Servizio di informazione, ricerca di informazioni, consigli tecnici, risparmio energetico, impianti panelli solari, analisi di investimento, reperimento delle migliori offerte per auto, abitazioni, indagini, inchieste di mercato, sondaggi, servizio informazioni globale per famiglie, pareri legali, professionisti e aziende, ottimizzazione siti web, servizi di pubblicità su internet (creazione campagne adword's e facebook), redazione comunicati stampa mirati, realizzazione video ricordo, eventi in italia, consulenze

People for Planet

Condividi contenuti
Aggiornato: 1 min 41 sec fa

In una impresa familiare chi scappa con la cassa non è punibile

Lun, 07/30/2018 - 02:16

Mi sono trovato spesso a gestire, da consulente, le dinamiche di riassetto organizzativo delle imprese a gestione familiare e qualche volta mi sono imbattuto anche in casi di ammanchi di cassa e sottrazione indebita di sostanze patrimoniali.

In altri termini ci si accorgeva che qualcuno era scappato con la cassa!

In Italia esistono circa 2,5 milioni di microimprese costituite sotto forma di impresa individuali (o ditta individuale) che impiegano circa 10 milioni di addetti. Si tratta sostanzialmente di imprese familiari disciplinate dall’art. 230 bis c.c., introdotto con la L. 151/1975 (Riforma del diritto di famiglia), che l definisce come l’organizzazione in cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo. Una azienda difficile da gestire, forse tra le più difficili, laddove si intrecciano le dinamiche dei sentimenti con lo sviluppo del business soprattutto in determinati momenti della vita dell’azienda come la individuazione della leadership e il il ricambio generazionale che rappresentano le principali cause di morte di quel tipo di imprenditoria.
Ne abbiamo parlato giovedì 21 Giugno, al convegno “Impresa familiare: un collegamento tra Generazione, Impresa & Territorio” , un progetto interessante dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” che mi ha entusiasmato dalle prime battute per la qualità degli interventi, poco accademici e molto orientati alla individuazione delle soluzioni.

Sono stato sensibilmente e professionalmente coinvolto nel dibattito proposto dall’Avv. penalista del foro di Napoli Rocco Curcio sul tema della non punibilità dei reati contro il patrimonio commessi nell’ambito della impresa familiare. In particolare ci siamo soffermati sul dispositivo dell’art. 649 c.p che stabilisce che qualsiasi danno patrimoniale prodotto in danno di un parente nell’ambito dell’impresa familiare non è punibile!

E’ escluso solo il danno derivante da rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione e comunque ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.

Per il resto, anche la cd. Appropriazione indebita, contemplata nel dettaglio dall’articolo 646 il quale punisce “chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso“, non ha rilevanza penale.

Pertanto se un familiare scappa con la cassa dell’azienda non e’ punibile penalmente. Scioccante !

Un vuoto legislativo che merita una riflessione.

Cari imprenditori, non è forse il caso di tener ben presente tale tematica nella gestione delle imprese familiari laddove solitamente si tende ad apprestare una tutela minima ai rapporti di lavoro che si svolgono in ambito familiare?

Per chi non ha saputo o voluto anticipare il problema – relegandolo invece tra le cose che sono destinate ad avvenire ‘naturalmente’ e che non necessitano particolare attenzione o, peggio ancora, nell’area dei fatti che producono sensazioni sgradevoli e che è meglio dimenticare in fretta per concentrarsi su cose più piacevoli – il risveglio potrebbe essere dei più amari.

Ecco l’esigenza di impostare strumenti di vincolo e di ottimizzazione come il «patto legale della famiglia» che garantisca il ricambio generazionale e la continuità d’impresa anche attraverso la tutela del patrimonio.
La finalità è quella di assicurare, fissando regole precise, continuità nella gestione delle imprese, attraverso: l’individuazione di uno o più discendenti – figli, nipoti – dell’imprenditore ritenuti idonei alla gestione; il trasferimento a esso dell’azienda o delle partecipazioni (quando l’impresa è svolta attraverso una struttura societaria); la liquidazione dei diritti economici dei legittimari ai quali non viene assegnata l’azienda o non vengono date le partecipazioni. E non ultimo anche le garanzie eventualmente da ritirare per far fronte a tale ipotetico, ma non improbabile, evento.

 

The post In una impresa familiare chi scappa con la cassa non è punibile appeared first on PeopleForPlanet.

Sculture in metallo che si muovono con il vento

Dom, 07/29/2018 - 04:16

Nel 1996 ha riempito il suo parco di sculture con pezzi metallici che danzano sinuosamente al vento. Il suo lavoro è apparso anche alle Olimpiadi di Rio 2016! L’intento dell’artista è trasmettere agli spettatori attraverso il suo lavoro un momento di pace semi-meditativa.

 

The post Sculture in metallo che si muovono con il vento appeared first on PeopleForPlanet.

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

Dom, 07/29/2018 - 02:57

Alcuni accorgimenti che vengono utilizzati per ridurre la presenza di questi insetti nelle nostre case non sono altro che frutto di leggende metropolitane e non hanno alcuna efficacia reale. Ecco alcuni miti da sfatare:

* Mettere il rame nei sottovasi delle piante per rendere l’ambiente inospitale alle larve di zanzara non serve a nulla, spiega Claudio Venturelli, entomologo dell’Ausl Romagna: “Il rame rende l’acqua inospitale per le larve di zanzara solo nella proporzione di almeno 20 grammi di rame in un litro d’acqua. E non deve essere ossidato, quindi va cambiato molto spesso: solo con questi accorgimenti funziona, altrimenti è inutile”.

* Coltivare piante aromatiche sul balcone come basilico, lavanda e menta può effettivamente allontanare le zanzare per via dell’odore che queste piante emanano, “ma l’acqua che ristagna nel sottovaso, invece, ne aumenta la presenza perché fa da serbatoio: in sostanza, la spesa è maggiore dell’impresa”.

* Le casette per i pipistrelli (bat box) che in molti giardini vengono messe per offrire ospitalità a questi piccoli mammiferi alati ghiotti di zanzare nella speranza che ripuliscano l’aria circostante da questi insetti, in realtà ha efficacia molto limitata.

I consigli anti-zanzare dell’entomologo

Alcuni comportamenti facili da mettere in pratica possono invece aiutare davvero a tenere lontane le zanzare.

* Tanto per iniziare, “la prevenzione è la prima arma: svuotare i sottovasi delle piante quando si riempiono di acqua può aiutare a evitare l’instaurarsi di covi di larve”, spiega Venturelli. Anziché togliere l’acqua nei sottovasi, operazione che per piante molto pesanti può risultare difficile, “si può riempire il sottovaso di sabbia o ghiaia che evitano il formarsi del ristagno d’acqua, rendendo l’ambiente inospitale per le zanzare senza nuocere alle piante, che attraverso le radici possano continuare ad assorbire l’acqua di cui hanno bisogno”.

* Oltre all’uso di zanzariere, che può risultare molto efficace e non ha alcun effetto collaterale sull’ambiente e sulla salute, anche l’uso di condizionatori e di ventilatori può essere di aiuto contro le zanzare perché le correnti d’aria che si creano le disorientano nel volo e confondono l’odore della pelle umana da cui sono attratte.

Curiosità

* Da due zanzare che nascono in aprile, se hanno sangue per nutrirsi e acqua a sufficienza per sopravvivere, a fine ottobre hanno dato vita a circa 10 generazioni di zanzare”, spiega Venturelli. “Considerando che in media ogni 10 giorni possono nascere 2500 milioni di miliardi di zanzare, in sei mesi tutte le zanzare insieme arrivano a pesare 83 milioni di tonnellate, e se le mettessimo in fila indiana sarebbero in grado di coprire la distanza terra-luna 65 milioni e 400 mila volte”. Il calcolo, riportato nel libro “Questione di Culex” (De Agostini) scritto da Claudio Venturelli e Marina Marazza con prefazione e capitolo di Dario Fo, “è ovviamente ipotetico,  poiché non tiene conto delle zanzare vittime di predazione, malattie e disinfestazioni”, precisa Venturelli.

* La bistecca scottona contiene il 16% di sostanza proteica rispetto al suo peso: le zanzare hanno invece ben il 48% di sostanza proteica rispetto al loro peso (chissà se in futuro sarà possibile consumare bistecche di zanzare come nuova fonte di approvvigionamento proteico!)

* E’ vero che le zanzare scelgono le loro prede in base all’odore: in particolare sono attratte dal sentore del sudore, che contiene acido lattico, e sono in grado di intercettarlo a 70 m di distanza. Mentre non è vero che alcune persone sono bersagli prediletti delle zanzare, mentre altre sono pressoché indenni dalle punture. “Chi suda di più in genere viene punto di più, ma chi pensa di non essere vittima delle zanzare in realtà dà il suo contributo in sangue a mamma zanzara senza però manifestare la reazione allergica (ponfi e prurito) che, invece, compare in chi si sente perseguitato da questi insetti”.

INDICE articoli sul tema “Zanzare e Insetticidi”

Gli insetticidi sono velenosi!

Per le zanzare è una “questione di sangue”

Gli elettroemanatori contro le zanzare possono far male alla salute (non solo delle zanzare)

Repellenti anti-zanzare: attenzione agli effetti collaterali

Creme e spray anti-zanzare: gli errori da non commettere

Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità

 

The post Zanzare: miti da sfatare, consigli e curiosità appeared first on PeopleForPlanet.

E se vi chiedessero di lavorare di meno?

Sab, 07/28/2018 - 05:24

Nel produttivo Nord Est c’è un’azienda che ha avviato una sperimentazione che sembra quasi controtendenza: far lavorare i propri dipendenti due ore in meno alla settimana, con altre concessioni come la flessibilità oraria in entrata e due giorni di lavoro da casa.

Sta succedendo alla Salvagnini, azienda che progetta e produce macchine e sistemi per la lavorazione della lamiera, in provincia di Vicenza.
A scaglioni, i 750 dipendenti otterranno quello che hanno richiesto e che è stato scritto in un accordo integrativo appena firmato: 38 ore di lavoro anziché 40 a settimana, con l’uscita alle 14 del venerdì per un weekend più lungo. L’accordo prevede anche la possibilità di entrare in orario flessibile tra le 8 e le 8.30 e, per le 350 persone impiegate negli uffici, anche due giorni a settimana di lavoro da casa. Le due ore saranno comunque pagate: dall’azienda stessa per i primi 75 minuti e 45 minuti saranno scalati dai permessi.

“Dimostreremo che anche con due ore in meno si può realizzare lo stesso prodotto di qualità perché la gente è motivata dal poter stare un pomeriggio intero in più con i propri cari e dall’ipotesi di produrre da casa”, hanno detto al quotidiano La Repubblica i sindacalisti che hanno lavorato all’accordo, Morgan Prebianca della Fiom e Carmine Battipaglia di Fim e Rsu.

Le modalità e l’organizzazione andranno sperimentate sul campo. La riduzione oraria sul lavoro ha dato risultati altalenanti in base alle modalità di attuazione e di diversa interpretazione (pensiamo solo alla Francia e al lungo dibattito sul tema delle 35 ore), ma il lavoro da casa, il cosiddetto Smart Working, va nella direzione seguita da molti Paesi europei ed anche in Italia sta crescendo.

Solo nel 2017 sono cresciuti del 60% i lavoratori che hanno iniziato a sperimentare il lavoro da casa, arrivando al 5-6% di lavoratori totali interessati, secondi dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, riportato anche dal Sole24Ore. Il quotidiano indica che le cifre sono ancora ben lontane dal 17% della media europea e riporta anche un dato interessante: da casa crescerebbe la produttività. L’Osservatorio stima un incremento della produttività pari al 15%, anche grazie alla riduzione del tempo e del costo per gli spostamenti, alla riduzione dell’assenteismo e all’abbattimento dei costi per gli spazi fisici.

Dall’Osservatorio si evidenzia anche un cambio culturale: puntare sullo smart working significherebbe infatti “traghettare le organizzazioni verso una cultura del lavoro meno legata al presenzialismo e più volta al risultato“.

 

The post E se vi chiedessero di lavorare di meno? appeared first on PeopleForPlanet.

Tiziano Terzani: avere ci rende felici?

Sab, 07/28/2018 - 04:10

 

Produciamo cose inutili, prodotte da altri in condizioni che vogliamo ignorare in una continua economia competitiva, entrata a far parte anche delle nostre più azioni quotidiane. Soldi per le multinazionali, soldi per il consumismo, soldi sperperati, ma quello che troppo spesso dimentichiamo è la capacità di accontentarsi.

The post Tiziano Terzani: avere ci rende felici? appeared first on PeopleForPlanet.

Che scooter sharing scelgo a Roma e a Milano? (Infografica)

Ven, 07/27/2018 - 02:29

Dopo aver analizzato le offerte dei servizi di car sharing e bike sharing di diverse città italiane andiamo ora a conoscere lo scooter sharing, la condivisione dei motocicli, a Roma e Milano.

Per vedere l’infografica più grande clicca qui

The post Che scooter sharing scelgo a Roma e a Milano? (Infografica) appeared first on PeopleForPlanet.

Più spazi verdi nelle città per sconfiggere stress e depressione

Ven, 07/27/2018 - 02:16

A dire il vero non occorre che sia la scienza a dirlo, ma ora lo conferma anche uno studio della Perelman School of Medicine e della School of Arts & Sciences dell’Università della Pennsylvania: le città con molti spazi verdi aiutano a ridurre la depressione e favoriscono il benessere mentale per i residenti. Basta poco per riconvertire spazi abbandonati, e i risultati sono notevoli.

Negli Stati Uniti il 15% del suolo è classificato come lotto abbandonato o non ha una destinazione. Spesso queste zone diventano discariche abusive o crescono alberi e piante senza la minima cura; potrebbero invece essere convertite in spazi verdi fruibili per i cittadini. Lo studio parte da questi presupposti.

Per la prima volta i ricercatori hanno misurato la salute mentale dei residenti di Philadelphia prima e dopo la riconversione delle aree non utilizzate. Chi vive in un raggio di circa 500 metri dalle zone riconvertite in spazi verdi mostra una diminuzione del 41,5% del sentimento di depressione. Si registra inoltre una diminuzione del 63% circa di coloro che dichiarano di soffrire di scarso benessere psichico. Il malessere tende a diminuire e basta la consapevolezza di vivere in un luogo più green.

E’ la dimostrazione lampante che riqualificare le zone dismesse nelle grandi città aiuta moltissimo a migliorare la salute delle persone. Questo, a lungo andare, può contribuire a ridurre i crimini, la violenza, i livelli di stress. Lo stesso team di ricercatori aveva già infatti evidenziato una diminuzione fino al 29% dei crimini violenti nelle zone vicine ai nuovi parchi urbani.

Richard Rogers, l’architetto che insieme a Renzo Piano e a Gianfranco Franchini progettò il Centro Georges Pompidou di Parigi, dice che “Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente”. E la gente ha anche bisogno di spazi di decompressione, dove lasciar defluire i pensieri fuori dalla mente e rilassarsi senza che il ritmo frenetico di una grande città prenda il sopravvento. Gli spazi verdi, i parchi e gli orti urbani sono la soluzione ideale, tutto sommato anche low cost, per ridare all’uomo quella sensazione di benessere che deriva da un contatto con la natura spesso negato dal cemento. E, allo stesso tempo, sono la soluzione perfetta anche per non consegnare all’oblio metri quadrati di territorio prezioso.

John MacDonald, uno dei coordinatori dello studio, professore di criminologia e sociologia, ha evidenziato che “i risultati possono supportare la teoria secondo cui l’esposizione ad elementi ambientali naturali può diventare parte di una terapia per il recupero della salute mentale, in particolare per chi vive in contesti urbani stressanti e caotici”.

Quanto costa? Trasformare un lotto abbandonato in un’area verde è costato circa 1.600 dollari, mentre la manutenzione comporta circa 180 dollari all’anno. Non molto, ma tutto dipende ancora una volta dalla sensibilità delle singole istituzioni. C’è la volontà di migliorare il benessere delle comunità con piccoli interventi?

 

Foto di copertina: esempio di riqualificazione di uno spazio abbandonato, con recinto in legno ad indicare l’area curata e a prevenire lo sversamento di rifiuti (Fonte: Columbia University)

The post Più spazi verdi nelle città per sconfiggere stress e depressione appeared first on PeopleForPlanet.

Ricercatori italiani scoprono un lago su Marte

Gio, 07/26/2018 - 08:44

E’ un lago simile a quelli terrestri. Si trova però al polo sud di Marte, sotto a uno strato di ghiaccio di un chilometro e mezzo. Ha una ventina di chilometri di diametro e una temperatura di almeno dieci gradi sottozero. La pressione del ghiaccio sovrastante e la presenza di sali disciolti (magnesio, calcio e sodio sono elementi di cui è ricco il suolo del pianeta) gli permette di restare liquido nonostante il freddo. Sulla Terra, in Groenlandia come in Antartide, si conoscono decine di laghi subglaciali simili. In alcuni vivono colonie di batteri estremofili, capaci di cavarsela anche al freddo e al buio.

CONTINUA A LEGGERE SU REPUBBLICA

 

The post Ricercatori italiani scoprono un lago su Marte appeared first on PeopleForPlanet.

Ambiente: assassinati 207 attivisti nel solo 2017

Gio, 07/26/2018 - 05:42

Quella di 207 persone, uomini e donne, nei soli 22 Paesi di tutto il mondo presi in esame dal report At What Cost. Una lotta per i loro diritti e per quelli dell’ambiente, la loro Terra fonte di vita e spesso sacra. Così riporta l’ultima analisi di Global Witness, ONG britannica nata nel 1993 e storicamente impegnata nella protezione dei diritti umani e ambientali. Il report, presentato martedì 24 luglio 2018, fa emergere una verità sconcertante, intimidatoria e troppo spesso infangata nella speranza che nessuno faccia più domande e soprattutto non si opponga più.

“L’omicidio è uno dei modi principali per mettere a tacere i difensori, oltre alle minacce di morte, arresti, violenze, rapimenti e aggressioni all’interno della legge”, afferma il rapporto.

In 22 Paesi di tutto il mondo sono stati 207 gli omicidi di attivisti, una media di 4 vittime alla settimana. Stima probabilmente inferiore ai dati reali, ma che vede il 2017 comunque come l’anno peggiore finora; erano infatti 200 le vittime recensite nel 2016, 185 nel 2015 e 116 nel 2014.

Il 60% delle morti sono registrate in America Latina, con in testa il Brasile, che vince l’amaro record di paese al mondo con maggior numero di omicidi (57) a sfondo ambientale.  A seguire, sempre a cifra doppia, troviamo Filippine (48) con il maggior numero di assassinii nella storia di un Paese asiatico, Colombia (24), Messico (15), Repubblica Democratica del Congo (13) e India (11). L’organizzazione riferisce che le vittime sono perlopiù autorità locali, attivisti e ambientalisti che cercano di proteggere le loro case e comunità dalle industrie distruttive, dal bracconaggio e dal depauperamento delle loro terre.

Le industrie del settore agroindustriale sono tra i maggiori responsabili. Dimenticatevi le miniere, oggi è il settore agroindustriale quello che, giorno dopo giorno, sta diventando il più invadente e brutale nei confronti di popolazioni autoctone abbandonate dai governi locali e troppo deboli per una autodifesa efficace.

Dal titolo del rapporto la connessione è chiara: “A quale prezzo?”. Una domanda rivolta a noi consumatori che non ci interessiamo circa la provenienza dei prodotti offerti e non siamo più capaci di etiche rinunce, al costo di enormi sprechi e conseguenze disastrose anche in termini economici. (Vedi lo spreco di cibo in Italia).
Nonostante le alternative possibili di cui oggi disponiamo, continuiamo a ignorare che anche le nostre più semplici abitudini quotidiane possono avere conseguenze sulla vita (e Terra) di qualcun altro.

 “Si uccidono i militanti locali perché i governi e le aziende hanno a cuore il rapido profitto e non le vite umane. I reparti dei nostri supermercati sono riempiti di prodotti generati da questa carneficina. E ora le comunità, quelle che in modo coraggioso resistono ai funzionari corrotti, alle industrie distruttrici e alla devastazione dell’ambiente, sono brutalmente ridotte al silenzio”, ha denunciato Ben Leather, responsabile di Global Witness.

Il termine corretto è quello di land grabbing, che tradotto significa “accaparramento delle terre”.  Questo è quanto succede quando una larga porzione di terra considerata “inutilizzata” è venduta a terzi, aziende o governi di altri paesi, senza il consenso delle comunità che ci abitano o che la utilizzano per coltivare e produrre il loro cibo. E quindi abbiamo monocolture di olio di palma, distese di coltivazioni di ananas, campi di avocado… prodotti usati in cucina, ma anche per la bellezza. Sarebbe sufficiente una maggiore attenzione alle etichette per rendersi conto della dimensione globale del fenomeno, e più attenzione a tavola per dare il nostro contributo.

Che la violenza sia direttamente legata ai prodotti comprati dai consumatori è una delle denunce che il rapporto vuole evidenziare cercando di sensibilizzare su una condotta responsabile. Global Witness chiede: “Un’azione urgente per invertire la tendenza. Oggi, i governi e le imprese sono responsabili, ma possono decidere, al contrario, di trovare delle soluzioni. Devono affrontare le cause stesse di queste violenze, assicurandosi, per esempio, che le comunità abbiano il diritto di rifiutare dei progetti sulle loro terre, ma anche sostenendo e proteggendo i difensori minacciati e assicurando che sia resa giustizia a coloro che subiscono questa violenza».

 

The post Ambiente: assassinati 207 attivisti nel solo 2017 appeared first on PeopleForPlanet.

Punta Marina (RA), il primo bagno per disabili in regione

Gio, 07/26/2018 - 04:24

Ci sono attimi di vita che tendiamo a dare per scontati, come ad esempio un bagno al mare. Ma per qualcuno anche solo immergersi in acqua è tutt’altro che normale e semplice. Parliamo delle persone affette da disabilità più o meno gravi che finalmente da lunedì (inaugurazione alle 19) e per tutto agosto, in un tratto di spiaggia attrezzata di Punta Marina (Ravenna) tra gli stabilimenti Chicco Beach e Susanna, avranno la possibilità di andare in spiaggia e fare il bagno in una struttura ad hoc, la prima a loro dedicata in regione e la terza in tutta Italia.
L’idea è stata portata avanti da Debora Donati, moglie del faentino Dario Alvisi, morto di Sla a 44 anni l’1 aprile scorso: «Perché voglio aiutare le persone che si trovano a vivere la mia stessa esperienza. In tanti hanno aiutato me e io voglio ricambiare» spiega.

CONTINUA A LEGGERE SU IL RESTO DEL CARLINO

The post Punta Marina (RA), il primo bagno per disabili in regione appeared first on PeopleForPlanet.

Incontro al Senato sulla vendita dei farmaci sfusi

Gio, 07/26/2018 - 02:22

Dopo aver affrontato preliminarmente diversi temi di discussione con la senatrice Mariolina Castellone ho incontrato una decina di membri del M5S delle Commissioni Sanità di Camera e Senato.

Abbiamo parlato dei medicinali sfusi, proposta che dovrebbe avere la via spianata perché la Ministro Grillo è stata la prima firmataria di una proposta di legge in questa direzione riferita alla distribuzione dei farmaci negli ospedali, nella passata legislatura. Legge che tra l’altro fu proposta anche da parlamentari del Pd nel 2007. Ci sono perciò le condizioni per ottenere una vasta alleanza ed è quindi importante impegnarsi fuori dal parlamento perché si arrivi all’approvazione, proprio perché c’è un sostegno diffuso a questa idea. Conoscendo la lentezza del Parlamento sarà essenziale che ci sia una spinta della “società civile”.

Qui i documenti in pdf che abbiamo presentato alle Commissioni:

Farmaci Sfusi – Sintesi Legislativa
Farmaci Sfusi – Esperienze Altri Paesi
Somministrazione Farmaci In Dose Unitaria – Italia

 

LEGGI ANCHE:

Apriamo il dibattito sull’effetto positivo dell’uso dei placebo sui conti e la salute

Sanità: come tagliare i costi coinvolgendo gli studenti in campagne di informazione sanitaria

Perché sono andato in Parlamento a incontrare deputati e senatori

The post Incontro al Senato sulla vendita dei farmaci sfusi appeared first on PeopleForPlanet.

Le Ricette di Angela Labellarte: crema di rape rosse per te…

Gio, 07/26/2018 - 02:02

Ingredienti per 4 persone

Barbabietole cotte a vapore 2
Sedano 2 coste
Cipolle 1
Patate 2
Olio 4 cucchiai
Sale q.b.
Maggiorana 1 mazzetto
Yogurt 4 cucchiaini

Preparazione
In una casseruola tagliare la cipolla a pezzettoni e rosolarla nell’olio, aggiungere le patate pelate e il sedano tagliati grossolanamente, coprire di acqua calda e cuocere a fuoco medio per circa 20 minuti. In seguito aggiungere le barbabietole precedentemente cotte a vapore, pelate e tagliate a pezzettoni, aggiungere il sale e se necessario un po’ d’acqua fino a coprire le verdure, proseguire la cottura per 10 minuti. Passare il tutto con un frullatore a immersione, non dimenticando di aggiungere la maggiorana.
Servire la crema nei piatti da portata con un cucchiaino di yogurt e un rametto di maggiorana.

Tempo di preparazione: 40 minuti

Ph. Angela Prati

The post Le Ricette di Angela Labellarte: crema di rape rosse per te… appeared first on PeopleForPlanet.

Il digestato da biogas in agricoltura biologica

Mer, 07/25/2018 - 16:01

Recita il comunicato stampa del CIB: “Piero Gattoni e Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, hanno firmato le linee guida per l’uso agronomico del digestato in agricoltura biologica, frutto di un tavolo di lavoro tecnico lanciato l’anno scorso proprio da Ecofuturo.
Gattoni esprime la propria soddisfazione:”È stato un lavoro significativo frutto di un confronto tecnico articolato di cui siamo molto soddisfatti perché dimostra la sempre maggiore convergenza tra l’agricoltura del Biogasfattobene e l’agricoltura biologica.”
“La conversione all’agricoltura biologica su larga scala può consentire di sequestrare carbonio con maggiore rapidità. – dichiara Paolo Carnemolla, presidente Federbio –
L’impiego del digestato è stata una opportunità che dobbiamo cogliere senza venir meno ai principi e alle regole del biologico, per questo la collaborazione con CIB è fondamentale ed ha consentito di
produrre linee guida molto utili anzitutto per gli agricoltori bio italiani”
“L’accordo sul digestato trovato dopo un anno di confronto tecnico e scientifico da chi fa biogasfattobene e mondo del biologico crea le premesse per una nuova agricoltura capace di ricucire lo strappo al futuro dovuto al petrolio e ai suoi derivati – dichiara Jacopo Fo, co-fondatore del Festival Ecofuturo – Con questo accordo si dimostra che Ecofuturo era nel giusto nel credere che l’ecologia e la tecnologia unendosi avrebbero determinato una nuova speranza concreta. Cib e Federbio rendono grande l’intuizione che abbiamo avuto con Michele Dotti e Fabio Roggiolani.””

CONTINUA A LEGGERE QUI

The post Il digestato da biogas in agricoltura biologica appeared first on PeopleForPlanet.

I vestiti ecologici di Vigga

Mer, 07/25/2018 - 09:21

The post I vestiti ecologici di Vigga appeared first on PeopleForPlanet.

L’eclissi lunare totale più lunga del secolo

Mer, 07/25/2018 - 09:18

Venerdì 27 luglio potremo assistere in Italia a un’eclissi totale di Luna. Il fenomeno inizierà intorno alle 19 di sera, quando ci sarà ancora il Sole a illuminare il cielo, ma raggiungerà comunque il suo picco dopo le 22, quando sarà buio a sufficienza per osservarlo al meglio.
Anche se sono spesso riprese dai media con grande enfasi, le eclissi lunari sono un fenomeno piuttosto frequente: se ne registrano in media tre ogni due anni, ma non mancano i periodi in cui ne avvengono tre in un solo anno, considerando sia quelle parziali sia quelle totali.
Questo non deve comunque intaccare il vostro improvviso entusiasmo per la Luna: negli ultimi anni le eclissi visibili dall’Italia sono state poco frequenti e inoltre quella di venerdì sarà la più lunga di tutto il Ventunesimo secolo.

CONTINUA A LEGGERE SUL POST

The post L’eclissi lunare totale più lunga del secolo appeared first on PeopleForPlanet.

Perché sono andato in Parlamento a incontrare deputati e senatori

Mer, 07/25/2018 - 02:49

La mia idea è che le cose migliorano se le persone si parlano e se le idee più concrete circolano. Per questo da anni collaboriamo con tutti quelli che hanno voglia di progresso a prescindere dalle appartenenze politiche. Sembrerà strano ma anche in un momento di polemiche furiose tra i progressisti stiamo riuscendo, come in passato, a creare momenti di dialogo che mettono assieme ambiti di collaborazione che paiono impossibili: ad esempio hanno aderito alla nostra proposta “3 Leggi Facili” militanti e parlamentari di M5S, Pd e Leu (impossibile ma vero, siamo un contingente pacifista di interposizione!!!)

Da 20 anni giriamo i comuni di tutti i colori proponendo forme di risparmio energetico. A Padova con l’allora Sindaco Zanonato del Pd, abbiamo tagliato 1 milione e mezzo di euro all’anno sostituendo illuminazione pubblica e riscaldamenti, era il 2007, 9 anni prima che le lampadine dei lampioni venissero sostituite a Milano, Roma, Torino e Firenze. Pensate se questo progetto, realizzato dall’ingegner Maurizio Fauri, fosse stato adottato subito dopo il successo di Padova… Si sarebbero risparmiati centinaia di milioni all’anno! Ma allora la politica aveva altro da pensare…

In questi anni abbiamo lavorato per il risparmio energetico di una quarantina di altri piccoli comuni amministrati da Pd, Si, M5S e perfino con ex comunisti passati alla Lega. Un lavoro lento, ancor oggi dopo 11 anni che abbiamo dimostrato cosa si potesse fare ci sono migliaia di comuni che continuano a buttare i soldi dalla finestra con le vecchie, antiche, lampadine…

Al Senato ho avuto due incontri molto importanti: uno con i parlamentari M5S delle Commissioni Sanità di Camera e Senato, per portare la nostra proposta di legge sui farmaci sfusi (ne parlo nell’articolo che verrà pubblicato domani). Questo intervento è stato possibile grazie alla senatrice Mariolina Castellone che si è dimostrata tra le prime persone aperte al dialogo.

L’altro incontro è stato con il senatore Gianni Pietro Girotto, che da anni partecipa come relatore anche al nostro Festival Ecofuturo e grazie al quale in passato abbiamo organizzato incontri con senatori e deputati del M5S, Pd, Sinistra Italiana, e che ora è diventato Presidente della Commissione Commercio, Industria, Turismo. L’obiettivo dell’incontro è stato presentare un’idea semplice per rilanciare l’appoggio alle startup innovative.

Dando vita a People for Planet abbiamo promesso di raccontarti non solo quel che è successo ma anche che cosa stiamo facendo succedere.

Una dichiarazione altisonante.

E anche una proposta che speriamo coinvolga sempre più persone.

Quel che proponiamo è un modo diverso di impegnarsi per migliorare la situazione italiana.

Da quando mia madre era al Senato (2007) abbiamo lavorato per individuare leggi facili e utili che fosse realmente possibile far approvare in tempi rapidi.

La situazione è difficile, l’Italia è spaccata in 3 fazioni politiche, è inutile cercare di ottenere riforme epocali, nessuno ha in parlamento la forza di farle approvare. È invece possibile vincere piccole battaglie che a volte possono portare a grandi risultati e magari dare forza e fiducia a chi lotta per il progresso.

È la strategia dei piccoli passi, la strategia dello Shangai, il gioco nel quale devi spostare per prime le bacchette più facili da muovere (ho scoperto che questo gioco si chiama anche Mikado, nome giapponese).

La battaglia per ottenere la limitazione dei vitalizi è di certo importante per il principio etico che contiene ma in termini di risultati di denaro sono al massimo 150 milioni di euro risparmiati. La nostra proposta di adottare la vendita dei farmaci nella quantità esatta prescritta dal medico porterebbe, secondo le stime più prudenti, a un risparmio di 500 milioni di euro. In Germania, Usa, Francia e Spagna già lo fanno, perché non dovremmo imitarli?

Un’altra proposta è istituire un’Autorità che vigili in via preventiva sui contratti “di massa” (telefonia, banche, assicurazioni, gas e luce eccetera), eviterebbe 300 mila cause civili e darebbe garanzie ai cittadini che firmano  questi contratti pieni di clausole imposte dalle compagnie. Anche qui un risparmio superiore a quello ottenuto con i vitalizi.

Nella lotta alle ludopatie abbiamo già ottenuto un successo perché, grazie alla campagna che da tempo sosteniamo in molti, il “Decreto Dignità” (già approvato e ora in fase di conversione) contiene finalmente il divieto della pubblicità per il gioco d’azzardo…

In questo momento stiamo cercando idee per altre proposte da portare avanti e stiamo cercando in ogni direzione alleati.

Per questo stiamo prendendo contatti con esponenti di varie forze politiche e progettiamo una serie di convegni tematici con i parlamentari. Parlare, spiegare, far conoscere, un modo per fare lobbying trasparente.

INDICE INCHIESTA SANITA’

Apriamo il dibattito sull’effetto positivo dell’uso dei placebo sui conti e la salute

Sanità: come tagliare i costi coinvolgendo gli studenti in campagne di informazione sanitaria

Perché sono andato in Parlamento a incontrare deputati e senatori

 

The post Perché sono andato in Parlamento a incontrare deputati e senatori appeared first on PeopleForPlanet.

La strana voglia di punire degli italiani spiegata da Cesare Beccaria, un ragazzo

Mer, 07/25/2018 - 02:15

Quando nel 1764 fece pubblicare Dei delitti e delle pene Cesare Beccaria era un giovane marchese di 26 anni. Quando Matteo Salvini e Giorgia Meloni scrivono di castrazione chimica e di abolizione del reato della tortura ne hanno qualcuno in più.

Il libretto, messo dalla Chiesa all’Indice nel 1766, è tra le cose di cui gli italiani dovrebbero andare maggiormente orgogliosi, più della pizza.

L’abolizione della pena di morte, l’ispirazione egualitaria secondo cui alla radice del crimine c’è la disuguaglianza economica e sociale e i principi laici che disciplinano il diritto di punire da parte dello Stato in Italia, in Europa e nel mondo sono stati possibili (anche) grazie al libro scritto da un ragazzo ventiseienne. Un ragazzo, come Federico Aldrovandi o Stefano Cucchi, per intenderci.

Nella stesura di Dei delitti e delle pene, Beccaria si fece aiutare dai fratelli Verri e dagli amici dell’Accademia dei Pugni, una società di persone che riunivano i propri intelletti a Milano, in Via Monte Napoleone, per fare metaforicamente “a pugni” con le arretratezze e i soprusi che caratterizzavano la società in cui vivevano.

La politica è per stessa sua natura linguistica, violenta: l’avversario politico va “battuto”, i governi “cadono”, i candidati “lottano”, e la “battaglia” politica non si ferma al termine della campagna elettorale, ma prosegue anche in assenza di una “opposizione” forte da mettere a tacere. La comunicazione di un politico risulta quanto più efficace quanto più scientemente violenta, e ciò tradisce un certo isterismo collettivo, dove sono spesso gli emarginati e i più colpiti da questa o da quella crisi a pretendere un’autorità minacciosa, potente, con cui possano identificarsi.

Il fatto di cronaca avvenuto ieri in Stazione Centrale a Milano e che ha per protagonista Massimiliano Codoro, leghista e candidato non eletto con il centrodestra alle ultime consultazioni politiche, pone l’accento su un ulteriore fenomeno sempre più frequente: la confusione tra il diritto a difendersi (con il placet dello Stato) e il diritto a esercitare un’autorità al posto dello Stato. Massimiliano Codoro ha estratto la pistola dopo che la molestia sarebbe avvenuta, dunque non per evitare la molestia in atto, ma per punirla a posteriori.

Scriveva Beccaria:

È evidente che il fine delle pene non è di tormentare ed affliggere un essere sensibile, né di disfare un delitto già commesso”.

E aggiungeva che lo Stato, avvalendosi di un “corpo” e “ben lungi di agire per passione, è il tranquillo moderatore delle passioni particolari”, deve decidere l’entità e i modi della pena seguendo come unico criterio “l’utile sociale”.

Sono passati due secoli ma ancora si assiste, sia pure attraverso i social network, alla legittimazione dell’esercizio di una violenza legalizzata e promossa come necessaria.

La castrazione chimica invocata da Matteo Salvini non ha alcun effetto sulla psicologia di una persona che si macchia del reato di aggressione o di violenza sessuale. Chi esercita o reitera un’aggressione sessuale lo fa indipendentemente dall’efficienza del proprio organo sessuale. Imporre la castrazione chimica obbligatoria per chi commette reati sessuali sarebbe dunque una pena che non segue l’“utile sociale”.

Un’altra posizione che sta facendo molto discutere è quella di Giorgia Meloni, che ha recentemente postato su Facebook la seguente frase: “Abolire il reato di  tortura che impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro”. A rendere sottilmente ambigua la frase della leader di Fratelli d’Italia è la doppia natura del concetto stesso di diritto. Il diritto dovrebbe essere contemporaneamente lo strumento per proteggere i cittadini dall’arbitrio dell’autorità e il mezzo con cui l’autorità cerca di proteggere se stessa nel suo esercizio. Una condizione non facile da raggiungere, ma necessaria, perché, come diceva il grande Montesquieu citato da Beccaria, “ogni pena che non derivi dall’assoluta necessità è tirannica”.

Soltanto in uno Stato garante e con un governo solido può esserci un diritto di punire esercitato legalmente e al riparo da “passioni particolari” senza calpestare il contratto sociale che ogni cittadino, più o meno consapevolmente, stipula con i suoi simili, in quanto, come scritto in Dei delitti e delle pene:

Fu la necessità che costrinse gli uomini a cedere parte della propria libertà […] ciascuno non ne vuole mettere nel pubblico deposito che la minima porzion possibile, quella sola che basti ad indurre gli altri a difenderlo. L’aggregato di queste minimi porzioni possibili forma il diritto di punire; tutto il di più è abuso e non giustizia”.

Parole di Cesare Beccaria, un ragazzo.

The post La strana voglia di punire degli italiani spiegata da Cesare Beccaria, un ragazzo appeared first on PeopleForPlanet.

Emilia 4, l’auto solare dell’università di Bologna vince l’American Solar Challenge

Mar, 07/24/2018 - 08:34

Emilia 4, l’auto solare progettata e costruita dall’Università di Bologna, ha trionfato nell’American Solar Challenge, la competizione riservata a veicoli solari sviluppati dalle università di tutto il mondo.
Nata da un progetto di ricerca industriale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei – Por Fesr 2014-2020, Emilia 4 è stata sviluppata e costruita interamente in Emilia-Romagna dall’Università di Bologna e dal team di Onda Solare, con il coinvolgimento del CIRI Meccanica Avanzata e Materiali e il CIRI Aeronautica e il sostegno di diverse aziende e centri di ricerca, tra cui il Centro di super calcolo del Cineca e Scm Group.
Il lavoro di progettazione, che ha coinvolto una sessantina di persone, è durato due anni, mentre la fase di costruzione è stata portata a termine in meno di un anno.

CONTINUA A LEGGERE SU GREENREPORT.IT

Su People For Planet avevamo già parlato di Emilia 4, clicca qui

The post Emilia 4, l’auto solare dell’università di Bologna vince l’American Solar Challenge appeared first on PeopleForPlanet.

In Italia il consumo di suolo non si ferma. E così il cemento si mangia il Bel Paese.

Mar, 07/24/2018 - 04:57

La presentazione dell’edizione 2018 del Rapporto realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale  (ISPRA) e dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), tenutasi a Palazzo Montecitorio il 17 luglio, ha messo in evidenza un trend italiano tutt’altro che incoraggiante: un consumo di suolo ad oltranza che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica e i tentativi da parte di Istituzioni e Associazioni di sensibilizzare sul tema di territorio e ambiente.

Il Rapporto ha come obiettivo quello di restituire una fotografia completa e aggiornata del territorio e di fornire una valutazione delle dinamiche di cambiamento della copertura del suolo e della crescita urbana, anche a livello locale, e delle conseguenze sull’ambiente, sul paesaggio, sulle risorse naturali e sul sistema economico. Andiamo a vedere alcuni dei dati emersi:

Il cemento, durante lo scorso anno, ha sottratto alla natura 2 metri quadrati al secondo, che equivalgono a 15 ettari al giorno, per una superficie totale di 52 km quadrati all’anno: un dato, stabile in tutta Italia, ma in crescita nel Nord-Est. È come se avessimo costruito un’intera piazza Navona ogni due ore. In termini economici la sfrenata urbanizzazione rappresenta per il Paese una perdita superiore ai 2 miliardi di euro l’anno.

La rapida e costante trasformazione innescata da nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di 3.000 ettari) non sembra trovare nessun tipo di limitazione sconfinando anche in aree protette e zone a rischio idrogeologico, arrivando a invadere addirittura le aree vincolate per la tutela del paesaggio come coste, laghi, fiumi, montagne e vulcani. I numeri, ancora una volta, ci sorprendono negativamente: la stima è di 74.554 ettari di territorio consumato all’interno delle nostre aree protette. In termini percentuali emerge che: il 24% del territorio trasformato è soggetto a vincoli paesaggistici, il 6% a rischio frana, il 32% ad alto rischio sismico e l’1,6% protetto. Il territorio più minacciato è quello delle coste e dei bacini idrici dove il cemento ricopre oltre 350 mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale.

Maglia nera delle trasformazioni sul suolo 2017 va al Parco nazionale dei Monti Sibillini, con oltre 24 ettari di territorio consumato, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga, con altri 24 ettari di territorio impermeabilizzati da costruzioni ed opere successive ai recenti fenomeni sismici del Centro Italia. I parchi nazionali del Vesuvio, dell’Arcipelago di La Maddalena e del Circeo sono invece le aree tutelate con le maggiori percentuali di cementificazione.

Si continua quindi a ricoprire irreversibilmente aree naturali e agricole con asfalto e cemento, edifici e fabbricati, strade, infrastrutture e insediamenti commerciali. A livello nazionale il consumo di suolo è passato dal 2,7% stimato per gli anni ’50 al 7,65% del 2017 segnando una crescita percentuale del 180%.

“È nostro dovere seguire le trasformazioni del territorio, risorsa non rinnovabile e vitale per il nostro benessere e per l’economia – ha dichiarato il Presidente ISPRA e SNPA Stefano Laporta – senza interventi normativi efficaci, il consumo di suolo non si fermerà”.

Ma esistono soluzioni a questo fenomeno che sembrerebbe non risparmiare nulla? Sembrerebbe di sì ma manca la volontà. C’è il disegno di legge del 2016 “Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato” che però, dopo che ci sono voluti tre anni e tre mesi per l’approvazione della Camera a Montecitorio, è ancora oggi bloccato al Senato. Il provvedimento mira ad introdurre incentivi alla rigenerazione urbana, al riuso degli edifici sfitti e delle aree dismesse, introducendo maggiore tutela delle aree agricole e soprattutto un obiettivo di zero consumo di suolo netto al 2050.

Noi aspettiamo…

 

The post In Italia il consumo di suolo non si ferma. E così il cemento si mangia il Bel Paese. appeared first on PeopleForPlanet.

Sanità: come tagliare i costi coinvolgendo gli studenti in campagne di informazione sanitaria

Mar, 07/24/2018 - 02:08

Nell’incontro che ho avuto con alcuni senatori e onorevoli membri delle Commissioni Sanità di Camera e Senato aderenti al M5S (ve ne racconto meglio nell’articolo in uscita domani) abbiamo parlato anche della possibilità di ridurre i costi e migliorare la salute lanciando campagne di informazione.

E a questo proposito abbiamo anche discusso sulla possibilità di ridurre i costi coinvolgendo gli studenti.

Premesso che secondo molti studi le campagne sulla salute hanno sempre risultati in termini di riduzione dei costi molto superiori alla spesa per le campagne stesse (prevenire è meglio che curare) ho proposto l’idea di chiedere agli studenti di diventare attivisti dell’informazione sulle buone pratiche sanitarie.

In questa direzione abbiamo realizzato esperienze con risultati esaltanti. All’interno di un progetto di Alternanza Scuola Lavoro abbiamo coinvolto 383 studenti di Gela ottenendo che ognuno di loro realizzasse un suo blog sulla sua passione. L’obiettivo era cambiare l’immagine di Gela sul web.

A marzo se cercavi su Google/immagini la parola Gela, uscivano per lo più, come prime, immagini di auto bruciate, negozi devastati, armi sequestrate e foto segnaletiche di pregiudicati. Cioè non ti veniva in mente di andare a Gela. A inizio giugno, in soli 3 mesi siamo arrivati a poter festeggiare il fatto che non c’è più su Google, tra le prime, una sola immagine negativa (anche in questo caso un piccolo cambiamento, un grande risultato: si veda anche Gela, la città con la più alta densità di blogger grazie al progetto 383 Blog per Gela). Non è cambiata Gela, è cambiata la percezione che l’utente di Google ha di Gela. I giovani blogger hanno portato in risalto ciò che di buono Gela può offrire.

Un progetto analogo lo abbiamo sviluppato sul lago di Iseo con i ragazzi del liceo scientifico di Lovere. Durante un laboratorio creativo ad Alcatraz abbiamo elaborato l’idea di sviluppare la costruzione di un’isola di bottiglie di plastica riciclate che depuri l’acqua del lago. Un sistema da tempo sperimentato negli Usa. Anche questo progetto è iniziato a marzo e in questo momento i ragazzi hanno già trovato i 10mila euro necessari e stanno costruendo l’isola, il varo è previsto per settembre! (puoi vedere qui il progetto e il video-diario della costruzione).

In questo momento stiamo cercando aziende disposte a finanziare la realizzazione di progetti simili in altri 10 laghi italiani e abbiamo già ricevuto qualche segnale di interesse…

Questo per dimostrare che si può fare! Gli studenti hanno grandi potenzialità, e sono capaci di sviluppare grandi iniziative se si propone loro obiettivi concreti che hanno veramente peso nella realtà e non solo un apprendimento teorico. Misurarsi con risultati importanti genera passione e la passione è uno straordinario lievito delle capacità oltre che medicina sociale. E per inciso in questo tipo di iniziative abbiamo sempre verificato che molti degli ultimi della classe cambiano punto di vista sull’importanza dello studio. Il coinvolgimento funziona meglio dei brutti voti!

Quindi affidare a gruppi di studenti campagne di informazione sanitaria, sostenendoli ovviamente con adeguate azioni di formazione e supporto, potrebbe essere un sistema veramente efficace perché permetterebbe di raggiungere le famiglie 10 volte meglio di qualsiasi comunicazione televisiva. Sono gli studenti stessi a portare il messaggio alle proprie famiglie, parliamo di marketing “casa per casa”!

E quest’azione porterebbe anche a riempire di senso l’Alternanza Scuola Lavoro che è un’ottima idea ma è stata troppo spesso gestita male, proponendo agli studenti percorsi per nulla appassionanti e gratificanti, quando non completamente inutili.

INDICE INCHIESTA SANITA’

Apriamo il dibattito sull’effetto positivo dell’uso dei placebo sui conti e la salute

Sanità: come tagliare i costi coinvolgendo gli studenti in campagne di informazione sanitaria

Perché sono andato in Parlamento a incontrare deputati e senatori

 

The post Sanità: come tagliare i costi coinvolgendo gli studenti in campagne di informazione sanitaria appeared first on PeopleForPlanet.

Share this