontariato
Marco Giaccaria, Musicista
Valeria Gialanella, Pensionata
Anna Giamporcaro, Fotografa
Salvatore Giangreco, Avvocato
Ivan Giaquinto, Viaggiatore
Giovanni Giarratana, Pensionato
Anna Giordano, Casalinga
Daniela Giosuè, Ricercatrice Università della Tuscia
Antonio Girardo, Psicologo Analista
Gianni Pietro Girotto, Senatore Gruppo M5S
Bruno Giuranna, Musicista
Tiziana Maria Gherardini, Videomaker amatoriale
Greta Golia, Social media manager
Peter Gomez, Giornalista
Laura Graci, Insegnate di yoga – Counselor
Michele Fusco Granolla, Abitante del Pianeta
Fabio Grassi, Comunicazione turismo
Enrico Greppi, Cantante
Elena Gualco, Formatore
Roberto Guercia, Project Manager
Stephanie Holmes, Pensionata
Piero Iaschi, Medico pediatra
Miriam Ientile, Cittadina del mondo
Vincenzo Imperatore, Consulente aziendale
Licia Iob, Impiegata
Mauro Iori, Tabacchino
Rosanna Jemoli, Medico
Caterina Labate, Impiegata
Claudio Lago
Marco Lamalfa, Impiegato Daniele La Montagna, Ingegnere
Daniela Lancioni, Pensionata
Davide Lanfranco, Operaio
Osvaldo Lazzini, Pensionato
Alberto Leggio, Studente
Cristina Leonelli, Docente Università Modena Reggio Emilia
Maurizio Leoni, Fotografo
Gad Lerner, Giornalista
Laura Levati, Biologa
Filomena Ilaria Lillo, Studentessa
Marina Livella, Impiegata
Giancarlo Livraga, Semplice cittadino
Maurizio Lo Presti, Direttore T.O
Giampaolo Loreto, Geologo
Maria Daniela Lucchesi, Pensionata
Vito Lucente, Pensionato
Daniela Luise, Insegnante in pensione
Enrico Lupano, Pensionato
Daniele Luttazzi, Scrittore
Pietro Luzi, Anatomo Patologo
Antonello Macrì, Psicologo
Alberto Maggi, Teologo
Alessandro Silvio Maria Magistrelli, Studente
Luisella Magnoni, Pensionata
Alessandro Maida, Artista
Lorena Maini, Commerciante
Giulia Maira, Pensionata
Maria Maistrelli, Studentessa di biotecnologie
Devid Majenza, Geometra
Liana G. Malato, Agente di Commercio in pensione
Antonio Manca, Operaio
Stefania Manetti, Pediatra ACP
Marilena Manganaro, Insegnante
Andrea Maraffino, MioBio
Dacia Maraini, Scrittrice
Marina Maran, Docente
Paolo Marazzi, Guida Alpina
Marisa Marcante, Producer
Maurizio Marchetti, Tecnico tv
Umberto Marcomeni, Pensionato
Neri Marcorè, Attore
Mattiello Mariano, Insegnante
Livella Marina, Impiegata
Valerio Marinucci, Impiegato
Enrico Marone, Editore
Carlo Marzovillo, Libero Professionista
Marco Masieri, Commerciante
Andreina Mason, Impiegata
Paola Mastrodonato, Persona
Edwin Matta Castillo, Programs & Policy Officer ONU
Alessio Maurizi, Giornalista Radio24
Claudia Mazzola, Docente (precaria) scuola secondaria di I grado
Cristina Meda, In cerca di occupazione
Ezio Meli, Impiegato
Luca Mercalli, Metereologo (firma per i farmaci sfusi)
Cristina Merlino, Giornalista
Alfredo Messina, Avvocato
Gaia Mezzadri, Imprenditrice
Marco Milanesi, Libero professionista
Marco Mina, Pubblico impiegato
Rosa Minerva, Docente
Bruno Giulio Misculin, Candidato politico
Flavio Mobiglia, Educatore e Musicista
Sandro Mogni, Correttore di bozze
Maria Antonietta Montella, Scrittrice
Carlo Moretuzzo, Pensionato
Flaminia Morin, Cittadina italiana
Francesca Moroni, Insegnante
Paolo Morsut, Pensionato attivo
Ingy Mubiay, Scrittrice
Massimo Muratori, Libero professionista
Rossella Muroni, Candidata Camera dei deputati
Francesca Mustacchio, Agricoltore
Alessio Nanni, Artista
Luca Napoli, Psicologo Psicoterapeuta
Lorena Nascimben, Farmacista
Giuseppe Nenna, Concept designer, presidente associazione Ditaubi
Alessandro Nutini, Musicista
Claudio Oddone, Medico
Vincenzo Olivieri, Dirigente Veterinario ASL
Giorgio Orlandi, Cittadino pensionato
Andrea Orlandini, Musicista
Federico Pacini, Musicista
Franca Paganelli, Artigiana
Gabriella Pagani, Pensionata
Paolo P. Pagnon, Docente
Pippo Palazzolo, Libero ricercatore
Luisa Palermo, Insegnante in pensione
Giuseppe Panebianco, Impiegato
Daniela Papone, Pensionata
Sergio Parini, Giornalista
Zita Paris, Operatore socio-sanitario
Giovanni Battista Parodi, Archeologo
Enrico Parolini, Ingegnere in ambito efficienza energetica
Guido Passi, Regista
Bruno Patierno, Coordinatore Gruppo Atlantide
Iacopo Patierno, Regista
Maddalena Pedio, Dipendente Pubblica
Agostino Pela, Guardiaparco
Sara Pelargonio, Studente
Serena Pellegrino, Deputata
Giovanna Perfetti, Avvocato
Andrea Perissi, Pensionato
Carlo Petrini, Fondatore Slow Food
Cristina Piali, Impiegata
Luca Piattelli, Dipendente pubblico
Francesco Piccardi, Interprete di conferenza
Matteo Piccolo, Impiegato
Thomas Piccolo, Infermiere
Cristina Picchietti, Pensionata coscienziosa
Simone Pizzi, Commesso disoccupato
Elisa Poggiali, Ingegnere
Luciano Polese, Ingegnere
MariaCristina Pollastri, Casalinga
Manuela Porru, Programmatrice
Maria Paola Pozzi, Insegnante in pensione
Angela Prati, Fotografa
Margherita Prevedello, Operatore Sanitario
Tommaso Puglisi, Sognatore
Giuseppe Quattrone, Pensionato
Giulia Ranaldi, Operatrice sociale
Splendora Rapini, Medico
Chiara Rapuzzi, Consapevole umana
Donatella Reginato, Impiegata
Achille Renzullo, Architetto
Paola Restiglian, Funzionario ente regionale
Susanna Riavini, Pensionata
Angelo Riccardi, Disoccupato
Antonio Ricci, Autore TV
Carla Ricci, Architetto
Maria Ricci, Pensionata
Romina Rivoli, Libero professionista
Fabio Roggiolani, Cofondatore Ecofuturo Festival
Andrea Romoli, Impiegato
Daghi Rondanini, Ingegnere del suono
Patrizia Rosa, Pensionata
Laura Rossetti, Cittadina
Paolo Rossi, Attore
Eva Rossi, Operatore olistico
Valerio Rossi Albertini, Fisico CNR
Marina Rossignoli, Casalinga
Tanja Rosso, Operatrice Shiatsu
Loretta Roveda, Pensionata
Vera Roveda, Fotografa
Francesca Roversi, Insegnante
Berardino Corrado Ruggeri, Impiegato
Maurizio Sacco, Medico
Renzo Massimo Deliso Samaritani, Amministratore Associazione “Sole e Luna”
Giuseppa Sammati, Ente pubblico
Angelo Sandri, Segretario politico nazionale Democrazia Cristiana
Ana Maria Sandu, Receptionist
A.G. Saño, Street Artist
Cesare Santanera, Imprenditore
Massimo Santoro, Dirigente pubblico
Fabio Sasso, Direttore Napolisera.it
Pierluigi Scaccia, Neuro psicomotricista
Maria Giuseppina Scalzo, Pensionata
Gea Scancarello, Giornalista
Daniela Scarano, Insegnante
Paola Scarpellini, Cittadina
Antonio Scerbo, Redattore
Mario Sciubba, Pensionato
Cecilie Schippa, Pensionata
Giuseppe Scuderi, Essere Vivente
Sauro Secci, Blogger e Redattore Ecquologia
David Selvatico, Operatore Socio Sanitario
Rosario Senia, Pensionato
Roberto Serpieri, Docente Università Federico II
Maria Chiara Sibille, Guardiaparco
Marinella Signaigo, Psicoterapeuta
Tiziana Silvestri, Impiegata
Giulio Sisti, Lavoratore
Enza Somma, Mamma
Donata Soranna, Casalinga
Giovanni Sorrentino, Filmmaker
Sara Sorriso, Tecnico dei servizi sociali
Franco Spano, Imprenditore
Angelo Santi Spina, Managing partner di Proserpina BS
Christina Soelch, Psicomotricista
Antonio Stefanuto, Architetto
Pasquale Stigliani, Agricoltore
Andrea Stocchiero, Responsabile policy FOCSIV
Serena Strocchi, Pensionata
Arianna Taccone, Commercialista
Cristiana Talon
Isidoro Tamasi, Editore
Simona Rita Tamassia, Libero Professionista
Tiziana Tellini, Infermiera
Cristina Tena, Libero professionista
Alberto Terzi, Sociologo e life coach del buonumore
Gemma Terzi, Santa donna
Annamaria Tiraboschi, Cittadina
Umberto Tomba, Agente di commercio
Armando Tondo, Grafico
Flavia Tori, Dipendente pubblica
Fiorella Tortora, Pensionata
Barbara Toscano, Infermiera professionale
Annalisa Tota, Docente Università Roma 3
Marco Travaglio, Direttore Il Fatto Quotidiano
Daniela Trenti, Dirigente
Emma Tricarico, Pensionata
Bruno Tridico, Dipendente pubblico
Silvia Clara Tuscano, dr
Romano Ugolini, Imprenditore
Gabriella Vaccaro, Sociologo
Chiara Valentini, Giornalista
Serena Vanni, Tecnico tessile
Simona Vanni, Impiegata
Nazzareno Vasapollo, Project Manager programmi UE
Federica Ventura, Educatrice
Angelica Vigilante, Libera professionista
Maximilian Weise, Operaio metalmeccanico
Antonella Zampano, Docente
Maria Zanchetta, Casalinga
Cinzia Zannier, Impiegata
Enrico Zearo, Operaio
Daniela Zerbinati, Dipendente pubblico
Salvatore Zirano, Aspirante libero cittadino
Francesco Zoletto, Ingegnere e Consulente in corporate finance
Anna Delli Zuani, Insegnante
Agnese Zugnoni, Pensionata  

The post I firmatari del Manifesto di People For Planet appeared first on PeopleForPlanet.

Pewec, energia dal moto ondoso

Mar, 05/22/2018 - 05:38

 

Pewec, Pendulum Wave Energy Converter, è un sistema galleggiante in grado di trasformare il movimento di un pendolo causato dalle onde del mare in energia elettrica.
“Una decina di questi dispositivi – ha dichiarato Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio ENEA di modellistica climatica e impatti – possono produrre energia elettrica per un paese di 3.000 abitanti, contribuendo in modo significativo anche a contrastare i fenomeni di erosione attraverso la riduzione dell’energia delle onde che si infrangono sulla costa, senza impattare in maniera significativa su flora e fauna marine”.

Qui maggiori informazioni

The post Pewec, energia dal moto ondoso appeared first on PeopleForPlanet.

Foodsharing e sai cosa mangi

Mar, 05/22/2018 - 04:56

Questa frase di Montalbàn, decisamente incontestabile, la potete leggere appena aprite il sito avanzipopolo.it: un nome divertente per un progetto dell’Associazione di Promozione Sociale Onlus “Farina 080” che promuove azioni contro lo spreco di cibo.

Nella pagina Chi Siamo del sito trovate la famosissima foto dei Beatles che camminano sulle strisce pedonali di Abbey Road, solo che in questo caso portano tutti dei sacchetti pieni di spesa.

Avanzi Popolo si occupa di vari aspetti dello spreco di cibo: dalla raccolta alla redistribuzione di grandi quantità di alimentari verso i più bisognosi mettendo in contatto chi li vuole donare e le varie associazioni di solidarietà.

E non solo, chi ha piccole quantità di cibo che vuole regalare si può mettere direttamente in contatto con chi le desidera, in tutta Europa e nel Mondo si chiama Food sharing.

Come descritto nel sito, il foodsharing è “una soluzione innovativa per chi sa di non poter consumare un prodotto e non vuole che finisca in pattumiera.”

Basta registrarsi e inserire qualsiasi cibo o bevanda vicina alla scadenza o che non si intende utilizzare e un altro utente potrà chiederlo gratis o scambiarlo con un altro alimento. E’ anche un ottimo sistema per fare nuove conoscenze e creare una vera e propria community.

Lo stesso vale per il sito Babette.word: “Quando mio figlio torna da Rotterdam, mia moglie per fare festa gli cucina le lasagne, la sua specialità. Ogni volta avanzano degli ingredienti, così prepara un’altra teglia che viene poi surgelata. Un giorno mi sono chiesto: perché non trovare il modo di condividere subito questa prelibatezza, magari coi vicini di casa? Babette è nata così…” racconta il fondatore, Alessandro Calvo.

Questi sono solo due esempi di foodsharing, una tendenza che in Italia fatica ad affermarsi specie nel confronto con gli altri Paesi Europei dove il movimento internazionale conta oltre 200mila utenti registrati in Germania, Austria, Svizzera tra gli altri.

In Italia nel 2017 si stimava uno spreco di cibo di 84 chili a famiglia per un totale di 2,2 tonnellate di cibo all’anno, con un costo complessivo di 8.5 miliardi di euro (0,6% del Pil). Il dato, pur se impressionante, dimostra una notevole diminuzione rispetto al 2016 grazie anche alla legge Gadda (v.  La legge Gadda contro lo spreco alimentare – e non solo) entrata in vigore nel 2016, che prevede semplificazioni e sgravi fiscali a chi dona il cibo a scopo di solidarietà.

 

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-02-05/spreco-alimentare-l-italia-migliora-ma-butta-via-ancora-06percento-pil-all-anno-113959.shtml?uuid=AEk9NduD

http://www.avanzipopolo.it/

https://babette.world/

https://foodsharing.de/

 

In copertina: Disegno di Armando Tondo

 

The post Foodsharing e sai cosa mangi appeared first on PeopleForPlanet.

Il governo delle piccole cose

Mar, 05/22/2018 - 04:07

La politica ci ha abituati a grandi progetti che creano grande disaccordo e che generalmente abortiscono.

L’Italia è oggi divisa in blocchi contrapposti e rissosi che coltivano la comunicazione su ciò che li divide.

Sogniamo invece politici capaci di abilità artigianale, di individuare leggi basate sul buon senso che trovino d’accordo la stragrande maggioranza degli italiani.
Leggi capaci di unire perché basate su interessi essenziali e condivisi.

E non si tratta di proclamare linee programmatiche ma di tirar fuori testi di legge specifici che vadano a risolvere in modo concreto e pratico alcuni nodi del non funzionamento del sistema Italia.

Non c’è un solo italiano che possa dire ad alta voce che è contrario allo snellimento della burocrazia o alla velocizzazione della giustizia. Ma se vogliamo essere concreti dobbiamo entrare nei dettagli e individuare quei cambiamenti capaci di fare la differenza.

Non basta dire che vuoi meno burocrazia, devi trovare un modo per farlo e questo modo deve essere talmente semplice ed efficace da unire invece che dividere.

A febbraio abbiamo lanciato 3 leggi facili (leggi qui il Manifesto di People for Planet!)

Un esempio di una strategia dei piccoli passi che danno grandi risultati. Nessuna persona di buon senso può negare che sarebbe una cosa buona che le farmacie vendessero farmaci sfusi nella quantità esatta prescritta dal medico. Si fa così da tempo in Germania e negli Usa.
Si otterrebbe un risparmio per la spesa sanitaria di 500 milioni di euro all’anno.
Siamo convinti che questa strategia basata sulla ricerca delle linee di minor resistenza potrebbe portare grandi vantaggi.

Stiamo raccogliendo proposte di questo tipo e già abbiamo individuato leggi che hanno la firma di parlamentari di destra e di sinistra e che giacciono da tempo al Senato e alla Camera in attesa di essere approvate.

Il governo di Lega e 5 Stelle, che probabilmente nascerà nei prossimi giorni, ha la necessità di trovare punti di convergenza tra due organizzazioni molto diverse e di trovare subito denaro per coprire punti di programma decisamente costosi.
È quindi un’occasione per proporre un pacchetto di misure elementari e chissà che non si trovi ascolto.

In questi giorni stiamo lavorando per mettere insieme altre proposte di legge e stiamo cercando associazioni e redazioni che siano disposte a collaborare a questa campagna con idee e con la loro capacità di comunicazione.

Nei prossimi giorni People for Planet proporrà un programma facilmente condivisibile, apriremo la discussione e poi, con chi vorrà partecipare all’impresa, chiederemo un incontro con il nuovo governo per presentare le nostre proposte.

Partecipi anche tu?

The post Il governo delle piccole cose appeared first on PeopleForPlanet.

L’esperimento del fagiolo

Lun, 05/21/2018 - 05:05

The post L’esperimento del fagiolo appeared first on PeopleForPlanet.

Occhiali a basso costo: diventeremo tutti ciechi?

Lun, 05/21/2018 - 04:51

Funzionano davvero? A giudicare dalle recensioni…

Assolutamente inutili. Soldi buttati. Non si vede nulla e in più sono immettibili… La plastiche tagliano!!!
Lasciate perdere assolutamente questo articolo. Non è paragonabile nemmeno al peggior giocattolo venduto dai cinesi . se indossati per più di 5 secondi oltre che a provocare vomito e mal di testa vi viene anche la diarrea
Non corrisponde a quello detto in pubblicità, è solo una patacca, solo plastica mal amalgamata, da non consigliare a nessuno
Articolo tutta plastica da cui non si vede nulla, ne da vicino ne da lontano,se non tutto offuscato. OSO DIRE UNA TRUFFA
Una schifezza incredibile. Non funzionano assolutamente. Niente a che vedere con quello che dicono in TV. Al limite della truffa secondi me

Sono alcuni dei commenti di chi ha acquistato su Amazon gli “Occhiali regolabili per vedere vicino e da lontano”, pubblicizzati anche in Tv.

“Il primo binocolo e lenti di ingrandimento al mondo in forma di occhiali, dotati di lenti regolabili di alta qualità che si adattano alla capacità dell’occhio di mettere a fuoco gli oggetti.
Con una semplice rotellina potrai regolare le lenti.” Così si legge sul sito dell’azienda distributrice. Sono consigliati per la lettura, per guardare la TV, e sono “confortevoli per chi ha una presbiopia semplice”.

Sono sicuri o possono far male agli occhi?

Per rispondere abbiamo intervistato la Dottoressa Chiaretta Visconti, Medico oculista a Como.

“Intanto non sono occhiali veri e propri, sono più degli ingranditori, non dovrebbero essere nemmeno considerati occhiali, l’occhiale è quello che fa l’ottico. Questi sono degli ingranditori sostanzialmente, come avere una lente di ingrandimento in mano. Chiaramente se devi ingrandire una cosa per un secondo, tipo infilare il filo nell’ago, possono andare bene ma non vedo come possano essere utilizzati per una visione normale…”
Interrompo dicendo che la pubblicità li consiglia per guardare la Tv e leggere…
“Mamma mia! E’ una cosa che fa rabbrividire…”

Possono essere dannosi a lungo andare?
“Secondo me a lungo andare possono danneggiare… non sono lenti di qualità, le lenti di qualità le trovi nel negozio, neanche quelle che vendono al supermercato sono lenti di qualità. Poi questo effetto di messa a fuoco per ingrandire non può far bene alla visione perché la visione segue percorsi di accomodazione e convergenza che quelle lenti non rispettano.”

Parliamo degli occhiali che si vendono in farmacia e supermercati…
“Mmmm… Mmmm! Questi occhiali premontati, cioè che hanno una distanza interpupillare standard, che non è la mia, e non la tua, possono creare anche danni all’occhio perché sono lenti che non hanno una centratura ideale, a lungo andare possono creare affaticamento e disturbi, soprattutto per chi li compra per usarli poi al videoterminale. Pensando a questi casi rabbrividisco perché la qualità di queste lenti è bassissima: sono normalmente lenti in materiale plastico mentre gli ottici hanno l’obbligo di aver lenti di migliore qualità, con appositi filtri per la luce. In realtà questi “occhiali”, non dovrebbero essere chiamati occhiali, in quanto sono soltanto ausili di ingrandimento mentre l’occhiale vero e proprio è un’altra cosa: è quello che viene fatto dall’oculista e dall’ottico, centrato sul viso sulla persona, studiato apposta per chi lo indossa. Se così non è, non sono occhiali, sono ingranditori ottici.”

Come vanno usati questi “ingranditori ottici” che si possono comprare in farmacia e nei supermercati?
La dottoressa Visconti spiega che possono essere un supporto agli occhiali “buoni”. Vanno usati poco, al volo, non per lunghi tempi. Per leggere e guardare la tv servono gli occhiali veri, costruiti in modo personalizzato sul paziente. Per leggere un sms due secondi si possono infilare anche gli ingranditori ma poi vanno tolti immediatamente.

Ultima domanda: e gli occhiali da sole che si vendono nelle bancarelle?
“Eh… mannaggia. Allora, anche qui… una volta si diceva che il marchio CEE era una garanzia di qualità e della presenza degli appositi filtri che questi lenti colorate devono avere. Oggi CEE è diventato CE, China Export (Ride) e nessuno ha più la garanzia di come siano fatte queste lenti… Una lente scura che non ha i filtri giusti per le radiazioni ultraviolette ha un effetto collaterale importante: fa dilatare la pupilla perché l’occhio resta al buio, la pupilla quindi si dilata e l’occhio alla fine riceve più radiazioni ultraviolette rispetto a quelle che potrebbero colpirlo se non avesse l’occhiale.”

Fanno male allora?
“Certo, possono essere sicuramente dannosi”.

Concludiamo la chiacchierata con la dottoressa Visconti notando come l’Italia sia all’avanguardia nel settore ottico e oculistico, con centri specializzati di altissimo livello, e come sia un peccato tutto il discorso sulle lenti China Export…

Provando a riassumere in breve il punto di vista della dott. Visconti potremmo dire che ci vuole sempre un paio di occhiali fatti su misura da un ottico e si possono avere un paio di “ingranditori ottici” per l’utilizzo veloce, da battaglia.

Non bisogna invece scherzare con gli occhiali da sole: qui la bassa qualità, e in particolare la mancanza dei filtri che bloccano le radiazioni ultraviolette, comporta di esporre l’occhio a un maggiore assorbimento di queste radiazioni.

A questo punto è doveroso parlare di costi, che è l’aspetto che rende più appetibili gli occhiali che si trovano nei supermercati e nelle bancarelle. Parliamo di un range che va da 30 euro per gli occhiali a basso costo ai 300 euro per un paio di occhiali veri, fatti da un ottico.

Chi vi scrive, astigmatico, l’ultimo paio lo ha pagato 450 euro. Ma è una spesa detraibile nella dichiarazione dei redditi…

Fonte immagine: Pixabay

The post Occhiali a basso costo: diventeremo tutti ciechi? appeared first on PeopleForPlanet.

Conservare e richiedere i documenti bancari è molto difficile

Lun, 05/21/2018 - 04:25

Contratti di apertura del conto corrente, contratti di affidamento e loro variazioni, fideiussioni e atti di pegno, estratti conto trimestrali, profilo di rischio: sono solo alcuni dei documenti che ciascun correntista dovrebbe conservare con cura.
Pero’, sulla base della mia esperienza di consulenza, rilevo che circa il 78% dei clienti di una banca non ritiene importante preservare e immagazzinare tali atti.
E ciò avviene sistematicamente per negligenza (peccato veniale) o per la endemica fiducia nella banca che viene percepita come ‘archivio’ personale che immagazzina i nostri atti che possiamo poi sempre richiedere nel momento del bisogno (peccato mortale).
Ed è proprio la percezione di quel momento, il momento in cui ne abbiamo bisogno, che viene individuato dalla banca come la circostanza in cui negare o rendere difficile, costosa, complessa la consegna della documentazione richiesta.
Perché la banca capisce che l’analisi di quei documenti da parte di professionisti specializzati nasconde tanti talloni di Achille. Quindi tante resistenze, tante menzogne, tante risposte semplicemente dilatorie per far stancare il cliente che viene indotto a desistere.
Gli intermediari finanziari, di regola, frappongono difficoltà di varia natura al rilascio delle copie della documentazione.
La più frequente delle resistenze delle banche, cogliendo un’interpretazione strutturalmente letterale della norma, fa riferimento al fatto che molto spesso le richieste avanzate dalla clientela presentano una qualche forma di genericità e non siano riferite a una ben circostanziata e individuata operazione; la richiesta ad esempio di copia del contratto e della documentazione di conto riferita a un periodo temporale specificato, veniva in precedenza talvolta disattesa adducendo appunto vizi di eccessiva genericità della richiesta stessa.

Quindi occorre essere precisi: “Mi occorre copia del contratto di conto corrente n°…………aperto in data ………
Ma non mancano anche motivazioni semplicemente paradossali e talvolta ridicole come la più volte ascoltata frase che quei documenti sono conservati in un «archivio che si trova in capo al mondo e che quindi risulta difficile reperirli». Menzogna.

Tutti i documenti sono reperibili in pochi minuti attraverso semplici interrogazioni al terminale oppure sono conservati all’ interno dei partitari presenti nelle stesse filiali dove viene effettuata la richiesta.
Ma la legge (e i professionisti seri) sono dalla parte del cliente. Vediamo perché.

I clienti di una banca, come è noto, possono richiedere agli istituti tutte le informazioni sulla quantità, qualità, finalità e logica adottata al trattamento, in relazione ai propri dati, così come previsto dagli art. 7, 8 e 10 D.Lgs. 196/2003.
Trattandosi in particolare di dati relativi ai rapporti bancari, i diritti degli interessati sono regolati e garantiti anche dall’articolo 119 comma 4 Tub: i clienti possono ottenere a proprie spese, entro congruo termine e comunque non oltre 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione relativa a una o più operazioni effettuate dalla banca.
Ma vediamo cosa intendiamo per «proprie spese» e «termine congruo».
In un momento di profonda crisi economica pretendere da un cliente anche 10 euro per singolo estratto conto significa adottare un comportamento estorsivo e usuraio.
Pertanto vi invitiamo a negoziare il prezzo di una fotocopia e, se proprio vi accorgete che tale determinazione (da parte della banca) a sostenere un prezzo fisso è irremovibile, azionate l’ormai famoso microregistratore (disponibile anche in qualsiasi telefono mobile), registrate tutta la conversazione e scriveteci.

Per quanto riguarda invece l’interpretazione dell’espressione «congruo (e comunque non superiore a 90 giorni)» al quale fa riferimento l’art. 119 Tub non va però confuso con il termine entro il quale i titolari del trattamento dei dati personali devono fornire riscontro alla richiesta da parte degli interessati, ai sensi degli artt. 7, 8 e 146 D.lgs. 196/2003.
Con la pronuncia 2 agosto 2013, n. 18555 la Cassazione ha infatti confermato che il riscontro alla richiesta dell’interessato, ai sensi dell’art. 7, della legge sulla privacy, deve essere fornito con la massima tempestività.
Con tale precisazione, la Corte consente di ritenere che il termine di 15 giorni previsto dall’art. 146 della legge sulla privacy, sia congruo anche per la consegna della documentazione bancaria, contenente le informazioni che l’interessato richiede: il che a sua volta consentirebbe un’interpretazione diversa, e più restrittiva, dell’Intervallo temporale indicato dall’articolo 119 Tub.

La conoscenza fa forza negoziale.

The post Conservare e richiedere i documenti bancari è molto difficile appeared first on PeopleForPlanet.

Cosa diavolo è il Plogging?

Lun, 05/21/2018 - 04:08

E’ la nuova moda per far bene a se stessi e all’ambiente!

Si chiama Plogging (il nome deriva dall’unione tra “running” e “plocka upp”, “raccogliere” in svedese) e consiste nell’andare a correre armati di sacchetti e guanti per raccogliere i rifiuti. Il plogging è nato in Svezia poco più di un anno fa.

Tre i vantaggi: si corre che fa bene alla salute, ci si abbassa e rialza per raccogliere i rifiuti da terra e questo movimento aiuta a tonificare glutei e quadricipiti e si fa un favore all’ambiente riducendo la spazzatura buttata in giro.

Scrive Ultimavoce.it (https://www.ultimavoce.it/plogging-correre-raccogliendo-i-rifiuti/): “L’attività motoria unita all’impegno sociale e al sentirsi utili per il prossimo sarebbero la chiave del successo di questo nuovo acclamatissimo sport.”

La comunità svedese di riferimento è su Facebook https://www.facebook.com/plogga/ mentre su Instagram si può cercare l’hashtag #plogging.

L’idea non è nuovissima: nel 2014 a Louisville, nel Kentucky, Stati Uniti, sono state organizzate le “Trash Run”, che avevano lo stesso obiettivo.

The post Cosa diavolo è il Plogging? appeared first on PeopleForPlanet.

Che fine ha fatto l’orto urbano Ikea?

Lun, 05/21/2018 - 02:22

Il progetto era di Ikea e Space 10 e consisteva in una struttura assemblabile in legno per costruire un bellissimo orto urbano sferico/verticale, adatto a condomini e quartieri cittadini.

Qui una dettagliata descrizione, che fine ha fatto?

The post Che fine ha fatto l’orto urbano Ikea? appeared first on PeopleForPlanet.

Economia Circolare: lavorazione del ferro di recupero

Dom, 05/20/2018 - 10:15
flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_128"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/128/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/128/output/riciclo-metalli.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/128/riciclo-metalli.mp4' } ] } })

 

Gallery fotografica

The post Economia Circolare: lavorazione del ferro di recupero appeared first on PeopleForPlanet.

Musica maestro! Stand By Me

Dom, 05/20/2018 - 04:57

The post Musica maestro! Stand By Me appeared first on PeopleForPlanet.

Turismo spaziale: avremo uno spazioporto in Italia

Dom, 05/20/2018 - 04:15

6 febbraio 2018, ore 21,45 italiane: dalla piazzola 39A di Cape Canaveral decolla Falcon Heavy, il supermissile della Space X. Incollati a YouTube ci sono 2,3 milioni di utenti, che rendono il momento ancora più memorabile. Per la piattaforma di video sharing è uno dei live più visti di sempre, secondo soltanto al lancio nel vuoto di Felix Baumgartner. Tutto questo avvicina l’umanità ai racconti di fantascienza e ai sogni di ogni bambino, ma è davvero arrivato il momento di viaggiare nello spazio? Dove si è spinto il progresso? Quali progetti concreti sono in cantiere? E Marte è più vicino che mai? Di quali viaggi saranno protagonisti i primi turisti spaziali? Mettiamo i puntini sulle I, partendo proprio dal tanto acclamato test della Space X.

Falcon Heavy è oggi il razzo più grande del mondo ed è decollato dalla stessa base da cui partivano le missioni Apollo e lo stesso shuttle. Qualche minuto dopo il decollo, il razzo si è aperto svelandoci il suo contenuto, ormai lontano da Cape Canaveral e con la Terra a fare magnificamente da sfondo: ecco che appare una Tesla Roadster rossa “guidata” da Starman, un manichino in tuta spaziale. E’ in questo istante esatto, quando l’occhio della telecamera è puntato dritto sul manichino spaziale, che si alzano le note di “Life on Mars” di David Bowie. Simbolicamente, sul cruscotto della Tesla compare anche la scritta “Don’t Panic”, citazione dal libro “Guida galattica per autostoppisti”.

Tutto è compiuto. L’evento mediatico confezionato da Elon Musk e dalla sua Space X resterà scolpito nella storia. Sul Web il video del lancio rimbalza da un punto all’altro della Terra e conquista altre migliaia di utenti e click, giorno dopo giorno.

E se Starman fosse stato un essere umano?

Dove sta andando la Tesla rossa? Non avremo già prodotto un enorme rifiuto spaziale che vaga senza controllo?
Il sito Web WhereIsTheRoadster.com ci mostra in tempo reale il punto esatto in cui si trova la Tesla. Non atterrerà mai su Marte, sia chiaro. D’altra parte, non era affatto questo lo scopo della missione.
A luglio la Tesla supererà l’orbita del Pianeta Rosso, a novembre si troverà nel punto di massima distanza dal Sole, poi tornerà indietro, a settembre sarà vicina all’orbita della Terra, quindi si allontanerà ancora seguendo il medesimo tragitto per secoli. O almeno finché una serie di effetti modificheranno la sua traiettoria. Ad esempio, l’influenza di Giove potrebbe spedirla fuori dal Sistema Solare, senza comunque alcun pericolo per la Terra o altri pianeti.

Raggi cosmici e vento solare colpiranno senza tregua Starman e la sua auto, destinati a rimanere nello spazio per migliaia di anni e a subire un deterioramento inevitabile.
E se a bordo ci fosse stato un essere umano? Nella risposta a questa domanda si cela il nocciolo della questione: no, non è assolutamente possibile inviare un essere umano nello spazio in un semplice abitacolo così come la Space X ha seduto il manichino a bordo della Tesla. Abbiamo raccontato un meraviglioso esperimento che dimostra i progressi compiuti dalla scienza, ma le passeggiate su Marte sono ancora ipotesi lontane.

Turismo spaziale: (per ora) scordiamoci i resort

Di “turismo spaziale” si parla da moltissimo tempo, a sfidarsi per la conquista di altri mondi sono sostanzialmente due società: la già citata Space X di Elon Musk e la Virgin Galactic di Richard Branson, altro imprenditore osannato dalle folle. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Prima che qualcuno effettivamente metta piede su Marte – il pianeta che comunque pare essere più adatto alla “colonizzazione” – dovrà passare ancora molto tempo.
Quando si parla di “turismo spaziale” oggi in realtà non ci si riferisce a veri e propri viaggi come quelli che progettiamo sulla Terra. Spesso la fantasia viaggia più veloce dei razzi e induce erroneamente ad immaginare tour organizzati – costosissimi ma reali – in cui le persone effettivamente scendono da navicelle e vanno alla scoperta di luoghi inesplorati. Non c’è nulla di più lontano da ciò a cui si sta lavorando al momento. Lo sbarco su Marte con tanto di guida turistica è qualcosa di molto lontano; oggi si progettano per lo più voli suborbitali, che non consentono ancora di ipotizzare lo sviluppo di un turismo spaziale per le masse nel breve periodo né camminate su altri pianeti.
Ma viaggia veloce anche la fantasia di questi grandi magnati, ecco perché i loro progetti e i loro annunci fanno sognare. Ritornare un po’ bambini è lecito, ma poi occorre ritornare anche con i piedi per terra.

Per colonizzare Marte serve un razzo più potente

Il serbatoio progettato dalla Space X

“E allora costruiamolo!”, deve aver detto Elon Musk. Da poco sono state svelate le caratteristiche della nuova versione del razzo Big Falcon Rocket. Con questo mezzo l’uomo potrebbe sbarcare su Marte. Il condizionale è d’obbligo, nonostante le promesse da urlo. Il serbatoio in fibra di carbonio potrà ospitare oltre mille metri cubi di ossigeno liquido criogenico, il carburante che alimenterà il razzo; il motore Raptor sarà il più potente mai esistito; una serie di razzi propulsivi offrirà garanzie di sicurezza in una fase tanto critica come quella dell’atterraggio, quando a bordo il carico sarà maggiore rispetto ai test.
Questo razzo – la prima astronave interplanetaria – secondo Musk potrebbe rappresentare una salvezza per il genere umano in un futuro catastrofico , in cui non si esclude una terza guerra mondiale.

Paragonato al Saturn V, il razzo con cui la Nasa inviava i suoi astronauti sulla Luna, il BFR avrebbe una spinta di decollo maggiore, ma il vero vantaggio è che potrebbe essere utilizzato più volte, consentendo un notevole abbattimento di costi. Ogni lancio, una volta uscito il BFR, costerebbe 5-6 milioni di dollari, alla fine una piccola popolazione di umani vivrebbe su Marte o sulla Luna, dove sarebbero aperte alcune basi fisse. E quella piccola popolazione potrebbe far sopravvivere il genere umano se sulla Terra tutto andasse perduto. Per prima cosa, occorrerà però trovare acqua su Marte, avviare le estrazioni minerarie e costruire infrastrutture necessarie alla sopravvivenza.

I primi veri test dovrebbero avvenire già nel 2019, mentre nel 2024 potremmo assistere alla prima missione per colonizzare Marte, almeno secondo Musk, che a volte però pecca troppo di ottimismo. Basti pensare che il 2018 avrebbe dovuto essere l’anno in cui due turisti avrebbero fatto un giro attorno alla Luna a bordo di un razzo della Space X, comodamente collocati all’interno della capsula Dragon. Tutto rimandato.
Cerchiamo allora di essere realistici: a cosa porterà questa sperimentazione continua? E’ uno spreco di denaro? E’ solo una sfida tra imprenditori ambiziosi?
Un risvolto interessante è che gli stessi razzi attualmente in fase di costruzione potrebbero essere utilizzati per un trasporto più rapido delle persone sulla Terra. Basterebbero 39 minuti per volare da New York a Shangai, semplicemente utilizzando mezzi di trasporto che viaggiano fuori dall’atmosfera per la maggior parte del tempo e quindi non risentono di interferenza alcuna. Addio turbolenze!

Virgin Galactic: presto uno spazioporto in Italia

L’obiettivo di Richard Branson è dichiaratamente quello di portare nello spazio persone comuni, turisti, grazie a voli spaziali suborbitali e orbitali. Recentemente, la Virgin Galactic ha incassato un ottimo risultato nei test di planata della sua navicella Virgin Galactic VSS Unity. A febbraio, qualche giorno dopo l’impresa della Space X, nel deserto del Mojave in California è stato effettuato un test cruciale: una nave madre ha rilasciato la VVS a circa 50 mila piedi di altezza e ne è stato valutato l’atterraggio in termini di stabilità e performance. Nello stesso deserto 3 anni fa la Virgin Galactic aveva dovuto affrontare la morte di un pilota durante un volo di prova; sono seguiti una serie di rallentamenti, compreso quello nell’emissione da parte della Federal Aviation Administration di una licenza commerciale per l’azienda.

Virgin Galactic – gli ultimi test

I test sono funzionali a confezionare un’esperienza destinata a turisti. Ne potranno salire a bordo 6 in compagnia di 2 piloti. Per trascorrere 2 ore e mezza sulla VSS Unity si pagheranno 250 mila dollari, un prezzo destinato però a scendere dopo 5 anni. Compresi nel costo del biglietto, 6 minuti in assenza di gravità e la possibilità di vedere la curvatura della Terra dallo spazio.

La sperimentazione sui voli suborbitali coinvolge anche l’Italia: a dicembre 2016 la Altec, partecipata da ASI e Thales Alenia Space, e la Virgin Galactic hanno infatti siglato un protocollo di intesa per valutare le potenzialità di uno spazioporto italiano grazie al quale si potranno eseguire voli sperimentali suborbitali, addestramento astronauti e piloti, scopi didattici e turismo spaziale. In particolare, sarebbe utilizzato il sistema di volo spaziale Virgin Galactic, composto dallo spazioplano riutilizzabile Space Ship Two ed il suo velivolo vettore, WhiteKnight Two, vale a dire il mezzo che decolla da un aeroporto convenzionale e trasporta la SpaceShipTwo fino ad un’altezza di circa 15 mila metri, prima di rilasciare la navicella e consentirne l’accensione del motore a razzo che la porterà alla programmata quota operativa. Questo significa che l’Italia potrebbe a breve ospitare uno spazioporto, secondo gli annunci entro la fine di quest’anno saranno svelati i nomi dei siti candidati.

Ed ecco che torna il solito problema: cosa accade al corpo umano durante un viaggio suborbitale? Non sono molti finora i voli effettuati, di conseguenza è complicato ottenere dati certi e parametri da rispettare per evitare reazioni fatali. Si tratterebbe di persone comuni, dai fisici non allenati, che subirebbero accelerazioni pari a 6 volte il proprio peso corporeo, a cui si aggiunge poi l’assenza di gravità in una breve fase del viaggio. Possono aiutare le tute speciali e la posizione dei sedili, più reclinata rispetto al solito, ma di certezze ne trapelano poche, se non quella che sono coinvolti in questi progetti anche medici come quelli della nostra Aeronautica.

Ma non ci sono soltanto le grandi compagnie. Moltissimi scienziati sono al lavoro, come quelli che tentano di simulare sulla Terra le condizioni che l’uomo troverebbe su Marte. Nel deserto del Dhofar, in Oman, a febbraio un gruppo di oltre 200 scienziati di diverse nazioni ha testato i supporti tecnologici che sarebbero indispensabili, a partire da un tipo di tuta pesante ben 50 kg che consentirebbe però all’uomo di compiere anche gesti tanto comuni quanto indispensabili, come mangiare e pulirsi le labbra. La visiera è il fulcro di tutto, con uno schermo su cui vengono proiettati costantemente dati e informazioni rilevati grazie ai sensori posizionati sulla tuta in varie parti del corpo.

In copertina: Disegno di Armando Tondo

The post Turismo spaziale: avremo uno spazioporto in Italia appeared first on PeopleForPlanet.

Royal Wedding: la festa deve essere per tutti

Sab, 05/19/2018 - 04:42

Oggi è il grande giorno: il Royal Wedding del principe Harry, secondogenito di Carlo e Diana, con l’ex attrice americana Meghan Markle.
Anche chi di noi non legge i tabloid inglesi e guarda poco la colonnina dei gossip sui principali giornali italiani non avrà potuto fare a meno di venirne a conoscenza. Oltre alle notizie che ormai abbiamo letto tutti, ce n’è una passata un po’ più sotto traccia: il tema dei senzatetto di Windsor.

Nella cittadina se ne parla dall’inverno, con polemiche nate dopo che Simon Dudley, a capo dell’amministrazione locale, aveva detto che era necessario mandare via i senzatetto perché rovinavano l’atmosfera, facendo effettivamente una figuraccia e venendo criticato persino da Theresa May. Sulle prime quindi sembrava che gli homeless sarebbero rimasti al loro posto, ma anche il Time racconta che in queste ore la polizia sta cercando di farli spostare dalle zone vicino al Castello di Windsor.
Si aspetta l’arrivo in città di più di 100 mila persone, i controlli per la sicurezza sono rafforzati e la polizia ha spiegato che tutti verranno controllati e gli oggetti ingombranti non potranno essere portati in certe zone, quindi anche quelli appartenenti ai senzatetto.

Sembrerà una questione locale ma il National Audit Office ha sottolineato che la popolazione di senzatetto di Windsor è aumentata nettamente negli ultimi anni, così come è successo in tutto il Regno Unito: si parla di un aumento del 134% dal 2010. L’opposizione dà la colpa al partito conservatore, l’incremento sarebbe avvenuto dall’anno in cui hanno preso loro il potere e sarebbe legato ai forti tagli nella spesa pubblica.

Sembra una storia molto triste, ma il pragmatismo inglese ci viene incontro: l’organizzazione Homeless Our Concern della vicina cittadina di Slough è una di quelle che stanno cercando di gestire la situazione. Loro sono positivi: dicono che forse questa attenzione mediatica potrebbe aiutare a far conoscere il problema e aumentare l’impegno e le donazioni.
L’associazione ha sfruttato l’occasione e ha creato una “Lista Nozze alternativa su una piattaforma che consente alle persone di condividere le liste dei loro matrimoni. Si può contribuire comprando oggetti utili per aiutare i senzatetto, come libri, kit da barba e lavatrici. Dicono dall’organizzazione: “Harry e Meghan hanno detto che non vogliono regali ma preferiscono che le persone facciano beneficenza. L’abbiamo preso alla lettera. Perché loro non hanno bisogno di tostapane e asciugamani, mentre i nostri rifugi si!”.

Anche una associazione di Windsor, il Windsor Homeless Project, ha lanciato la campagna For Richer For Poorer, dove si possono acquistare gadget e memorabilia del Royal Wedding e si userà il ricavato per comprare vestiti, pasti e credito telefonico per chi ne ha bisogno.

Certo, tutti vorremmo vivere in un mondo dove non dovrebbe esserci bisogno di queste iniziative, ma intanto possiamo sfruttare tutte le occasioni possibili per avviare un cambiamento.

The post Royal Wedding: la festa deve essere per tutti appeared first on PeopleForPlanet.

Come fare l’orto sul balcone

Sab, 05/19/2018 - 04:07

Utili sempre in cucina e se coltivate da noi, ancora più buone!

The post Come fare l’orto sul balcone appeared first on PeopleForPlanet.

Una casa costruita in simil Lego

Ven, 05/18/2018 - 05:19
Share this