Servizio di informazione, ricerca di informazioni, consigli tecnici, risparmio energetico, impianti panelli solari, analisi di investimento, reperimento delle migliori offerte per auto, abitazioni, indagini, inchieste di mercato, sondaggi, servizio informazioni globale per famiglie, pareri legali, professionisti e aziende, ottimizzazione siti web, servizi di pubblicità su internet (creazione campagne adword's e facebook), redazione comunicati stampa mirati, realizzazione video ricordo, eventi in italia, consulenze

Valutazione dei lavori in corso su ordinazione maggiore del valore contrattuale

Una società di costruzioni ha esposto nel proprio conto economico (CE) del 2007 un importo per lavori in corso su ordinazione maggiore di quello contrattuale per richieste di altri lavori non riconosciuti dalla committenza. Tale importo maggiore ha concorso alla determinazione del reddito imponibile del 2007. Il 2 settembre 2008, nelle more del contenzioso civile, il consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale ha depositato una perizia giurata con cui riconosce parte dei maggiori lavori eseguiti. L’importo riconosciuto è inferiore a quello indicato nel 2007 nel CE. In sede di bilancio 2008, in costanza di contenzioso, la società – il cui bilancio è certificato da una società di revisione – intende allineare l’importo dei lavori in corso da indicare nel conto economico con il valore individuato dal consulente tecnico d’ufficio. Quale deve essere il trattamento fiscale da riservare alla rimanenza finale? Quale alla rimanenza iniziale 2008 (finale 2007 maggiore dell’importo del consulente tecnico)? Come ci si comporta rispetto alla minore valutazione del lavoro nel CE? Qual è l’impatto sulla fiscalità differita?

A integrazione del quesito è stato precisato quanto segue:
– Su suggerimento del proprio legale, la società ha preferito chiedere al tribunale competente per territorio la nomina di un perito, affinché potesse predisporre un accertamento tecnico preventivo ex art 696 c.p.c. sullo stato e sugli importi delle lavorazioni aggiuntive non riconosciute dal committente con lo scopo di avvalersene nelle more di una successiva causa civile.
– Il perito ha depositato una perizia giurata nel mese di settembre del 2008, riconoscendo che effettivamente sono state eseguite lavorazioni aggiuntive e che queste possono essere comprese tra un minimo di 307.000 euro e un massimo di 880.000 euro. È da ritenere, pertanto, non ammissibile un maggiore importo riconosciuto in causa rispetto al valore massimo accertato dal consulente tecnico d’ufficio (CTU).
– La società ha iscritto nelle rimanenze finali dell’esercizio 2007, per le maggiori lavorazioni eseguite, un importo di 1.654.000 euro. Tale importo risulta, nel 2008, iscritto tra le rimanenza iniziali a conto economico (CE) tra i costi per pari importo. La circostanza è ben descritta e dettagliata nella nota integrativa, sia nell’esposizione dei fatti sia nelle logica della quantificazione.

– La società di revisione ha indicato, nella propria relazione al bilancio 2007, la presenza di un importo di 1.654.000 euro tra le rimanenze finali che, stante il mancato riconoscimento da parte del committente, non andava incluso nella valutazione del lavoro in corso. Parimenti ha rilevato che il patrimonio netto risultante dal bilancio è sovraesposto per pari valore al lordo dei teorici effetti fiscali.
– Il collegio sindacale ha indicato, nella propria relazione, il rilievo mosso dalla società di revisione, condividendolo.
– Il patrimonio netto della società, risultante dal bilancio 2007, è di 925.000 euro. Il totale attivo è di 52.000.000 euro. Il valore della produzione è di 21.000.000 euro.
– Nel modello unico SC/08 per il periodo di imposta 2007, la società non ha retti-ficato il valore della rimanenza finale che dunque ha concorso a determinare il reddito imponibile del 2007, includendo l’importo di 1.654.000 euro.

(segue risposta completa 17 pagine in pdf, richiedere se interessati via email all'indirizzo info ( @ ) adomandarisponde . it )

Share this